Enzo Ghigo, Presidente Museo Nazionale Del Cinema
Il Torino Film Festival compie 40 anni. A dirigere questa edizione Steve Della Casa che ha lavorato al festival
sin dal 1982, anno della sua fondazione, per diventarne poi direttore dal 1999 al 2002.
Per festeggiare questo importante compleanno, il Museo Nazionale del Cinema ha deciso di coinvolgere la
città, disegnando una sorta di look of the city che uscirà dagli spazi consueti del festival per arrivare a vestire
le piazze e le vie di Torino con vere e proprie opere d’arte, nate dal geniale tratto grafico di Ugo Nespolo
che ha firmato anche l’immagine guida.
L’altra grande novità di questa edizione è che per la prima volta nella storia del TFF ci sarà Casa Festival,
vero cuore nevralgico della kermesse, ospitato alla Cavallerizza, negli spazi in via di ristrutturazione a opera
della Compagnia di San Paolo. Uno spazio aperto a tutti già una settimana prima dell’inizio del TFF, un
luogo di eventi e incontri che durante il festival ospiterà anche la Lounge.
In collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, la Nuova Aula Magna d’Ateneo diventerà il Media
Center della Manifestazione, aperto a tutti i professionisti della stampa e della comunicazione.
Buon 40 Torino Film Festival a tutti.
Enzo Ghigo
Domenico De Gaetano, Direttore Museo Nazionale Del Cinema
Il Torino Film Festival è la manifestazione cinematografica più attesa in città e l’evento di punta organizzato
dal Museo del Cinema nel periodo autunnale. Questa edizione del 2022 è però speciale. Innanzitutto
perché è la quarantesima, a dimostrazione che le idee se sono vincenti funzionano per lungo tempo. Poi
perché è diretta da Steve Della Casa: chi meglio di lui poteva realizzare il programma di un festival
saldamente ancorato al presente, cercando quella sperimentazione stilistica e contenutistica che da
sempre caratterizza l’anima del TFF, ma che, in questo caso, strizza l’occhio al suo passato?
Una storia, quella del festival, che ha fatto innamorare generazioni di spettatori e che quest’anno è segnata
dal ritorno esclusivo in sala. Sarà un festival tutto in presenza, perché bisogna tornare a frequentare le sale
cinematografiche, a far incontrare nelle code fuori dai cinema e nella nuovissima Casa Festival i
professionisti e i semplici appassionati, pronti a rivivere la magia non appena si spengono le luci in sala.
A segnare questa edizione anche il ritorno all’apertura in grande stile, nella splendida cornice del Teatro
Regio e in diretta su Radio 3. La cerimonia d’apertura sarà un racconto per musica e immagini sul rapporto
tra i Beatles, i Rolling Stones e il cinema, a dimostrazione che il cinema unisce discipline pubblici diversi in
un continuo interscambio creativo. Sul palco anche la madrina Pilar Fogliati per ricordare che il giorno di
apertura del TFF, venerdì 25 novembre, è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Steve Della Casa, Direttore Artistico 40 Torino Film Festival
Sono passati 40 anni da quando Gianni Rondolino e Ansano Giannarelli riunirono attorno a sé un gruppo
di giovani studiosi e organizzatori di manifestazioni culturali e diedero vita al Festival Internazionale Cinema
Giovani, poi diventato nel 1998 Torino Film Festival. È inevitabile che quarant’anni dopo l’edizione del
Torino Film Festival che sono tornato a dirigere debba fare un bilancio di quanto è avvenuto. Ma la regola
che, d’accordo con il Museo Nazionale del Cinema, ci siamo dati con il nostro gruppo di lavoro
(professionale, autorevole e soprattutto simpatico e leale) è stata molto semplice: dobbiamo ricordare il
passato, ma soprattutto pensare al futuro. Del resto, il Torino Film Festival ha una caratteristica che lo
rende unico nel panorama dei festival italiani: è un festival metropolitano, all’interno del quale sono
sicuramente presenti gli addetti ai lavori ma il cui nucleo maggioritario di pubblico è costituito da giovani,
da appassionati, da persone che vivono il cinema come un formidabile strumento di cultura ma anche di
socialità. Il pubblico del Torino Film Festival è unico nel suo genere, e costituisce gran parte del DNA della
manifestazione.
Di solito le introduzioni ai programmi sono pletoriche autoesaltazioni da parte di chi scrive. Io eviterei di
esaltare le scelte, di glorificare gli autori, di elencare il numero di anteprime mondiali (ammesso che questo
termine, nell’era digitale, abbia ancora il senso che aveva nel millennio scorso). Posso però affermare con
certezza alcuni concetti. Il primo è che questo gruppo, composto da professionisti affermati e da giovani
(dotati di talento e creatività che possono far presagire una importante carriera), ha lavorato con
entusiasmo e in armonia anche con il Museo Nazionale del Cinema, del quale siamo parte integrante. Il
secondo è che questo, nelle nostre intenzioni, è il festival del ritorno in sala e della centralità della sala
cinematografica: ci saranno facilitazioni per i biglietti, biglietterie accessibili, proiezioni a misura d’uomo e
tanti spazi di socialità che culmineranno in una novità assoluta, Casa Festival, vero e proprio luogo
d’incontro tra professionisti e semplici appassionati. Attorno al progetto del festival, infatti, si sono riuniti
anche una quarantina tra sponsor e partner che hanno dato un contributo notevole anche sui temi della
sostenibilità, del risparmio energetico e dell’impatto climatico della nostra manifestazione. Il terzo è che ci
sono tanti film ma non ci sono scelte casuali, pesche a strascico, scaffali come al supermercato: si può
leggere all’interno delle scelte un filo rosso, una sensibilità che si dirige verso la ricerca senza però
penalizzare il pubblico. Il quarto è che, siccome il festival è e deve essere una festa, ci saranno tanti ospiti,
tanti personaggi noti dello spettacolo: ma la nostra filosofia consisterà nel farli parlare, nel dialogo con il
pubblico, nel chiedere loro di raccontare il loro cinema, il loro percorso, i loro gusti.
Insomma un festival curioso, elegante, compatto. Una punta di eccellenza in una città e in una regione che
tanto hanno investito nel cinema, e che dal cinema hanno avuto molto in termini di immagine e di ricchezza
collettiva.
LA QUARANTESIMA EDIZIONE DEL TORINO FILM FESTIVAL
La quarantesima edizione del Torino Film Festival si svolgerà dal 25 novembre al 3 dicembre sotto l’egida
del Museo Nazionale del Cinema – presieduto da Enzo Ghigo e diretto da Domenico De Gaetano – con la
direzione artistica di Steve Della Casa che torna a dirigere la manifestazione a distanza di vent’anni.
Consulenti della Direzione Artistica sono Luca Beatrice, Claudia Bedogni, Giulio Casadei, Antonello
Catacchio, Massimo Causo, David Grieco Grazia Paganelli, Giulio Sangiorgio e Caterina Taricano, Luigi
Mascheroni, Paola Poli, Alena Shumakova e Luciano Sovena.
L’edizione 40 del Torino Film Festival segna il ritorno in sala del pubblico e a partire da questa prospettiva
sono stati concentrati tutti gli sforzi proprio come scelta strategica da parte del Museo Nazionale del
Cinema. La novità di Casa Festival, una cittadella del cinema aperta al pubblico e situata nel suggestivo
scenario della Cavallerizza Reale nel centro di Torino, è a suo modo simbolica: il festival vuole coinvolgere
la città, vuole che gli addetti ai lavori e gli artisti si mescolino con il pubblico come è avvenuto nella grande
tradizione di questo festival.
La scelta di affidare l’immagine della quarantesima edizione a un artista di fama internazionale come Ugo
Nespolo va nella stessa direzione. Nespolo ha molto frequentato il cinema e, per creare l’immagine del 40
TFF, ha voluto rendere omaggio ai grandi miti dell’immaginario cinematografico per realizzare elementi
pop che vestiranno la città nei giorni del festival. E anche la scelta di inaugurare il festival stesso con un
gala al Teatro Regio nel quale Hollywood Party (la storica trasmissione di cinema di Rai Radio3) parlerà a
modo suo e con ospiti prestigiosi di un tema accattivante come il rapporto tra i Beatles, i Rolling Stones e
il cinema, è una scelta al tempo stesso originale e pop. Madrina del festival sarà Pilar Fogliati, brillante
talento dello spettacolo italiano tra piccolo e grande schermo che ha scelto il festival di Torino per la
sintonia con la sua attività di attrice e autrice.
Tanti saranno gli ospiti, molto diversi tra loro ma tutti accomunati da un filo rosso. Non verranno a Torino
per frequentare tappeti rossi, ma per parlare di cinema (del cinema che fanno o di quello che amano), e lo
faranno di fronte a un vasto pubblico di appassionati. Da Malcolm McDowell (che festeggerà a Torino i 50
anni di Arancia meccanica e riceverà dal Museo Nazionale del Cinema la Stella della Mole) a Paola
Cortellesi, da Toni Servillo a Mario Martone, da Stefano Bollani a Valentina Cenni, da Paolo Sorrentino a
Sergio Castellitto, da Michele Placido a Noemi, da Francesco De Gregori a Marco D’Amore, da Marina
Cicogna a Simona Ventura, da Vittorio Sgarbi a Morgan, da Gianluca Vialli a Roberto Mancini, da Louis
Mandoki a Lamberto Bava: storie e idee diverse, tutte accomunate da un incontro pubblico e da un grande
amore per la settima arte.
Poi ci sono i film. Tanti esordi e anteprime internazionali, molti titoli dei quali sentiremo parlare in futuro,
e anche qualche gradito ritorno, come quello di Antonio Rezza che propone un film straordinario tornando
nel festival che aveva vinto due volte negli anni Novanta. E poi ci sono le intersezioni, in particolare con la
Film Commission, il Torino Film Lab e con il Torino Film Industry che quest’anno vedrà il TFF impegnato in
prima persona.
Da sempre attento ai temi della sostenibilità ambientale il Torino Film Festival ribadisce la volontà ad
impegnarsi in tal senso facendo proprie le buone pratiche indicate nella Guida Festival Green realizzata
dall’AFIC (Associazione Festival Italiani Cinema) e relative a 10 aree tematiche di intervento – dalla mobilità
ai consumi energetici, passando per la sostenibilità alimentare e la produzione di un merchandising
ecologico e riciclabile – per rendere un evento cinematografico più ecologico.
Sono questi gli elementi che caratterizzano il Torino Film Festival numero 40, il cui programma ricco,
dettagliato e ambizioso potete leggere qui allegato. Un festival colto ma popolare, di ricerca ma divertente.
Un festival che vuole essere una festa.