Prossimi appuntamenti Sabato 12 febbraio, ore 15.00
Salone dell’Incoraggiamento di Palazzo dei Musei a Varallo Sesia Virginio Rosa: Varallo Sesia
e l’Egitto.
Alla vigilia della chiusura della mostra “Liberi di Imparare”, che fino al 13 febbraio espone a Varallo Sesia copie di reperti del Museo Egizio, realizzate dai detenuti delle sezioni scolastiche
della Casa Circondariale dell’Istituto tecnico “Plana” e del Primo Liceo Artistico di Torino, in
seguito a un corso di formazione con gli egittologi del Museo, Beppe Moiso, curatore dell’Egizio,
tiene un incontro sulla figura di Virginio Rosa.
Pochi sanno che Rosa, botanico e chimico, cultore di studi archeologici e di antico Egitto, affonda le sue radici a Varallo Sesia, paese natale della madre.
A cavallo tra il 1910 e il 1911, l’allora direttore del Museo Egizio, Ernesto Schiaparelli, affidò al giovane Rosa la direzione degli scavi a Gebelein e Assiut, in Egitto, nell’ambito della Missione
Archeologica Italiana. La sua attività sul campo fu preziosa non solo come direttore degli scavi, ma anche per aver documentato con disegni e sul suo inseparabile “Giornale di Scavo” tutte le fasi dei lavori e i reperti egiziani. Proprio sulla base dei suoi documenti di inizio Novecento, all’Egizio si è potuto procedere ad alcuni riallestimenti delle sale. Tra i reperti scoperti nel corso degli scavi diretti da Rosa si possono ammirare al Museo Egizio: la tomba degli Ignoti, quella di Ini e quella di Iti e Neferu. Rosa morì prematuramente a 26 anni, proprio di ritorno dall’Egitto.
L’incontro è organizzato in collaborazione con Unpli (Unione Pro Loco Piemontese), con cui il Museo Egizio ha collaborato per il tour regionale della mostra “Liberi di imparare”.
Ingresso gratuito su prenotazione: 0163.51424 oppure info@pinacoteavarallo.it
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Sabato 12 febbraio, ore 11:00 /15:00
Domenica 13 febbraio, ore 11:00 /15:00
Visita guidata tematica (a partire da 14 anni
La geografia dell’anima – Un viaggio speciale per esplorare un “territorio” lontano e affascinante, che non viene tracciato sulle mappe, non è raggiungibile a piedi, neppure a bordo di una nave: alla scoperta dell’anima e della personalità di un individuo nella cultura egizia. Visita in collaborazione con Scuola Holden.
Costo: € 8,00 (biglietto d’ingresso escluso)
Prenotazione online obbligatoria: VISITA FISSA LA GEOGRAFIA DELL’ANIMA – featured by Scuola Holden – Museo Egizio (museitorino.it)
I partecipanti saranno inseriti in gruppi di massimo 25 persone. A ogni partecipante sarà consegnata una radioguida con auricolari monouso per rispettare le distanze di sicurezza
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Sabato 12 febbraio, ore 11:00 /15:00
Domenica 13 febbraio, ore 11:00 /15:00
Visita guidata tematica (5-11 anni)
Geroglifici, che emozione! – Guidati da un egittologo, i visitatori indagano il funzionamento dei segni geroglifici, provando a individuare e riconoscere i nomi, le formule, le espressioni più curiose e il loro significato nascosto
Costo: € 7,00 (biglietto d’ingresso escluso)
Prenotazione online obbligatoria: Visita fissa per famiglie Geroglifici, che emozione! – Museo Egizio (museitorino.it)
I partecipanti saranno inseriti in gruppi di massimo 25 persone. A ogni partecipante sarà consegnata una radioguida con auricolari monouso per rispettare le distanze di sicurezza.
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Domenica 13 febbraio, ore 9:00-18:30
Lunedì 14 febbraio, ore 9:00-14:00
Il Museo Egizio celebra San Valentino: chi si presenta in coppia alla biglietteria del Museo pagherà un solo
ingresso.
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Giovedì 17 febbraio, ore 18
Conferenza Egittologica
“A chapel and its Visitors: Secondary stelae and graffiti at Ellesija”
Il Museo Egizio è uno dei pochi Musei al mondo ad avere al proprio interno un tempio originale. Si tratta del tempio di Ellesija, che giunse a Torino nel 1967. Negli anni Sessanta la costruzione della grande diga di Assuan avrebbe sommerso numerosi monumenti. La comunità egittologica si mobilitò e prese avvio grazie alla sezione culturale delle Nazioni Unite (Unesco) la missione internazionale di recupero dei templi nubiani.
Quattro templi furono donati dal governo egiziano ai paesi che maggiormente contribuirono alla missione di salvataggio, tra questi ci fu l’Italia a cui andò il tempio di Ellesija.
Focus dell’incontro sono le iscrizioni, le stele e i graffiti presenti sulla facciata del tempio di Ellesija, lasciate da pellegrini e visitatori nell’antico Egitto. Anticamente era usanza lasciare le proprie generalità sulla facciata e all’interno dei luoghi di culto, come testimonianza del proprio passaggio e della propria devozione.
Chi erano le persone che hanno lasciato le iscrizioni sul tempio, cosa sappiamo di loro? Ce lo spiega uno dei curatori del museo, Johannes Auenmüller, che ha conseguito il dottorato di ricerca in Egittologia presso
la Free University Berlin e ha svolto ricerche sulla tecnologia della fusione del bronzo all’Università di Bonn. Auenmüller ha comparato le iscrizioni e le stele del tempio conservato al Museo, con testimonianze storiografiche e fotografiche del tempio nella sua posizione originaria, giungendo così a nuove importanti conclusioni su testi e iscrizioni.
A introdurre la conferenza, che si terrà in lingua inglese, sarà Alessia Fassone, curatrice delle sale di epoca tolemaica, romana e tardoantica e della sala del tempio di Ellesija.
L’incontro si svolge in Sala Conferenze al Museo Egizio e verrà trasmesso in diretta streaming sulla pagina
Facebook e sul canale Youtube del Museo. Ingresso libero fino ad esaurimento posti