Il 14 aprile 2026 nella sala conferenza di THE HEAT GARDEN è stata presentata alla Stampa la XIV edizione di Torino Fringe Festival , “Metropolis – Il futuro che verrà”.
A cento anni esatti dall’ambientazione del capolavoro visionario di Fritz Lang, “Metropolis” diventa il prisma attraverso cui il Torino Fringe Festival 2026 osserva e racconta il presente: una città attraversata da innovazione tecnologica, trasformazioni del lavoro, mutamenti sociali e nuovi equilibri tra spazio urbano, comunità e sistemi di controllo. Il festival si sviluppa a partire da questa riflessione e si configura come uno spazio diffuso di sperimentazione artistica e culturale con progetti site-specific, collaborazioni e formati ibridi pensati per abitare la città e mettere in relazione artisti, pubblico e territorio.

Il manifesto 2026 è firmato dall’illustratore Jacopo Rosati e nasce da una rilettura contemporanea dell’immaginario di “Metropolis”. La figura robotica centrale prende ispirazione dal Maschinenmensch, l’uomo-macchina del film di Fritz Lang. Da questa suggestione nasce una presenza monumentale inserita in un paesaggio urbano sospeso, in cui tecnologia e umanità si confrontano nella ricerca di un equilibrio tra progresso, memoria e futuro.
Il futuro non è più una proiezione. È già dentro la città. Il Torino Fringe Festival 2026 lo osserva da vicino e lo trasforma in materia scenica. A cento anni esatti dall’ambientazione di Metropolis, il capolavoro visionario di Fritz Lang, la XIV edizione assume quella visione come lente per leggere il presente: una città divisa, attraversata da sistemi produttivi, tensioni sociali, trasformazioni tecnologiche e nuove forme di disuguaglianza. Non una distopia, ma una condizione reale. Dentro questo scenario si inserisce un programma che lavora sulle fratture del contemporaneo.
Il lavoro e la precarietà emergono con forza in: “Pomodoro”, racconto satirico sullo sfruttamento e in: “Blasé”, dove un giovane lavoratore si muove dentro una catena produttiva disumanizzante fino a ribaltarne le logiche. “Tutte le cose più grandi di me” restituisce invece lo sguardo di una generazione cresciuta nell’instabilità, mentre: “SOTTObanco” entra nel sistema scolastico come luogo di crisi e formazione. La città come spazio di tensione attraversa: “Senza motivo apparente”, che da un fatto locale si allarga a una riflessione sociale più ampia, e: “Ho rapito Paolo Mieli”, che interviene sul rapporto tra informazione e costruzione del reale. Il tema individuo-sistema, centrale in Metropolis, si riflette nelle riscritture: “MONO” rilegge Kafka come dispositivo sulla perdita di libertà, mentre: “Pluto e Giusti?” riportano Aristofane e Camus nel presente. Attorno a queste linee si costruisce un percorso fluido, che attraversa linguaggi e generazioni, con una presenza forte di artisti under 35 e un dialogo costante tra scena e spazio urbano.
«Con la XIV edizione del Torino Fringe Festival – spiega Cecilia Bozzolini, presidente e direttrice del Torino Fringe Festival – scegliamo di attraversare il presente con uno sguardo lucido e necessario, assumendo Metropolis come lente per leggere il nostro tempo. Il futuro che verrà non è più un orizzonte lontano, ma una condizione già in atto, che attraversa le nostre città, il lavoro, le relazioni, i linguaggi. In questo scenario, il Fringe si conferma uno spazio di osservazione e trasformazione, capace di restituire complessità attraverso la scena. Il programma 2026 si muove dentro le fratture del contemporaneo, interrogando i sistemi produttivi, le disuguaglianze, le nuove identità e il rapporto tra umano e tecnologia. Lo fa mantenendo fede alla propria natura: un festival diffuso, accessibile, multidisciplinare, che porta le arti performative fuori dai luoghi convenzionali e dentro la vita quotidiana, costruendo un dialogo diretto con il pubblico e il territorio.
Accanto alla ricerca artistica, continuiamo a investire sul sostegno alle nuove generazioni e sulla creazione di opportunità concrete di crescita e circuitazione, rafforzando il nostro ruolo di piattaforma per la scena indipendente contemporanea. In un momento storico segnato da profonde trasformazioni, crediamo che il teatro e le arti possano essere strumenti fondamentali per comprendere, immaginare e abitare il cambiamento. Ringraziamo le istituzioni, i partner, gli artisti e il pubblico che ogni anno rendono possibile questo progetto, condividendo con noi una visione che mette al centro la cultura come spazio vivo, necessario e in continua evoluzione».
«Il Torino Fringe Festival – aggiunge Mario Chiriotti, Vice Direttore della Cultura Regione Piemonte – rappresenta una delle espressioni più dinamiche e contemporanee della vitalità culturale piemontese. Un festival capace di intercettare le tensioni del presente, trasformandole in linguaggio artistico, confronto pubblico e partecipazione collettiva. La scelta di confrontarsi con il tema di Metropolis restituisce con forza il ruolo della cultura come spazio di interpretazione del nostro tempo: un luogo in cui leggere le trasformazioni sociali, interrogare le disuguaglianze, riflettere sul rapporto tra innovazione e umanità. Sostenere manifestazioni come il Fringe significa investire su creatività, sperimentazione e nuove generazioni di artisti, rafforzando Torino e il Piemonte come territori in cui la cultura non solo produce bellezza, ma genera pensiero, inclusione e crescita civile».
«Si avvicina una nuova edizione del Torino Fringe Festival – dichiara l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia -, una manifestazione che si distingue per la capacità di mettere in relazione linguaggi contemporanei, nuove generazioni di artisti e pubblico, coinvolgendo le realtà culturali del territorio e artisti affermati ed emergenti. Il progetto si conferma così come un laboratorio aperto, attento alla sperimentazione e alla crescita del sistema culturale. Con il tema Metropolis, scelto per l’edizione di quest’anno, il Festival propone inoltre una preziosa riflessione sulle trasformazioni urbane e sociali del presente, interrogando il rapporto tra sviluppo, lavoro e comunità. Agli organizzatori va il nostro ringraziamento per l’impegno e la qualità del lavoro portato avanti in questi anni, e al pubblico l’augurio di vivere questa nuova edizione del Torino Fringe Festival come un’esperienza di scoperta, partecipazione e condivisione».
IL FESTIVAL
Nato nel 2013, il Torino Fringe Festival è un festival multidisciplinare di teatro off e arti performative, riconosciuto dal Ministero della Cultura e ufficialmente aderente al network internazionale World Fringe. Punto di riferimento internazionale per la scena indipendente contemporanea, è una piattaforma capace di connettere sperimentazione artistica, pubblico e territorio. Nel corso delle sue edizioni, ha ospitato oltre 380 compagnie, realizzato più di 3mila repliche in oltre 120 location, coinvolgendo più di 160mila spettatori. Accanto al programma artistico, il progetto Fringe in Rete rafforza il lavoro sulla distribuzione, creando connessioni tra artisti, operatori e circuiti teatrali e offrendo opportunità concrete di crescita e circuitazione.
I biglietti, le informazioni sugli spettacoli e i pass sono disponibili su tofringe.vivaticket.it e tofringe.it
Benedetta Rey
Giuseppe Bergesio
Maurizio Gellatti
Simona Racchetto
Mariateresa Crosta
Il Torino Fringe Festival è un progetto dell’associazione Torino Fringe ETS, con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Fondazione CRT, il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando: “Next Generation You” e il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino, Città di Torino. In collaborazione con Turismo Torino e Provincia, Salone OFF, EuroPride Torino 2027, GTT Gruppo Torinese Trasporti. Main Sponsor: Gruppo Iren. Sponsor: Reale Mutua, BTM Banca Territori del Monviso. Media Partner: Rai Radio 3, Rai Cultura. Technical sponsor: Freecards. Accommodation Partner & Sponsor: CX Student & Hotel. Ticketing partner: Vivaticket.
E’ disponibile anche QRCODE dell’APP :