Il 4 ottobre 2026 al grattacielo della banca Intesa – Sanpaolo di Torino sono terminati i festeggiamenti del anniversario centenario della fondazione della Squadra di Montagna ANPAS Croce Verde Torino, in cui sono stati bei momenti di incontro e occasione di condivisione delle proprie esperienze.
Cento anni di storia, migliaia di interventi e una missione rimasta immutata: essere al servizio degli altri. È questo il filo conduttore del convegno “1926-2026: cento anni sulla neve, cento anni al servizio degli altri”, svoltosi il 3 ottobre nella sala Auditorium del Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino per celebrare il centesimo anniversario della fondazione della Squadra di Montagna ANPAS Croce Verde Torino.
Tra i presenti anche rappresentanti delle istituzioni, tra cui la consigliera regionale, Paola Antonetto e l’assessore regionale allo Sviluppo e promozione della Montagna Marco Gallo che ha portato il saluto della Regione Piemonte, ringraziando la Squadra di Montagna Anpas Croce Verde Torino per i cento anni di impegno al servizio della comunità. Al termine, ha consegnato al presidente della Croce Verde Torino, Mario Paolo Moiso una targa celebrativa per ricordare un secolo di coraggio, professionalità, solidarietà e volontariato.

Marco Gallo
Il convegno – moderato dal coordinatore delle celebrazioni per i 120 anni di Croce Verde Torino, Marino Properzi – ha ripercorso cento anni di attività, soccorso e formazione, mettendo in luce l’evoluzione degli interventi sulle piste da sci e le sfide che attendono il soccorso in montagna.
Ad aprire i lavori è stato il racconto delle origini della Croce Verde Torino e della figura di Gino Olivetti, fondatore dell’associazione insieme a Cesare Lombroso e presidente della Croce Verde dal 1910 al 1938. Proprio a Olivetti si deve, nel 1926, la nascita del gruppo escursionistico che sarebbe successivamente diventato la Squadra di Soccorso in Montagna.
Dalle prime esperienze di soccorso sui pendii innevati degli anni Trenta fino alle moderne stazioni sciistiche, la Squadra ha accompagnato l’evoluzione dello sci e delle tecniche di intervento. Già nel 1935 e nel 1936 i volontari erano impegnati sulle piste di Sestriere e Sauze d’Oulx, mentre nel 1934 furono sviluppati i primi modelli di toboga per il trasporto degli infortunati, strumenti che nel tempo sono stati profondamente perfezionati.
Oggi la Croce Verde Torino, che nel 2027 celebrerà i 120 anni dalla fondazione, è una delle principali realtà del volontariato sanitario italiano. Con circa 1.400 volontari, oltre 80 mila servizi effettuati ogni anno e una flotta di 60 ambulanze, rappresenta un punto di riferimento nel sistema dell’assistenza e del soccorso.
In questo lungo percorso si inserisce la Squadra di Montagna, composta da soccorritori e soccorritrici provenienti da diverse Pubbliche Assistenze ANPAS del Piemonte. Oggi il gruppo conta quasi cento volontari e costituisce una componente altamente specializzata dell’attività di soccorso, portando sulle montagne le competenze e l’esperienza maturate nel volontariato sanitario.
Particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione degli infortuni sugli sci, tema affrontato nel corso del convegno dai medici Raimondo Piana, direttore della Chirurgia Oncologica Ortopedica del Cto di Torino e volontario della Squadra da 38 anni, ed Enrico Schiavone, specialista in traumatologia e ortopedia, già primario ortopedico all’ospedale di Biella e volontario della Squadra da 51 anni.
L’analisi di circa 50.000 interventi raccolti dalla Croce Verde Torino in oltre settant’anni evidenzia un cambiamento significativo nella tipologia dei traumi. Sono diminuiti drasticamente gli infortuni a tibia e perone e quelli alla caviglia, mentre sono aumentati i traumi cranici, le lesioni a femore e bacino e, in particolare, gli interventi per traumi alla spalla. Il trauma al ginocchio, invece, negli ultimi vent’anni si è mantenuto su livelli sostanzialmente stabili. Secondo quanto illustrato durante il convegno, la trasformazione delle piste, oggi più larghe, curate e prive delle grandi irregolarità del passato, insieme alle caratteristiche delle attrezzature moderne e alle maggiori velocità raggiungibili dagli sciatori, ha modificato il quadro degli incidenti. È inoltre aumentata l’incidenza delle collisioni tra sciatori, che in alcuni casi possono determinare conseguenze particolarmente gravi.
Un altro tema centrale è stato quello della formazione dei soccorritori e dell’uniformità degli standard di intervento. Giovanni Giuseppe Gatti, responsabile della Scuola Soccorso Piste ANPAS “Pino Peirasso”, ha ripercorso l’evoluzione normativa italiana e piemontese, sottolineando la necessità di garantire una preparazione omogenea dei soccorritori impegnati sulle piste da sci.
La Scuola della Croce Verde Torino propone un percorso formativo articolato, che comprende la certificazione secondo gli standard regionali del 118, l’abilitazione all’utilizzo del Dae, la preparazione specifica per il soccorso in ambiente montano e per la gestione di ipotermia e assideramento, oltre alla formazione dedicata al trattamento del trauma. Il percorso complessivo raggiunge circa 360 ore, integrate da aggiornamenti annuali.
La selezione dei nuovi volontari prevede una valutazione specifica delle competenze, periodi di affiancamento e un esame finale. È stata inoltre illustrata l’attività dell’Academy dedicata agli aspiranti soccorritori che necessitano di consolidare le proprie capacità tecniche sugli sci.
Nel corso del convegno è stata ribadita anche l’importanza della prevenzione e dell’educazione alla sicurezza. La Squadra sostiene da anni la diffusione di comportamenti corretti sulle piste e auspica un rafforzamento delle attività di informazione rivolte soprattutto ai giovani.
Sul piano normativo, è stata evidenziata l’esigenza di una disciplina nazionale che definisca in modo uniforme la formazione sanitaria e tecnica degli operatori impegnati nel soccorso sulle piste, in raccordo con il sistema dell’emergenza sanitaria 118. Tra i temi richiamati anche la raccolta omogenea dei dati sugli incidenti, considerata uno strumento fondamentale per individuare criticità, fasce orarie a maggiore rischio e tipologie di trauma.
A raccontare la dimensione più attuale della Squadra è stato Stefano Balagna Ranin, coordinatore della Squadra di Montagna della Croce Verde Torino, che ha illustrato organizzazione, numeri e attività dei volontari.
Oggi sono 87 i volontari della Squadra e, durante la stagione invernale, circa 30 soccorritori garantiscono la copertura dei servizi nei comprensori di Bardonecchia, Prali, Montoso-Rucas, Sauze d’Oulx, Sestriere, Claviere e Sansicario.
Nel 2026 sono state complessivamente garantite 1.547 giornate di servizio, con oltre 950 interventi di soccorso e più di 400 chilometri percorsi dalla motoslitta di servizio operativa a Bardonecchia.
La Squadra ha inoltre una lunga esperienza al fianco dei grandi eventi sportivi. Dalla Coppa del Re degli anni Trenta ai Campionati italiani, dalle gare di Coppa del Mondo di sci alpino e snowboard ai Mondiali del 1997, fino ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Torino 2006, alle Universiadi invernali del 2007, ai Fisu World University Games Torino 2025, agli Special Olympics World Winter Games Torino 2025 e alle più recenti competizioni internazionali. Un impegno che prosegue ancora oggi con l’assistenza a importanti manifestazioni sportive sulle Alpi piemontesi e valdostane.
La formazione e la condivisione delle competenze rappresentano oggi uno degli elementi distintivi della Squadra. I suoi istruttori collaborano con altre realtà del soccorso, tra cui il Corpo Volontari Ambulanza Valle Vigezzo, la Croce Bianca di Bolzano e il Soccorso Alpino di Trento, mentre i formatori sanitari hanno messo a disposizione la propria esperienza anche per iniziative rivolte ad atleti e allenatori. Particolare attenzione viene dedicata inoltre alla sicurezza delle persone con disabilità che praticano sport sulla neve.
La Squadra sta lavorando alla definizione di uno specifico modulo formativo per fornire ai soccorritori competenze adeguate a garantire un’assistenza sempre più efficace e inclusiva.
Dal gruppo escursionistico nato nel 1926 alla moderna Squadra di Montagna, sono trascorsi cento anni durante i quali sono cambiate le tecniche, le attrezzature, le piste e le normative, ma non è cambiato il principio alla base dell’attività: esserci quando qualcuno ha bisogno di aiuto.
Il messaggio con cui la Squadra guarda ai prossimi cento anni è racchiuso nel motto della Croce Verde Torino, che ha accompagnato la conclusione del convegno e che sintetizza un secolo di presenza sulle montagne: “Incontriamoci mai… ci siamo sempre“.