10 maggio | Ore 17:30
Incontro online con Mackda Ghebremariam Tesfau

Incontro organizzato da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo in collaborazione con Biennale Democrazia.
La conferenza rientra nel programma di Verso, progetto artistico ed educativo promosso da Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con l’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Piemonte.
Spesso ci immaginiamo che il razzismo agisca attraverso atti consapevoli e isolati, più o meno rivendicati. Ma il razzismo è soprattutto un fatto sistemico, frutto di meccanismi radicati nei nostri comportamenti e nelle nostre parole, sedimentati attraverso secoli di discriminazione di soggettività razzializzate. Le condizioni storiche e strutturali del razzismo si traducono infatti in pratiche quotidiane, discorsi e rappresentazioni che pervadono la nostra società, e che hanno bisogno di una assunzione di responsabilità collettiva per essere identificati, analizzati e decostruiti. In questo processo, il linguaggio che utilizziamo ha un ruolo fondamentale: può riprodurre dinamiche di oppressione o diventare una vera e propria cassetta degli attrezzi per la costruzione di nuove prospettive antirazziste.
Relatrice | Mackda Ghebremariam Tesfau
Mackda Ghebremariam Tesfau è dottoressa di ricerca in Scienze Sociali. Ha conseguito il titolo con una ricerca sull’accoglienza in famiglia come pratica di solidarietà antirazzista.È membro del direttivo di Refugees Welcome e Associate Expert di Il Razzismo è una brutta storia. Tra i suoi interessi vi sono le prospettive intersezionali, il marxismo terzomondista e nero e le pratiche antirazziste.
Interverranno le/gli studenti della classe 3°D del Liceo Classico Statale Vittorio Alfieri di Torino
Modera: Lucrezia Calabrò Visconti, curatrice, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

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Giovedì 13 maggio alle ore 18.15 il Museo Egizio ospita la tavola rotonda “Perchè preservare il passato?”.

Si è radicato il concetto che la società abbia l’obbligo morale di conservare i reperti antichi per la posterità, opponendosi, quindi, alla distruzione dettata dallo scorrere del tempo. È lecito e doveroso allora domandarsi che ruolo abbia l’istituzione museale – luogo di conservazione per eccellenza, destinata a farsi testimone dell’arte o delle culture dei secoli passati – in questo processo. I musei concorrono alla morte delle opere che conservano nelle loro collezioni, cristallizzando il naturale processo di trasformazione e distruzione degli oggetti, o sono l’ultimo baluardo perché esse possano sfuggire alla fine di un’esistenza messa in pericolo da una miriade di fattori quali l’oblio, mancanza di risorse, conflitti, disastri ambientali o più semplicemente incuria?

In occasione della pubblicazione degli atti del convegno “Statues also die”, realizzato nell’ambito della mostra temporanea “Anche le statue muoiono”, un ricco panel di relatori discuterà di questi temi dal punto di vista museale, archeologico, storico e scientifico.
Intervengono:
Arianna Arisi Rota (Università degli Studi di Pavia)
Irene Calderoni (Fondazione Sandretto Re Rebaudengo)
Elena Calandra (Istituto Centrale per l’Archeologia)
Paolo Del Vesco (Museo Egizio)
Christian Greco (Museo Egizio)
Salvatore Settis (Scuola Normale Superiore di Pisa)
Caterina Ciccopiedi (Università degli Studi di Torino)
Carlo Lippolis (Università degli Studi di Torino)
Simonetta Graziani (Università di Napoli “L’Orientale”)
Rita Lucarelli (University of California, Berkeley)
Hourig Sourouzian (direttrice de “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project”/DAI)

La tavola rotonda si svolgerà in italiano e sarà introdotta da Christian Greco, direttore del Museo Egizio.

L’evento verrà trasmesso in diretta streaming sul canale Youtube del Museo (QUI il link alla diretta).

Img: ©Museo Egizio, Torino

 

Quindicesima edizione del Young Curators Residency Programme Torino

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo annuncia le curatrici selezionate per la quindicesima edizione del Young Curators Residency Programme Torino (maggio – ottobre 2021): Jade Barget (Francia/Regno Unito), Naz Cuguoğlu (Stati Uniti/Turchia), Alice Sarmiento (Filippine). La coordinatrice e tutor della quindicesima edizione è Lucrezia Calabrò Visconti.
Info

 

Space Oddity. Spazi e corpi al tempo del distanziamento sociale
A cura di Irene Calderoni

Fino al 13 giugno”Space Oddity” è una mostra, una collezione, una storia, un album di immagini e di parole. È una foto ideale di artiste e artisti passati in Fondazione in questi anni. Al tempo del distanziamento sociale, dei lockdown mirati e delle Zone, è concepita come una palestra, un contesto per sperimentare nuovi movimenti, pensieri e relazioni di prossimità con gli altri corpi e con gli oggetti. È un allenamento guidato da 34 opere: un’esercitazione sullo spazio, all’incrocio tra chiuso e aperto, mentale, fisico, virtuale. Affettivo e ostile. Personale e politico. Sono le artiste e gli artisti a suggerire i passi, le evoluzioni, le pause.Artiste e artisti:
Micol Assael, Tauba Auerbach, Janis Avotins, Julie Becker, Angela Bulloch, Ludovica Carbotta, James Casebere, Harun Farocki, Fischli&Weiss, Giuseppe Gabellone, Douglas Gordon, Alicja Kwade, Sharon Lockhart, Mark Manders, Babette Mangolte, Esko Mannikko, Paul McCarthy, Kelley Nipper, Diego Perrone, Paul Pfeiffer, Charles Ray, Thomas Ruff, Hans Schabus, Markus Schinwald, Gregor Schneider, Robert Smithson, Avery Singer, Song Tao, Hiroshi Sugimoto, Lynette Yiadom-Boakye, Clemens Von Wedemeyer, Pae WhiteMaggiori informazioni
 
Nuovi orari: da venerdì a domenica dalle 12 alle 19PRENOTA LA VISTA cliccando qui oppure mandando una mail a biglietteria@fsrr.org specificando l’orario di arrivo (per sabato e domenica è necessario prenotare il giorno prima) 
È nato il “Bosco delle artiste”

Ogni nuovo albero porterà il nome di un’artista donna. Vi invitiamo a scegliere venti nomi tra una rosa di artiste indicate dalla Fondazione, mandando una mail a info@fsrr.org con oggetto “20 nomi per il Bosco delle artiste” entro il 16 maggio 2021.

I nomi delle artiste sono: C. Accardi, A. Albers, D. Arbus, L. Bourgeois, L. Carrington, L. Clark, S. Delanauy, H. Franhenthaler, C. Fumai, N. Sergeevna Gončarova, E. Hesse, B. Hepworth, F. Kahlo, K. Kollowitz, L. Krasner, M. Lai, M. Lassing, D. Maar, A. Martin, A. Mendieta, M. Merz , L. Nevelson, G. O’Keeffe, M. Oppenheim, G. Pane, C. Rama, Niki de Saint Phalle, C. Schneemann, A. Szapocznikow, S. Taeuber-Arp, D. Tanning, F. Woodman.
La Fondazione ha invitato l’artista Benni Bosetto a progettare le targhe che, albero per albero, racconteranno al pubblico i nomi e le storie delle artiste del Bosco.
Info: https://fsrr.org/il-bosco-delle-artiste/