di Stefano Tonetto
Il 24 settembre all’Ipogeo della Rotonda del Talucchi dell’ Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ha avuto l’inaugurazione della mostra multimediale di  Luisa Raffaelli, intitolata: “ Un Aquario sotto la Città”.
La Presidente dell’ Accademia Albertina Paola Gribaudo  ha dato il benvenuto al pubblico presente ed ha espresso  soddisfazione di ospitare la mostra di Luisa Raffaelli , soddisfazione esternata anche dal Direttore Edoardo Di Mauro.
Luisa Raffaelli nasce a Torino, dove compie gli studi artistici, laureandosi in Architettura. Alla Fine degli anni ’90 inizia a lavorare con la fotografia analogica per passare in un secondo momento a quella digitale tramite la quale realizza elaborazioni e costruzione di set virtuali digitali. Al centro del lavoro dell’artista vi è una figura femminile ‘narrante’, con i capelli rossi che spesso ne nascondono il volto e ne costituiscono la riconoscibilità. Alla base della fotografia della Raffaelli troviamo il tema della fuga e del disadattamento. I suoi lavori sono  una sorta di ‘fotogrammi’ immaginari di corse, di attraversamenti di ambienti urbani, freddi ed elettrici, o, al contrario, di ingabbiamenti solipsistici e fisici, in interni vuoti o sovraccarichi di oggetti arredativi. Nell’ultimo periodo di attività l’artista immortala la fuga attraverso la natura come dimostrano gli alberi che abbandonano la terra con impeto e consapevolezza, mentre l’uomo fugge dalla città per ‘nidificare’ e trovare equilibri armonici in altre direzioni e modalità. Viene, inoltre, esplorato il terreno del design al confine con l’arte mediante l’utilizzo di una collezione di elementi illuminanti, alcuni con innesti di piccole sculture, realizzati plasmando residui della lavorazione industriale del legno e del taglio laser e una serie di piccole strutture scultoree in legno, apribili e multifunzionali. Ha chiamato questi lavori Architetture Domestiche per la forte evocazione formale di microspazi architettonici.
Luisa Raffaelli ha lavorato con diverse gallerie e istituzioni pubbliche e private. Ha condotto Workshop con gli studenti della facoltà di Architettura di Torino sul tema inerente agli interventi artistici urbani, ha collaborato con il regista Valter Molasti nel lavoro installativo teatrale Sing to the siren, presso la Fondazione Merz di Torino, nella rassegna Meteoriti in Giardino.
Dopo il suo intervento toccava ora l’artista che ha spiegato il suo lavorato.
Attraverso una sequenza di videoinstallazioni, l’artista rappresenta un immaginario mondo acquatico abitato da una comunità coesa, capace di costruire città legate alla natura in modo armonico.
La città subacquea si materializza attraverso una crescita naturale ed organica rappresentata come una lenta addizione di nidi che si depositano lievi fino a costruire una sorta di concrezione corallina.
Il progetto è incluso nel programma di Biennale Democrazia 2021 intitolata “Un pianeta” , molti mondi.
La mostra è accompagnata da un testo critico del Direttore Edoardo Di Mauro.
Collaborazione alla produzione Fanni&Dada, Sound del compositore e jazzista Giorgio Li Calzi. 

La mostra è visitabile dal 24 settembre al 10 ottobre 2021.  

Gli orari sono dal giovedì al venerdì dalla 14.00 alle 18.00, mentre sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00. L’ultimo ingresso è alle 17.30.

Presentazione del Direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

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