di Stefano Tonetto
Il 17 febbraio nel Gran Salone di Ricevimento di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica ha avuto luogo in streaming la conferenza stampa della Presentazione del progetto del restauro della facciata di Palazzo Madama alla presenza delle Autorità cittadine, delle Fondazioni Torino Musei e CRT e dell ’equipe degli addetti ai lavori.
Ha aperto l’incontro la mediatrice Elisabetta Rottalino, Segretario Generale della Fondazione Torino Musei.
Il Presidente della Fondazione Torino Musei Maurizio Cibrario ha detto: “Non credo esista in Torino un altro monumento le cui pietre racchiudano 2000 anni di storia, al pari di Palazzo Madama. Dall’insediamento romano agli Acaia, i Duchi di Savoia, le Madame Reali, sino al Senato del Regno di Italia, una carrellata ineguagliabile di gestione del potere civico e statale. A trecento anni dalla trasformazione da fortezza a capolavoro dell’arte barocca, si rende necessario un grandioso lavoro di restauro, consentito dal senso civico e dalla sensibilità storica e artistica della Fondazione CRT, a cui va la profonda riconoscenza nostra e dell’intera Città. Si preannuncia anche un intervento del Ministero per i beni e le attività culturali che, se dovesse realizzarsi, completerebbe in modo mirabile il piano dei lavori. Anche per tale ragione la nostra gratitudine va alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Citta Metropolitana di Torino, per i consigli, la guida e il sostegno offerti in questa essenziale fase introduttiva”. Per realizzare tale progetto ovviamente occorrono fondi che sono stati offerti in parte dalla Fondazione CRT.
Il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia ha detto che: “Il restauro di Palazzo Madama è il primo dono che la Fondazione CRT fa alla città e alla regione nel proprio trentennale, rafforzando la lunga tradizione di solidarietà verso il patrimonio storico-artistico, a partire dalle Residenze Sabaude. Ci prendiamo cura di un bene di rilevanza nazionale che appartiene a tutti, con l’impegno di collaborare con le istituzioni per un nuovo Rinascimento culturale, continuando a far risplendere nel tempo la ‘grande bellezza’ diffusa sul territorio che rafforza il senso di comunità”.
La Fondazione CRT stanzierà 2,4 milioni di euro per il restauro.
Il segretario il Segretario Generale di Fondazione CRT Massimo Lapucci ha affermato: “È un investimento strategico in ottica ‘recovery plan culturale’, con l’obiettivo di tutelare e valorizzare l’arte nel presente e di trasmetterla in eredità alle prossime generazioni”.
L’architetto Gianfranco Gritella che ha firmato Il progetto di restauro e consolidamento strutturale – approvato dal MIBACT e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino, ha spiegato in dettaglio il lavoro.
Nella prima parte del restauro si esploreranno le parti “nascoste” dell’edificio, per ampliare gli spazi disponibili e fruibili dal pubblico: si tratta delle cosiddette “Cantine Juvarriane”, ossia degli affascinanti sotterranei, dello scalone monumentale, l’area del fossato antistante la facciata e gli ambienti che, sino agli inizi dell’Ottocento, esistevano nel fossato adiacente al monumento al Cavaliere d’Italia e che conducevano da Palazzo Madama verso l’Armeria Reale. Attualmente non utilizzati, una volta restaurati, potrebbero creare delle nuove attrazioni culturali.
Il restauro riguarderà l’avancorpo centrale della facciata che verrà realizzato mendiate il consolidamento strutturale di soffitti e architravi con “protesi” reversibili in acciaio, pietre originali e fibre di carbonio per restaurare l’apparato architettonico e decorativo ed il recupero delle quattro monumentali statue allegoriche con relativi trasporto, restauro e musealizzazione ed infine il recupero e il restauro degli 11 finestroni barocchi i più grandi del Piemonte.
Entro la primavera, la Fondazione Torino Musei pubblicherà il bando di gara per l’affidamento dei lavori sull’avancorpo centrale, che inizieranno prima dell’estate e dureranno circa un anno e mezzo, per concludersi a fine 2022.
Luisa Papotti, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Torino, ha commentato: “Ottima custode, la Fondazione Torino Musei ha cercato e coinvolto le migliori competenze per individuare una soluzione progettuale risolutiva e armoniosa; la Fondazione CRT, la cui liberalità consente la prima e più impegnativa fase dell’intervento, si rivela ancora una volta capace non soltanto di sostenere, ma di stimolare e promuovere iniziative essenziali alla messa a valore delle residenze reali. L’auspicio è che a questa fase, anche grazie all’impegno del Ministero, ne seguano altre, fino a restituire a Palazzo Madama piena funzionalità ed un ruolo centrale all’interno del distretto dei musei torinesi”.
Elisabetta Rotttalina ha raccontato che è previsto altri tre piccoli progetti contemporanei :
• Un ascensore montacarichi consentirà di condurre gruppi di visitatori in determinate aree del cantiere, sino alla quota della balaustra sommitale. Al termine dell’intervento, una mostra a Palazzo Ascensore panoramico, per consentire visite guidate con la capienza di 10 persone, per consentire al pubblico di vedere l’andamento dei lavori ed per i tecnici del cantiere.
• Verrà creato un padiglione vicino a Palazzo Madama per vedere il restauro delle statue.
• All’interno di un padiglione appositamente realizzato in prossimità di Palazzo Madama, il pubblico potrà assistere alle principali fasi di restauro delle quattro grandi statue allegoriche. Un sistema di videocamere trasmetterà su alcuni schermi a terra le principali fasi di lavorazione e gli interventi più significativi in corso sulle impalcature..
• Al termine dell’intervento, una mostra a Palazzo Madama , con la sua storia.
La sindaca Chiara Appendino ha ricordato il giorno in cui ha firmato , dove Palazzo Madama da proprietà dello Stato è passato alla città di Torino e ha ringraziato le Fondazioni e la stampa.
LA “GRANDE BELLEZZA” DI PALAZZO MADAMA A TORINO RINASCE CON FONDAZIONE CRT