In occasione della XXXVIII edizione del Salone del Libro di Torino, il 17 maggio 2026  nell’Auditorium del Lingotto Stefano Nazzi ha raccontato la storia di Giulio Regeni: il sequestro, la tortura e l’omicidio.

Sono poche, nella storia recente italiana, le vicende che hanno generato un’indignazione così ampia e condivisa come quella per la morte di Giulio Regeni, il ricercatore universitario rapito, torturato e ucciso mentre lavorava a Il Cairo, in Egitto.

Il 25 gennaio 2026 sono trascorsi dieci anni dal giorno della sua scomparsa. La nuova storia di: “Altre Indagini”  racconta quello che è successo in questo decennio, in cui si sono accumulate testimonianze, indizi e responsabilità, fino ad arrivare a individuare quattro agenti dei servizi segreti egiziani come principali imputati. Ciò che è apparso più evidente, fin dall’inizio, è stata la sistematica mancanza di collaborazione delle autorità egiziane, che ha di fatto reso impossibile un processo regolare.

L’Egitto è un paese con cui l’Italia intrattiene stretti rapporti economici, militari e nel 2024 è stato reinserito nella lista dei paesi “sicuri”, nonostante un cittadino italiano sia stato sequestrato, torturato e ucciso dai servizi segreti locali: un trattamento efferato, che il regime egiziano riserva di solito ai propri oppositori interni, non a un ricercatore universitario di un paese europeo. E malgrado gli sforzi dei magistrati italiani, nessuno degli accusati è mai comparso davanti alla giustizia.

La storia delle torture e dell’omicidio di Regeni è anche una storia di depistaggi e tentativi di insabbiamento, soprattutto in Egitto, ma in parte anche in Italia. È la storia di un processo faticoso, di ostruzionismi costanti, di governi italiani che da un lato dichiaravano di voler arrivare alla verità e dall’altro ricordavano la “centralità” dell’Egitto per gli interessi del paese. Questo racconto è anche la storia dei genitori di Regeni, dei loro avvocati e di chi continua a pretendere che la verità storica diventi anche verità giudiziaria che tarda ancora ad arrivare.

È per raccontare vicende come questa che Stefano Nazzi ha scritto: “Altre Indagini”, un podcast del Post dedicato a storie complicate, spesso tragiche o difficili da ascoltare, che richiedono precisione, contesto e un racconto che non semplifichi ciò che non può essere semplificato. Ogni due mesi, Nazzi approfondisce casi che hanno segnato l’Italia e che permettono di capire meglio un’epoca, un sistema giudiziario o, come in questo caso, i rapporti politici tra due paesi.