Un parcheggio di auto, trasformato in luogo di incontro con l’arte contemporanea, tra opere, installazioni e performance. Si chiude oggi al Parcheggio Lancia di piazzale Chiribiri la XV edizione di The Others Art Fair, con un leggero incremento del pubblico rispetto al 2025 e riscontri positivi dei galleristi sulle vendite. Dal 29 ottobre, la fiera ha riunito 54 espositori dall’Italia e dall’estero, affiancati dal Public Program dedicato al confronto tra artisti, curatori, operatori e visitatori, e da sei premi nazionali e internazionali a sostegno della ricerca artistica.

Le code all’ingresso registrate nel weekend e la presenza di visitatori di tutte le età hanno accompagnato questa edizione. Per i suoi quindici anni, The Others ha portato l’arte contemporanea emergente e indipendente in una nuova sede nel quartiere Borgo San Paolo: un ulteriore capitolo del percorso con cui la fiera attraversa Torino, riscoprendone e reinterpretandone gli spazi attraverso la cultura.
«Chiudiamo questa quindicesima edizione con un leggero incremento del pubblico rispetto allo scorso anno e riscontri positivi da parte dei galleristi, che hanno espresso soddisfazione per le vendite e per i nuovi contatti avviati durante la fiera» – commenta Roberto Casiraghi, fondatore e ideatore di The Others insieme a Paola Rampini –. «All’interesse per le proposte artistiche si è accompagnata una concreta attenzione all’acquisto, sostenendo il lavoro delle gallerie e degli artisti. In questi quindici anni abbiamo attraversato luoghi diversi di Torino, mantenendo al centro la qualità della ricerca e della sperimentazione e l’incontro con il pubblico. Il Parcheggio Lancia ha aperto nuove possibilità di dialogo tra le opere e l’architettura che le accoglie. Siamo inoltre particolarmente soddisfatti di aver contribuito a portare pubblico alla vicina Fondazione Merz e alla mostra “Marisa Merz. La danza delle ore”, rafforzando il legame tra la fiera e le realtà culturali del territorio. La risposta di questa edizione ci incoraggia a proseguire lungo questo percorso».
Il tema “Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio”, ideato dal direttore artistico Lorenzo Bruni, ha trovato nella nuova sede una traduzione concreta: per quattro giorni, un edificio destinato alla sosta delle automobili ha accolto ricerche artistiche e riflessioni sulle trasformazioni del presente. Ambiente, memoria, identità, lavoro e relazioni hanno attraversato le proposte degli espositori, invitando i visitatori a fermarsi, osservare e partecipare.
«Con Sosta temporanea abbiamo scelto di partire da una condizione che appartiene al nostro presente: attraversiamo continuamente luoghi, immagini e informazioni, ma raramente abbiamo il tempo di fermarci e interrogarli – sottolinea Lorenzo Bruni, direttore artistico di The Others Art Fair – Il Parcheggio Lancia, spazio pensato per una permanenza provvisoria, ci invita a trasformare la sosta in un’occasione di attenzione e di incontro. Le opere e i progetti di questa edizione propongono modi diversi di abitare il tempo e lo spazio, aprendo domande sul rapporto tra esperienze individuali e trasformazioni collettive».
The Others Art Fair è realizzata con il patrocinio e il sostegno di Regione Piemonte, il patrocinio della Città di Torino e della Circoscrizione 3, con il supporto della Camera di commercio di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Gruppo IREN e la collaborazione di GTT – Gruppo Torinese Trasporti.
Una fiera internazionale, uno spazio aperto alla ricerca
Gallerie emergenti e consolidate, spazi indipendenti e non profit, artist-run space, home gallery e realtà editoriali hanno composto la proposta della fiera, mettendo in relazione la scena italiana con le ricerche provenienti dall’Europa e dal Sud America. Pittura, fotografia, scultura, tessile e pratiche multidisciplinari hanno restituito prospettive differenti sul contemporaneo, attraverso il dialogo tra esperienze individuali e questioni collettive.
Dalla ricerca ambientale di Roberto Ghezzi, presentata da FABER, alle opere degli artisti di Black Effect Gallery, il percorso ha intrecciato osservazione scientifica, appartenenza e rapporto tra persone e luoghi. Le proposte degli espositori hanno dialogato con l’architettura industriale del parcheggio, rendendola parte dell’esperienza di visita.
La nuova sezione Expanded Grounds – Opere fuori scala per uno spazio di sosta ha esteso questo confronto attraverso le grandi opere su carta di El Gato Chimney, il ricamo come rivendicazione dei diritti di Ruben Montini, il passaggio illusorio di Cocis Ferrari, l’installazione immersiva di Aria Ixchel Zamora Morales, la presenza monumentale di Andrea Cerruto e l’ufficio interattivo di Federica Sutti. Opere che hanno proposto modi diversi di attraversare lo spazio e interrogare il rapporto tra individuo e società.
Quindici anni attraverso Torino
Dalle ex carceri Le Nuove all’ex ospedale Regina Maria Adelaide, dall’ex caserma Riberi a Torino Esposizioni e agli spazi dell’ITCILO, fino al Parcheggio Lancia, The Others ha costruito la propria identità nel rapporto con luoghi diversi della città, trasformandoli temporaneamente in spazi di scoperta, produzione culturale e incontro.
La XV edizione prosegue questa ricerca, portando nel quartiere Borgo San Paolo la piattaforma temporanea dedicata all’arte contemporanea e alle relazioni che può generare. Il percorso è stato reso possibile dalla collaborazione con GTT – Gruppo Torinese Trasporti, che ha concesso l’utilizzo della struttura su indicazione dell’amministrazione comunale.
Il Public Program: occasioni di confronto per pubblici diversi
Il Public Program ha coinvolto artisti, curatori e professionisti della cultura. Ad accompagnare la visita, Ground Control, il programma di talk curato da Elisabetta Roncati, ha aperto spazi di confronto tra professionisti e visitatori, attraverso tavole rotonde, incontri aperti e domande raccolte dal pubblico.
I progetti speciali hanno affiancato alle arti visive la sperimentazione sonora e musicale: dal video live set inaugurale di Federica Patera e Andrea Sbra Perego, con le musiche di Piero Acuto, alla ricerca sonora dell’artista marsigliese J.J. Zana.
Il programma della giornata conclusiva ha intrecciato musica, creatività e riflessione: dal coro femminile La Bottega Musicale al laboratorio per bambini “Chi sale?”, a cura di Elena Deambrogio, fino agli incontri sull’intelligenza artificiale con Federica Sutti e sul ruolo dell’editoria con Alessandro Trapezio e Claudia Grande. Proposte rivolte a generazioni diverse, che hanno ampliato le possibilità di accesso e partecipazione alla fiera.
Le nuove generazioni tra videoarte e performance
L’attenzione alla formazione ha trovato spazio in Digital-Craft Journey, la sezione curata da Lorenzo Bruni che ha presentato i progetti di videoarte di studenti e studentesse delle Accademie d’arte e degli istituti AFAM. Tra i selezionati, Matteo Bonino e Lorena Santamaria dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, insieme a giovani autori provenienti da Bologna, Perugia, Roma, Firenze, Catania, NABA e Università IUAV di Venezia.
Il programma di performance, coordinato da Lýdia Pribišová, ha riunito i lavori degli studenti dell’Accademia di Belle Arti e Design di Bratislava e di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Con Temporary Stop, a cura di Maja Štefančíková, e The Body of Memory, a cura di Jacopo Martinotti, il corpo è diventato strumento di indagine su memoria, aspettative di genere, diritti e condizionamenti sociali.