Al Salone del Libro di Torino 2026 sono , presenti 1250 editori

Il 14 maggio 2026 all’auditorium Agnelli del Lingotto ha avuto luogo l’ inaugurazione della XXXVIII edizione del Salone Internazionale del Libro dal titolo: “ Il Mondo salvato dai ragazzini “. A sorpresa l’Orchestra Suzuki, la più giovane orchestra da Camera d’Europa, con ragazzi dagli 8 ai 16 anni, ha aperto l’incontro eseguendo l’inno di Mameli , con la sala tutta in piedi.

Hanno partecipato all’evento :

  Viale Silvio , (Presidente Associazione Torino, la Città del Libro ETS) , ha detto : “è una una scommessa vinta

  Benini Annalena , (Direttrice Editoriale del Salone del Libro di Torino), che ha fatto gli onori di casa, ha affermato che : “Il Salone è Festa dei libri e delle persone che li scrivono” e concluso il suo intervento leggendo con gli auguri di Papa Leone XIV che ha incaricato il cardinale Roberto Repole di farli pervenire all’inaugurazione, in cui il pontefice ricorda che “in un tempo che sembra soffocato dall’orrore della guerra e dal gelo dell’indifferenza, i bambini con la loro innata capacità di guardare il mondo con occhi nuovi accendono nella società una luce di speranza”.

   Biino Giulio, (Presidente del Circolo dei lettori di Torino)

   Isaia Alessandro, ( Segretario Generale Fondazione per la Cultura Torino)

   Lorenzo Galanti, ( Direttore Generale Agenzia ICE)

   Bori Tommaso, (Vice Presidente della Regione Umbria) nel suo intervento ha detto :

 “Per fare in modo che i ragazzini possano salvare questo mondo, prima di tutto bisogna salvare loro dal mondo“: è il messaggio centrale – che riprende il tema         della manifestazione – dell’intervento del vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, alla cerimonia di inaugurazione del Salone del libro di  Torino,              che vede come regione ospite proprio l’Umbria.
“Potrei sfruttare questo tempo che ho – ha affermato Bori, più volte interrotto dagli applausi dei presenti – per promuovere l’Umbria, ma non lo farò perché  sarebbe  tradire gli ideali e i valori di una terra piccola ma che è portatrice di grandezza grazie ai suoi messaggi universali.

Il messaggio di spiritualità, di misticismo, ma soprattutto di pace. Questa edizione porta il titolo di una splendida opera di Elsa Morante, ‘Il mondo salvato dai            ragazzini’. Ecco ma per fare in modo che i ragazzini possano salvare questo mondo, prima di tutto bisogna salvare loro dal mondo. Vorrei portare qui alcune                  immagini. La prima che arriva dalla più grande democrazia del mondo: c’è un bambino armato del suo zainetto di Spiderman, del suo cappello con le orecchie              che viene arrestato a cinque anni dalla Ice di Trump. E questo è uno di quei ragazzini che dovrebbe essere salvato dal mondo. Come quei 20mila ragazzine e                  ragazzini che in Ucraina sono stati rapiti dalle milizie, di Putin e deportati per essere rieducati come in un romanzo distopico. E non ci debbono nemmeno                      abbandonare le immagini degli sguardi delle ragazzine e dei ragazzini scheletrici che cercano cibo e vestiti a Gaza. Esposti alla fame e al gelo. Cinquantamila ne            sono morti sotto le bombe e per la malnutrizione, e anche questo è disumano”.
 “Come le immagini – ha proseguito Bori – che arrivano dalle nostre spiagge in cui il mare restituisce i corpi delle ragazzine e dei ragazzini che abbiamo scelto di            non salvare, condannati ad una morte atroce e condannati a trasformare il ‘mare nostrum’ in un grande cimitero. E infine le tante figlie e i tanti figli delle donne          vittime della violenza maschile, che rimangono doppiamente orfani perché non si è deciso di estirpare un veleno quello patriarcale, fin dai banchi di scuola in  cui      serve un’educazione sesso-affettiva per non assistere ai continui femminicidi”.

   Marrone Maurizio, (Vice Presidente della Regione Piemonte)

   Lo Russo Stefano , (Sindaco della città di Torino)

    Iasonas Fotilas (Vice Ministro della Cultura della Gecia)

   Alessandro Giuli (Ministro della Cultura ) ha detto : «È la seconda volta che vengo al Salone sentendomi un po’ più a casa qui che altrove». Questo evento, considerato una delle principali manifestazioni editoriali europee, è oggi organizzato dall’associazione Torino, la Città del Libro, nata dopo la crisi della precedente Fondazione pubblica che gestiva il Salone. Una «scommessa vinta», come viene spesso definita dal suo presidente Silvio Viale, tra i promotori nel rilancio della rassegna. Ma che alletta – non ne fa mistero – anche il ministero (lo scorso anno si parlava della possibilità di raddoppiare i fondi pubblici, a 500mila euro).

Qui, al Salone, insiste Giuli, «non si avverte né una barriera all’ingresso né inviti all’uscita». Un passaggio che molti hanno interpretato anche in chiave        politica, nel dibattito – mai del tutto sopito – sul futuro della governance della manifestazione e sui rapporti con il ministero della Cultura (su cui Viale ha sempre rivendicato di non volere «accettare ingerenze»). E che il ministro al Salone sia “comodo”, lo dimostra anche il ruolo assunto in questa  edizione. Se  nel 2025 aveva partecipato soltanto alla cerimonia inaugurale, quest’anno Giuli ha preso parte anche a un appuntamento inserito nel programma  culturale del  Salone.