In occasione della Douja D’Or, nel pomeriggio del 19 settembre 2026 negli spazi allestiti a Palazzo Ottolenghi d’Asti, più precisamente nel suggestivo cortile recentemente ristrutturato, ha avuto luogo “La strada del Vermouth Torino” a cura del Consorzio del Vermouth di  Torino .

Il vermouth à è nato a Torino alla fine del XVIII secolo grazie a Antonio Benedetto Carpano, che aromatizzò il vino con erbe e spezie, dando origine a un prodotto iconico della tradizione italiana.

Questa prelibatezza orami è prodotta in tutto il mondo , con le caratteristiche diverse in ogni Paese.

  Bruno Malavasi, presidente Consorzio del Vermouth di  Torino, aveva dato il benvenuto ai presenti.

La partecipazione alla Douja d’Or è una di quelle occasioni alle quali il Consorzio non può mancare – dichiara il Presidente Bruno Malavasi. La storia del Vermouth di Torino ha un legame storico profondo con Asti, ulteriormente rafforzato dalla partecipazione e collaborazione che il Consorzio, sin dalla sua nascita, e l’Unione Industriale della Provincia di Asti hanno stretto. I diversi appuntamenti proposti nella programmazione delle giornate della Douja d’Or, saranno occasioni per raccontare cos’è il Vermouth di Torino e cosa ne fa una eccellenza Piemontese, celebrarne la storia ma anche la contemporaneità e versatilità.”

Bisognerebbe che i giovani scoprissero il Vermouth liscio, non abbinato con altre bevande, come accade attualmente”. Basta pensare agli aperitivi , come il Bellini, l’Americano, il Bronx ed altri.

Nel suo intervento Roberto Bava, Vice Presidente del Consorzio del Vermouth di Torino ,   ha fatto cenno su chi sono gli Ambasciatori del Consorzio del Vermouth di Torino , gruppo a cui quest’anno sono stati aggiunti sei componenti non tutti di prima nomina

Giorgio Castagnotti

Francesca Bava

Maurizio Spandonaro

Irene Lunghi

Lorenzo Paniate

Federico Piemonte

i quali hanno rivenuto l’incarico e un attestato.

Roberto Bava inoltre è un figura di riferimento nel mondo del Vermouth di Torino, essendo presidente dal 2019, nonché fondatore, dell’ex Istituto del Vermouth di Torino. Bava ha guidato il Consorzio nei suoi anni cruciali, contribuendo in modo determinante alla sua affermazione, al riconoscimento ufficiale da parte del Ministero dell’Agricoltura e alla valorizzazione dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Al termine del suo secondo mandato, pur invitato a continuare, Bava ha scelto di favorire un cambio generazionale, rimanendo però Vicepresidente, a testimonianza di una volontà di continuità e collaborazione. Confermato anche Giorgio Castagnotti (Martini & Rossi) alla vicepresidenza.

Il Consorzio è il primo che  si impegna per statuto a promuovere il concetto di sviluppo sostenibile ed in fine ha inserito il concetto di parità di genere .

Andrea Zanfi Editore in collaborazione con  Consorzio del Vermouth di  Torino ha presentato l’ultima e bellissima pubblicazione intitolata: “Vermouth & Dintorni”, della la rivista di Buble’s, che ha dedica un approfondimento alla Strada del Vermouth di Torino.

  L’incontro, a cui ha anche partecipato Bruno Bertero ,Direttore Generale Ente Turismo Langhe Monferrato Roero , è terminato con un brindisi con ottimo Vermouth.

  

Alle 17,30 al  teatro Fuori Festival ha avuto luogo l’allegro monologo con musica “L’ABC della creatività. Origini poetiche di un’idea”, narrata Marcelo Spinetta e accompagnata dal pianoforte suonato da Alberto Rizzuti.

Integrato dall’esecuzione di musica di Arcangelo Corelll, Domenico Scaletti, Baldassare Galuppi, il monologo racconta in termini immaginifici le origini del Vermouth di Torino. Narrata da ABC (un acronimo che allude al nome Antonio, Benedetto, Carpano, erborista di professione e letterario dilettante che ebbe un ruolo importante nella creazione di questa eccezionale subalpina), la vicenda si dipana sullo sfondo di una stagione memorabile della cultura torinese dopo il grandioso sviluppo urbano dei decenni successivi alla fondazione del Regno di Sicilia (1713) e poi di  Sardegna (1720), negli anni Ottanta del Settecento Torino consolida il suo prestigio sulla ribalta dell’Italia e dell’Europa. Gli anni in cui la moda del Wermut viennese attecchisce in città, dando impulso di tentativi di raffinamento coronati della messa a punto e dell’apprezzamento del Vermouth di Torino, vedono succedersi molti eventi significativi : la fondazione dell’Accademia delle Scienze (1783) , la produzione di quattro tragedie “greché” da parte di Vittorio Alfieri(1784), la fondazione della Reale Società Agraria (1784), l’incendio e la costruzione del Teatro Carignano (1786), la contestuale produzione per mano di Bernardino Galliari del nuovo sipario ispirato alla Caduta di Fetonte mito di fondazione , mito di fondazione della città sulle rive dell’Eridano, l’andata in scena al Teatro Regio di drammi di musica composti da operisti di fama.

In questo scenario s’inserisce fra il 1786 e il 1788 il viaggio compiuto in Italia da Goethe, l’autore assurto con la pubblicazione dei Dolori del giovane Werther (1774) al rango di mito letterario di un’intera generazione. Pur senza mettere piede in territorio sabaudo, anche con le opere prodotte durante il suo soggiorno romano(su tutte Egmont  e Ifgenia in Tauride), Goethe fa parlare di se negli ambienti letterari in tutta itala, ivi compreso quello in cui massimi esponenti frequentavano la Liquoreria Marendazzo, la bottega in cui Carpano lavorava a pochi  passi da Palazzo Reale. La graduale messa a punto della ricetta del Vermouth di Torino – l’idea (con)vincente a cui allude il sottotitolo del monologo – corre quindi in parallelo a queste vicende, in un dialogo sfavillante fra storia e cultura di una capitale in fermento, descritta con ammirazione da un gran numero di viaggiatori in arrivo da tutta Europa.