Il 1° aprile 2025 nello Spazio Musa è stata inaugurata la mostra: “FRAMMENTI DI CITTÀ”, di Diego Pomarico e Fabio Zanino, curata da Lucrezia Nardi.

Cosa è lo Spazio Musa?
È un luogo nuovo da vivere nel cuore del quadrilatero romano di Torino, a pochi passi dal Santuario della Consolata. Uno spazio unico in città, dove ispirarsi e nutrire anima e corpo, dove stare bene.


Qui l’aria ha un gusto pop in una cornice classica: cemento, vetro e oggetti d’arredo dalle tinte sature sono magistralmente inseriti tra muri in pietra del ‘700. La prima sorpresa è che bene storico e design si fondono bene, benissimo, in un recupero architettonico suggestivo.
Spazio Musa è un posto dove ci si sente a proprio agio come a casa, dove l’esperienza di incontrarsi e il tempo che trascorre acquistano un significato differente, dove si realizza che undeground e piano nobiliare possono convivere.
La visione nuova è il progetto di partecipazione culturale appassionato, con all’orizzonte la creazione di una nuova tappa da aggiungere agli itinerari obbligati di Torino.
Spazio Musa è più di un locale, è la destinazione che non c’era e che oggi è diventata realtà, è cuore pulsante in una via che torna ad essere un’arteria vitale del territorio.
Spazio Musa ha un’anima antica che sa accogliere, anzi abbracciare l’arte contemporanea, le sue forme e i suoi colori. È più di un locale, è un luogo immaginifico, una piccola factory sabauda, è soprattutto una comunità dove le persone si incontrano e, oltre a divertirsi, trovano stimoli per dar vita a nuovi progetti artistici e professionali. Spazio Musa è un nuovo riferimento per l’arte, ma non solo: design, moda, cinema, musica e teatro qui sono a casa, perché la creatività fa parte dello spirito Musa, che ne facilità l’espressione in tutte le forme possibili.
Cocktail bar, cucina gourmet, party con DJ set completano la proposta e ne fanno una location unica, cornice ideale per ospitare le tue idee, per organizzare eventi privati di qualità, business meeting o quello che ti gira in testa. Se ti piace, Musa muta e diventa il tuo spazio.
Spazio Musa è un nuovo modo di vivere il tempo libero in armonia e con stile. Un’atmosfera rilassante in un locale multifunzionale, un ambiente accogliente che affascina, dove i linguaggi si incrociano, perché Musa è interdisciplinare e internazionale per vocazione.
L’ultima, ma non ultima sorpresa è la magia che si respira qui, che è difficile da raccontare ma che si vive immediatamente, entrandoci.
Frammenti di città, un dialogo sul frammento, sulla precarietà e sull’assenza fra le sculture astratte di Fabio Zanino e le pitture visionarie di Diego Pomarico, con la curatela di Lucrezia Nardi.

ANTHOROPOLY DAY TORINO

Una doppia personale che, fino al 20 aprile, si configura come un dialogo profondo e stratificato fra due artisti provenienti da ambiti diversi, ma affini, entrambi legati a Laboratorio Ventre, lo spazio di via Cervino 60 che ospita le loro ricerche e che fa parte del circuito Barriera Design District.


Frammenti di città si muove lungo il filo di una riflessione comune: quella sul frammento. Non solo come elemento fisico o formale, ma come condizione esistenziale, come dispositivo narrativo capace di parlare della fragilità umana e della nostra costante tensione alla ricomposizione. Un racconto che prende forma attraverso un’alternanza di pieni e vuoti, presenze e assenze, visibile e invisibile. Pomarico e Zanino costruiscono un discorso sull’antropologia della mancanza: ogni opera è traccia di un processo di perdita e ritrovamento, ogni materiale, ogni pennellata o detrito si carica del peso del tempo, della memoria e della trasformazione.
Le opere di Fabio Zanino partono da oggetti e materiali di recupero, spesso segnati da una storia urbana e industriale: cartelli stradali dismessi, detriti, frammenti raccolti nei suoi viaggi diventano il punto di partenza per una riflessione sul potere della scomposizione e della ricollocazione.
I suoi interventi scultorei agiscono come una chirurgia estetica della materia: scomporre per ricomporre, disfare per ridefinire un nuovo ordine. Ogni frammento, decontestualizzato, si fa elemento narrativo, carico di stratificazioni simboliche che parlano di migrazione, abbandono, ricostruzione.


Diego Pomarico porta avanti una pittura che si nutre della medesima tensione: le sue tele sono architetture liquide, sospese tra la figurazione e l’astrazione. Grandi strutture emergono da fondali dove il colore si deposita in velature, gocciolature, saturazioni dense o trasparenti. Le sue composizioni appaiono come città immaginate, luoghi della memoria o del sogno, dove la figura umana è talvolta presente, talvolta solo evocata, ma sempre in bilico tra presenza e dissolvenza. Le sue opere vivono di un linguaggio stratificato, che riflette sulla precarietà degli spazi e delle forme, in dialogo costante con l’assenza.

Il percorso espositivo costruito a Spazio Musa non è una semplice giustapposizione di opere: è una ricomposizione corale, dove le sculture di Zanino e le pitture di Pomarico si rispondono, si completano e si interrogano. Le architetture visionarie di Pomarico sembrano ospitare, o forse essere ospitate, dalle installazioni di Zanino, in un paesaggio condiviso che parla di città invisibili, di geografie interiori, di territori smembrati e ricuciti. In questo incontro tra due poetiche, il senso del frammento si fa centrale e trasversale, diventando chiave di lettura del presente e della condizione contemporanea: tutto ciò che appare saldo è destinato a cedere, a spezzarsi, a riorganizzarsi sotto forme nuove. Frammenti di città è quindi un invito a osservare le crepe, a soffermarsi sulle assenze e a lasciarsi attraversare da un’estetica d+el ricomposto, in cui l’imperfezione diventa possibilità.