Performance nell’ambito del public program della mostra Trad u/i zioni d’Eurasia a cura di Chiara Lee e freddie Murphy

Il 6 dicembre nell’atrio del Museo d’Arte Orientale (MAO) si è esibito El Khat, evento a cui hanno partecipato numerosi giovani.

Tale concerto è stato il terzo appuntamento del public program di: “Trad u/i zioni d’Eurasia” ,che porta in museo un mix retrofuturistico di canzoni tradizionali yemenite, groove contemporanei e strumenti autocostruiti.

 

El Khat è un quartetto di Tel Aviv formato da giovani con background diversi: Iraq, Polonia, Marocco e Yemen. Il nome scelto da questo gruppo può essere interpretato in  modi diversi in considerazione degli effetti conseguenti alla masticazione del khat , erba che crea dipendenza e fornisce una sensazione di relax che aiuta a vivere le situazioni estreme dello Yemen: da una parte la la guerra e dall’altra la carestia. Nel melting pot di Tel Aviv-Yafo e tagliato fuori dal mondo digitale, El Wahab, violoncellista autodidatta, fin da bambino costruisce strumenti con gli oggetti che le persone scartano, una pratica che rimanda alla patria della famiglia, lo Yemen, dove anche la spazzatura può trasformarsi in strumento musicale. Da sempre quindi El Khat utilizza sia strumenti regionali che strumenti fatti in casa da scarti di metallo, legno e plastica, per creare un suono selvaggio e di confine dalle influenze disparate, che mescola rifiuti e tradizione in una sorta di riciclo urbano di una cultura diseredata, adattandosi ad un mondo in subbuglio, di emigrazione di massa.

Il calendario completo degli eventi sul sito.

Tariffe: 15 € intero acquistabile presso la biglietteria del Museo dal martedì alla domenica dalle 10 alle 16

16 € intero (con prevendita 1 €) sul sito.

10 € ridotto studenti, acquistabile solo in biglietteria.

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