Il 4 aprile alle ore 11.00 ha avuto luogo a Palazzo Madama la conferenza stampa sulla mostra: ”  Notre-Dame de Paris “, a cui hanno partecipato giornalisti di varie testate, tra cui Rai 3, la vicepresidente del consiglio cittadino Viviana Ferrero  in rappresentanza della Sindaca Chiara Appendino , Francesca Paola  Leon assessore alla cultura.

Al tavolo della conferenza erano seduti Guido Curto, direttore di Palazzo Madama che ha fatto gli onori di casa, Maurizio Cibrario, presidente  della Fondazione Musei di Torino, Simonetta Castronovo, curatrice della mostra e Damien Berné, conservatore del Musée de Cluny – musée national du Moyen Âge.

Questa mostra è un dossier dedicato alla scultura gotica francese nella prima metà del 1200 e, in particolare, al cantiere della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Dal portale dell’Incoronazione della Vergine sulla facciata occidentale proviene la Testa d’Angelo, mentre dal portale del braccio settentrionale del transetto provengono la Testa di Re mago, la Testa di uomo barbuto e la Testa di figura femminile che costituiscono l’allegoria di una virtù teologale. Queste quattro opere riproducono le caratteristiche fondamentali di quel momento della civiltà gotica indicato da Cesare Gnudi, storico dell’arte, come “classicismo gotico” o “naturalismo gotico”, che ebbe un forte influsso, alla fine del Duecento, anche sui protagonisti del Gotico in Italia: Giotto, Nicola Pisano, Giovanni Pisano, Arnolfo di Cambio.

La descrizione di queste quattro teste è stata realizzata mediante un filmato in cui viene creato uno sfondo architettonico e ambientale in modo da valorizzarne il più possibile le caratteristiche ed in cui vengono utilizzate voci fuori campo che descrivono sia le opere in questione sia una la cattedrale parigina.

In seguito alla caduta della monarchia francese , le sculture della cattedrale di Parigi , molte delle quali ridotte in frammenti, furono abbandonate sul sagrato dell’edificio e successivamente vennero cedute ad impresari della zona come materiale da costruzione.

Questo fatto ha comportato la realizzazione di un’imponente opera di restauro di Notre Dame de Paris, negli anni 1845-64, ad opera di Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, che dovettero utilizzare, per realizzare le nuove sculture, in sostituzione di quelle perdute, disegni e incisioni antichi raffiguranti i portali, imitando, per quanto riguarda lo stile, il linguaggio delle sculture gotiche coeve di Chartres, Reimse Amiens. Un considerevole numero delle sculture originali di Notre-Dame, comprese le quattro opere esposte a Palazzo Madama, unitamente a centinaia di frammenti, sono state ritrovate nel 1977 durante lavori alle fondazioni dell’hôtel Moreau a Parigi, sede della Banque Française du commerce extérieur, che poi decise di donarle allo Stato francese per essere depositate al Musée de Cluny, che le conserva dal 1980.

La mostra di Palazzo Madama fa riflettere anche sull’organizzazione del lavoro in un cantiere medievale complesso come quello di una cattedrale, sul tema della distruzione e mutilazione delle opere d’arte per ragioni politiche e sul restauro integrativo “romantico” dei monumenti medievali, che caratterizza gli interventi del XIX secolo in tutta Europa.