di Stefano Tonetto

Lunedì 7 febbraio 2022 alle ore 18.00 sono ripresi dopo il lungo periodo del lockdown gli: “Incontri con gli autori”, nella sala congressi del Museo Egizio di Torino, con la presentazione del libro: “Chiese chiuse” scritto da Tommaso Montanari che ha partecipato a tale evento insieme ad Enzo Bianchi (fondatore della Comunità di Bose, a Magano (BI))

La Presidente del Museo Egizio, dott.ssa Evelina Christillin, e il Direttore dello stesso Museo prof. Christian Greco hanno dato il benvenuto agli ospiti, ai giornalisti ed alle numerose persone presenti.

Il prof. Montanaro, su invito di Enzo Bianchi, ha commentato i versetti dal 5 al 19 del capitolo 21 del Vangelo di Luca, riguardanti le pietre del tempio, traendo l’ispirazione per scrivere il libro: “ Chiese chiuse”. Gesù dice di guardare il nuovo tempio, che è lui, e non quello fatto dagli uomini di cui non rimarrà traccia alcuna. In questo modo Cristo sembra non accettare l’invito degli apostoli a rimirare le bellezze architettoniche dell’edificio, in quanto invita a guardare le persone che vivificano questo luogo.

Questa osservazione evidenzia come anche il Ministero dei Beni Culturali debba basare la sua attività tenendo in massima considerazione i diritti delle persone in modo da contribuire alla loro formazione, come sancisce la costituzione italiana e come sostiene anche il Vangelo.

Le chiese sono luoghi pubblici dove possono entrare tutti, anche chi non crede.  L’autore nel suo intervento ha soffermato l’attenzione sul ciò che rende l’edificio non più chiesa: il caos nelle chiese toglie il silenzio, l’obbligo di acquisto del biglietto per entrare, la trasformazione in una sala di concerti, eventi, questi, che calpestano i principi della Costituzione.

Essendo state costruite nei secoli con il denaro dei fedeli e dei contribuenti le chiese sono un bene di tutti da rispettare e conservare.

Il Direttore del Museo egizio ha evidenziato come il declino del cristianesimo di questi anni è da leggere con occhi nuovi ovvero non dev’essere considerato così negativo, bensì come la realizzazione della frase di San Paolo:” Quando sono debole è allora che sono forte”

Nel nostro Paese ci sono migliaia chiese vuote e chiuse, che si possono riutilizzare  per altri culti: come per esempio  ha fatto il vescovo di Palermo Papparlo che ha regalato alla comunità musulmana un chiesa inutilizzata per pregare, togliendo tutti gli arredi sacri.

Ha preso, quindi, la parola Enzo Bianchi, secondo cui la chiusura delle chiese è dovuta alla troppa importanza data al fatto religioso più che al cristianesimo, situazione che in Belgio ed Olanda si è presentata già vent’anni fa.

 A questo fatto ha contribuito anche il covid come dimostrano i numeri delle persone che hanno ripreso a partecipare alle funzioni dopo il primo lockdown: il 45% rispetto a prima della pandemia.

Ci possono essere anche altre cause che hanno portato alla chiusura delle chiese: le persone non si sentono accolte nella Chiesa, i giovani non percepiscono in essa  nulla che si aggiunge alla loro vita.