Il 5 Aprile 2024, nella bellissima sede istituzionale dell’ente camerale di Palazzo Birago in Via Carlo Alberto 16 a Torino, l’Associazione Tutela Baratuciat e Vitigni Minori, con il patrocinio della Camera di Commercio di Torino, ha organizzato: “SOTTO LO SGUARDO DELLA SACRA DI SAN MICHELE”, un viaggio tra i vini della Collina Rivolese, Bassa Valsusa e Valsangone .
In questa occasione, il pubblico è venuto a conoscenza del fatto che, e a pochi chilometri da Torino, vengono prodotti vini rari e ricercati provenienti da vitigni autoctoni e da vigne storiche.

Il signor Paolo Pierro, orgoglioso cittadino di Rivoli fin dalla nascita, è il “vigneron” di questa affascinante città, ricordata per il suo Castello famoso come Museo di Arte Contemporanea, tra la fine della Val di Susa e l’inizio di uno dei capoluoghi più affascinanti d’Italia: Torino.
Pierro ricorda come nella sua vita coraggio e pazzia siano due facce della stessa medaglia: infatti, dopo un primo percorso nell’istruzione e nell’industria meccanica, nel 2014 ha intrapreso un nuovo progetto di vita indirizzando le sue energie e le sue risorse verso l’agricoltura, più precisamente nella viticoltura in seguito alla frequenza del corso di studi dell’Università di Torino in “Viticoltura ed Enologia”.
Le motivazioni ed i perché che alimentano la sua iniziativa sono da ricercare nelle radici ereditate dai miei familiari e nelle radici storiche del territorio con la viticoltura.
Sofferma la sua attenzione sulla produzione del Barbera “Masel”, un vino rosso che nasce come un ambizioso vino d’eccellenza, la cui acidità, caratteristica dei vini Barbera, è smussata dalla raccolta di uve perfettamente mature ed integre offrendo spazio ad un bouquet variegato al palato e rilasciando profumi persistenti all’olfatto.
Si origina su un terroir dalle caratteristiche distinte donando una struttura unica ed una rara eleganza ad un rosso tutto da scoprire.
Un altro vino prodotto dal signor Pierro è il nebbiolo “San Nicolao” che ha origine da radici che si sviluppano, con caparbietà e carattere, su pendici montuose protette e benedette dal suddetto Santo Patrono.Equilibrato, ma soprattutto persistente rilasciando la massima espressione del suo bouquet di montagna fino all’epilogo del sorso.
Un incredibile blend di Nebbiolo e Barbera da una realtà esigente che prospera per accompagnare le occasioni speciali.
Da Rivoli si arriva a Villarbasse, dove ci accolgono le signore Giulia Chiarle e Valentina Peracino dell’azienda agricola Vignaiole Prever – Vino, Enoturismo e Fattoria didattica. Con professionalità e passione si sono presentate, come custodi di antichi vigneti: infatti, l’azienda agricola Prever nasce a Villarbasse nel 1949, presso l’antica casa di caccia, datata 1600, della nobile famiglia D’Angennes.
Questo territorio testimonia la propria vocazione viticola già in epoca romana, diventando nel Medio Evo la culla del celebre vitigno Nebbiolo. Il primo documento a segnalarne la presenza sulla Collina Morenica di Rivoli è infatti datato 1266.
Dai primi anni 2000, la seconda generazione degli eredi Prever-Chiarle decide di raccogliere la sfida e valorizzare le antiche uve attraverso moderni metodi enologici.
Nel 2011 viene costruita una nuova cantina, interamente alimentata ad energia solare.
Oggi Prever è un’azienda al femminile, in conversione al biologico dal 2015 e a ‘impatto zero’ grazie al nostro impianto fotovoltaico che produce un vino bianco “Mistero” ed un rosé “Brezza” di ottima qualità.

Continuando il viaggio, arriviamo a Reano all’Azienda Vitivinicola Rhea che è un’azienda in cui la produzione dei vini è seguita quotidianamente in ogni sua fase dalla famiglia proprietaria da ben 3 generazioni, che si pone come obbiettivo la tutela e la riscoperta del proprio territorio. Per favorire questi valori vengono attuate scelte oculate e sostenibili sia in vigneto con l’inerbimento spontaneo e l’utilizzo di una concimazione prettamente organica, sia in cantina tramite l’installazione di un impianto fotovoltaico che permette l’autosufficienza a livello energetico.
È una realtà che guarda al futuro con l’impianto di nuovi vigneti monovarietali, senza però voltare le spalle al passato. Per rispettare quest’impegno buona parte dei vigneti di nostra proprietà presentano uvaggi misti per il rispetto della biodiversità, e a partire dal 2017 ci impegniamo attivamente nella riscoperta del Baratuciat, un vitigno autoctono quasi del tutto scomparso. Con il medesimo scopo nel 2019 è nata l’associazione Tutela Baratuciat e Vitigni Minori”, di cui la nostra azienda è fieramente uno dei soci fondatori.
Nella visita il proprietario dell’azienda e vignaiolo Guido Ruffino ha presentato AUTIN, un vino rosso fermo e secco,100% Barbera dal colore rosso porpora intenso con riflessi violacei. Al naso emergono sentori ben definiti di frutta rossa, di fiori e un lieve accenno di spezie. In bocca ha una spiccata persistenza con tannini decisi ma mai aggressivi.
Ottima acidità. Ha buona bevibilità, di media longevità e buona struttura che resiste al tempo e si evolve con l’affinamento. Si abbina a piatti di carni rosse, paste, salumi e formaggi. È terminato con SILVY, un rosso fermo e secco, 100% Sauvignon. Color rosso porpora, con sfumature violacee. Al naso ha una forte identità: è abbastanza intenso. Il profumo è complesso, ricorda i frutti di bosco a polpa rossa con leggere note pepate. In bocca è molto morbido, caldo. Ha una lieve tannicità e perfetto per salumi e formaggi, antipasti e primi piatti.

Da Roano ci siamo spostati a Giaveno, arrivando alla Cascina dei Fratelli Bramante, dove si producono formaggi di alta qualità dal latte prodotto dai propri capi in una tradizione che si tramanda dagli anni ’20, una perla nella produzione di prodotti caseari della Val Sangone. Nel 2011 la Cascina Bramante diventa anche parte delle cascine didattiche e dal 2012 è anche la prima Bottega Amica di tutto il Piemonte, negozio quindi dove si possono trovare tutti i prodotti a Km 0. A seguito di un’attenta e accurata selezione, effettuata mediante meticolosi esami di laboratorio, il latte viene lavorato e trasformato in base alle esigenze di produzione e trasformato in prodotti freschi o stagionati. Nella cascina Bramante viene anche prodotto: salame, prosciutto, pancetta, coppa, zampone, cotechino e salsiccia e, da quest’anno, anche il vino Bianco “Chinu”.

La bellissima giornata non poteva concludersi con una Masterclass, che è un breve corso di specializzazione, tenuto dal viticoltore Giuliano Bosio e accompagnato dal sommelier dell’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino sig.ra Giuliana Cisarotti.
Prima dell’evento Enzo Pompilio D’Alicandro Vicepresidente della Camera di commercio di Torino aveva fatto gli onori di casa, presentando le sale della Camera di Commercio ed il loro utilizzo, informando i presenti che, in autunno, saranno utilizzate per offrire degustazioni dei prodotti caratteristici.
Hanno partecipato all’evento anche Valentina Peracino , Presidente, e Giuliano Bosio, Vicepresidente dell’Associazione Tutela Baratuciat e Vitigni Minori, un gruppo nato il 28 febbraio 2019 senza scopo di lucro, con finalità di promozione, sostegno e recupero delle produzioni locali e di valorizzazione del territorio. L’associazione, costituita da viticoltori, intende esaltare il patrimonio ampelografico dei territori morenici circostanti l’antica Abbazia di San Michele che, preso quale centro il Monte Pirchiriano, su cui sorge, si estendono quasi a completare un cerchio sin oltre Giaveno, Rivoli, Alpignano e Condove.
I soci fondatori hanno vigneti che giacciono per lo più sulle morene residuali dell’antico ghiacciaio della Valsusa, in particolare nei comuni di Almese, Avigliana, Buttigliera Alta, Caprie, Condove, Giaveno, Reano, Rivoli, Rubiana, Sant’Ambrogio, Trana, Villarbasse e Villardora, con una superficie vitata di quasi 8 ettari.
La Masterclass è stata caratterizzata dalla degustazione di: Autvin, vino bianco secco fermo, 100% Baratuciat e solo vigne alte del 2020; Gesia Vaja vino bianco secco, fermo, 100% Baratuciat del 2019; Al Passaggio vino da uve appassite.