Dal 23 ottobre 2025 al 29 marzo 2026 nel  corridoio dell’Aula della Camera Italiana del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è possibile visitare la mostra: “Briganti -Storia e immagini del Risorgimento a Oggi”, la prima mostra curata da un comitato scientifico che affronta il brigantaggio come fenomeno storico complesso e mito culturale, con uno sguardo che si estende dalla fine del Settecento fino all’epoca contemporanea.

Il brigantaggio fu l’eroica resistenza meridionale all’unificazione o la sfida allo Stato di bande criminali?.

Briganti!” sceglie la via del rigore scientifico e storico, restituendo i fuorilegge e il fenomeno al loro preciso contesto storico fatto di rivoluzioni, guerre e scontri politici. La mostra si discosta dall’agiografia, dalle rappresentazioni romantiche e dalle strumentalizzazioni contemporanee, e indaga il processo attraverso cui la figura del brigante si è trasformata in una persistente icona culturale.

  Per narrare questa complessa trasformazione, l’esposizione presenta oltre 200 opere, tra cui dipinti, stampe, uniformi militari, fotografie, pugnali, amuleti, manifesti cinematografici e materiali multimediali. Questi reperti provengono dalle collezioni del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e da prestigiose istituzioni come il Museo Cesare Lombroso, il Musée d’Art et d’histoire de Neuchâtel, i Musei Reali e i Musei Nazionali di Matera.

L’esposizione si presenta come un viaggio cronologico articolato in cinque sezioni fondamentali. Tra i reperti: l’Album Carelli con 16 disegni sulle “Scene del brigantaggio nelle provincie napoletane”, la documentazione fotografica che mette in luce “la violenza esposta” attraverso i ritratti dei briganti, e le caricature satiriche utilizzate per la demonizzazione durante il periodo di bonificazione.

  Il percorso è arricchito da dispositivi narrativi multimediali e da due installazioni interattive a cura di aurora Meccanica. Questi strumenti sono pensati per stimolare la riflessione critica dei visitatori, garantendo al contempo un coinvolgimento emotivo e sensoriale sulle tematiche chiave, tra cui: “L’antro del crimine” (sull’iconografia dei luoghi), “Briganti pop” (sul mercato culturale ottocentesco), “La violenza esposta” (sull’uso politico dell’immagine) e “Vite di carta” (sulle rare autobiografie dei briganti).

  L’iniziativa si prefigge di esplorare le molteplici dimensioni di questo fenomeno storico, offrendo nuove chiavi di lettura attraverso linguaggi diversi: dall’arte al cinema, dalla letteratura alla musica, dal gioco alla riflessione politica contemporanea.

La mostra sarà accompagnata da un ricco calendario di sette incontri e approfondimenti in programma fino al 24 marzo 2026.

A corredo dell’esposizione, un catalogo edito da Allemandi, in uscita a novembre, raccoglierà diverse prospettive storiografiche sul tema.