Quattro giorni nel centro di Torino per celebrare i 40 anni di Slow Food e i 30 del Salone del Gusto. Quattro giorni in cui migliaia di volti diversi, provenienti dai cinque continenti, si sono riuniti sotto la Mole accomunati dagli stessi sentimenti: la gioia di ritrovarsi nei valori di Terra Madre, l’orgoglio di riconoscersi come i protagonisti di un movimento che nelle più remote località del mondo lavora la terra, solca i mari e le acque interne, trasforma i prodotti per garantire un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti. Il grande lascito di Carlo Petrini, la volontà di costruire e diffondere un’altra idea di mondo, è già realtà e l’abbiamo vista rappresentata dietro le bancarelle del Mercato, nelle conferenze e negli incontri in programma, dove ognuno di loro ha raccontato la propria storia e il proprio progetto di vita: il modo in cui produce e si prende cura delle risorse della terra, che diventa una piccola grande rivoluzione economica, sociale e ambientale, un manifesto politico e una luce di speranza per tutte e tutti coloro che si sentono smarriti in un momento storico di grandi incertezze.
Terra Madre rimette al centro la biodiversità dunque, a partire dal claim di questa 16esima edizione, Biodiversity – Be Diversity, sfida cruciale per la cui difesa ha chiamato all’appello il presidente della Repubblica italiana durante la cerimonia di apertura: «La biodiversità è sfida cruciale per il futuro. Carlo Petrini l’ha descritta molto bene come “la chiave della nostra sopravvivenza”. Siamo quindi chiamati, coltivatori, allevatori, pescatori, cuochi, gastronomi, consumatori, a una grande alleanza, a una comunità del cibo che, insieme, ci veda impegnati per la pace tra i popoli».
Donne e uomini che nelle vie del centro di Torino hanno incontrato l’abbraccio dei cittadini e dei visitatori, felici di scoprire la diversità del mondo tra i palazzi austeri e i cortili aulici: colori, lingue, gesti, culture e sapori che si sono intrecciati senza barriere e hanno raccontato la meravigliosa biodiversità di Terra Madre.
Pace con la terra e tra i popoli
Gratitudine condivisa tra tutte le istituzioni che hanno collaborato, in primis Regione Piemonte e Città di Torino, in un dialogo continuo che dopo 30 anni di lavoro insieme ha dimostrato di saper organizzare una manifestazione della portata di Terra Madre Salone del Gusto, che ha saputo dialogare con la città in una grande festa popolare. Corale il messaggio di salvaguardia della biodiversità come pace con la natura e i popoli, lanciato da Terra Madre, già a partire dall’Anteprima in Calabria a Tropea, lo scorso giugno, cui a Torino hanno risposto tutte le Regioni italiane e le istituzioni locali presenti e che è diventato patrimonio condiviso, anche grazie al progetto dell’Arca del Gusto. Progetto sostenuto dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, e realizzato anche grazie alla banca dati di Ismea e al supporto dei Borghi più Belli d’Italia, che in piazza Castello ha portato centinaia di prodotti in via di estinzione segnalati da Slow Food e raccolti nei 18 volumi degli Atlanti dell’Arca del Gusto. Pubblicati da Slow Food Editore, gli Atlanti sono stati realizzati grazie alla rete Slow Food sui territori e alla collaborazione tra Slow Food Italia e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, da domani rappresenteranno il fil rouge delle attività della Chiocciola nelle associazioni territoriali di tutta Italia.
«La chiusura di questa straordinaria edizione di Terra Madre ci lascia addosso un profondo senso di gratitudine, lo stesso espresso con commozione dal palco anche da chi ha saputo cogliere l’essenza più pura di queste giornate. Il ringraziamento più grande va alla città di Torino e ai suoi abitanti: i torinesi sono stati parte integrante di questo cammino, dimostrando una straordinaria capacità di ospitare, accogliere e condividere» ha sottolineato Domenico Carretta, assessore allo Sport, Grandi eventi e Turismo della Città di Torino. «Nei giorni dell’evento, la nostra città si è trasformata. Quel grande mappamondo posto nel cuore di Torino è diventato il simbolo visivo di un’esperienza collettiva, capace di coinvolgere tutti i partecipanti con lo stupore e la curiosità dei bambini intenti a farlo girare. Oggi, grazie a Terra Madre, quel mondo lo abbiamo toccato con mano. Siamo orgogliosi della portata internazionale che Torino ha saputo catalizzare: la presenza di ben 120 Paesi, 1.500 delegati e chilometri di spazi espositivi hanno dato vita a un’occasione di confronto senza precedenti. Il vero successo di questa edizione risiede nel valore culturale della diversità di cui ci siamo nutriti e che ha arricchito ognuno di noi. Sono proprio queste differenze a costituire l’essenza della cultura popolare e a dare un valore profondo all’esistenza umana. È dalla condivisione di tradizioni e culture diverse che troviamo il nutrimento ideale per guardare al domani con maggiore ottimismo. Torino si conferma, ancora una volta, capitale mondiale dell’inclusione, del dialogo e dei grandi eventi che lasciano il segno».
«Terra Madre 2026 si chiude con un successo straordinario che supera ogni aspettativa, regalando alla città di Torino e a tutto il Piemonte un’atmosfera unica di festa, partecipazione e ampio respiro internazionale. La scelta di vivere questa manifestazione nel cuore della città si è rivelata vincente, richiamando una presenza numerosa e appassionata di visitatori da ogni parte del mondo» sottolineano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori all’Agricoltura e Cibo, Commercio, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi, Paolo Bongioanni e alle Foreste, Aree Protette, Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo. «In questa cornice d’eccellenza, la Regione Piemonte è stata orgogliosa di fare la propria parte con lo spazio “Eccellenza Piemonte” in Piazzetta Reale, che ha registrato un’affluenza costante in tutte le sue quattro aree. È stato davvero emozionante far conoscere a migliaia di visitatori le nostre eccellenze agroalimentari e la passione dei nostri panificatori capaci di sfornare senza sosta le tipicità della tradizione e conquistare i visitatori con la maestria della loro arte, così come ritrovare l’anima autentica e la ricchezza della nostra biodiversità nel suggestivo allestimento dedicato alle foreste e alle montagne. Dall’accoglienza delle Agenzie Turistiche Locali all’alto valore degli incontri promossi nello spazio conferenze, ogni spazio ha mostrato la grande capacità del Piemonte di fare squadra e di sapersi raccontare. Un grazie sincero a Slow Food e a tutti i protagonisti di questa bellissima edizione».
Per Edward Mukiibi, riconfermato presidente durante i quattro giorni di Assemblea dei partecipanti di Slow Food, «Carlin ci ha insegnato che il cibo è cultura, gioia, identità, giustizia e cura per la Terra. Non può essere separato dalle condizioni ambientali, sociali e politiche in cui viene prodotto, distribuito e consumato. Non può esserci giustizia alimentare senza pace, né pace duratura senza giustizia. Come movimento globale, respingiamo l’ascesa dell’individualismo, dell’esclusione e del nazionalismo, e abbracciamo invece la diversità, la solidarietà e la cooperazione. Insieme, possiamo costruire sistemi alimentari che valorizzino la dignità e le conoscenze delle persone che producono il nostro cibo. In un mondo sempre più caratterizzato dalla frammentazione e dalla polarizzazione, il messaggio della nostra Assemblea è chiaro: creare legami non è un’aspirazione astratta. È un atto politico e una condizione essenziale per realizzare un cambiamento significativo».
Slow Food si mette a lavoro già nei prossimi giorni, a partire dalle attività per scuole e i più giovani e dalle Terre Alte, per valorizzare quelle aree impropriamente definite marginali, e che invece rappresentano il 70% del nostro territorio e custodiscono la maggior parte della biodiversità, una delle risorse più importanti per affrontare le crisi attuali.
A fine ottobre partirà infatti il programma di lezioni online rivolte a tutti i giovani d’Italia propedeutiche alla partecipazione alla Scuola di Terre Alte, un laboratorio diffuso con corsi in presenza nelle aziende agricole tra Alpi e Appennini, per formare le nuove generazioni ai mestieri delle terre alte. Il progetto, realizzato con il contributo del Fondo Carta Etica di UniCredit, si completa con una formazione sui mestieri tradizionali dedicata a studentesse e studenti tra 13 e 19 anni delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Lombardia e Basilicata.
Parte per la Giornata mondiale dell’alimentazione invece, il 16 ottobre, la campagna di sensibilizzazione Terre AltRe. Riabitare e resistere, realizzata con il sostegno del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano e dedicata a pascoli, alpeggi, boschi, castagneti, alle comunità che se ne prendono cura e che custodiscono le produzioni e le tradizioni legate a questi luoghi. Per oltre un mese, la rete di Slow Food sull’intero territorio nazionale si mobilita per sostenere le produzioni di alta quota e i loro custodi, organizzando visite guidate, laboratori, attività didattiche e iniziative con i produttori dei Presìdi Slow Food e dei Mercati della Terra. Cuoche e cuochi dell’Alleanza Slow Food diventano ambasciatori di resistenza a tavola, inserendo nei propri menù i prodotti delle terre alte.
I 18 volumi degli Atlanti dell’Arca del Gusto, presentati per la prima volta a Terra Madre, proprio nel rispetto della volontà di Carlo Petrini, ora dovranno essere presentati in tutta Italia e dovranno arrivare ovunque: sui banchi dei mercati, nelle osterie, nelle scuole, nelle università, nelle biblioteche. Fin da subito gli Atlanti saranno uno degli strumenti didattici utilizzati nelle scuole del progetto Orto Slow Food, inseriti nei kit che centinaia di classi riceveranno per festeggiare, l’11 novembre, la prossima Festa degli Orti.
Tutta Torino per Terra Madre
Un sentito grazie va a tutte le persone, le realtà e le istituzioni che hanno contribuito alla realizzazione di Terra Madre. Grande è stata la risposta della città di Torino, con oltre 600 volontari e volontarie che hanno scelto di mettersi a disposizione ー Giovano x Torino, Senior Civico, Solidarietà Insieme 2010 odv, Volo2006 odv, Torino & You, Protezione Civile ANA e AVA ー, contribuendo alla gestione dei punti informativi, delle isole ecologiche e delle numerose attività della manifestazione. Un ringraziamento particolare anche agli oltre 100 studenti e studentesse dell’Istituto Alberghiero Colombatto, presenti in moltissime aree e in particolare nelle attività di somministrazione, e all’Istituto Gioberti, che ha collaborato soprattutto nell’area Educazione.
A tutte le cittadine e i cittadini del centro di Torino va il riconoscimento per aver accolto con pazienza e partecipazione una manifestazione che ha comportato modifiche importanti alla viabilità della città e a tutti i commercianti della città, che con disponibilità e collaborazione hanno accolto Terra Madre nel tessuto quotidiano di Torino. Si ringrazia il Cottolengo per la disponibilità a raccogliere i prodotti donati da istituzioni, partner ed espositori, dando continuità e valore a quanto avanzato dalla manifestazione, e Amiat per il prezioso servizio di raccolta dei rifiuti.
Un grazie anche ai luoghi della cultura che hanno aperto le loro porte a Terra Madre: i Musei Reali, Palazzo Carignano, parte delle Residenze Reali Sabaude – Direzione Regionale Musei Nazionali del Piemonte, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, l’Archivio di Stato di Torino e Palazzo Madama. La collaborazione del Mercato Centrale ha permesso di ospitare il punto delegati, mentre il Centro Studi Sereno Regis e Urban Lab hanno messo a disposizione spazi e competenze. La Camera di commercio ha accolto nel Laboratorio Chimico il B2B del 23 settembre, offrendo uno spazio importante per gli incontri professionali, insieme a Palazzo Birago per la Buyer Lounge nei giorni dell’evento, mentre la collaborazione con ICE ha contribuito alla realizzazione delle attività di incoming buyer. Ristorante Arcadia, Baratti & Milano e FiorFood hanno accolto laboratori, cene e momenti di incontro, contribuendo alla dimensione conviviale della manifestazione. Infine, un riconoscimento all’Associazione Giardini Forbito, con cui è stato gestito il gazebo ai Giardini Sambuy.
Ci vediamo nel 2028!
Citando, con un po’ di sfrontatezza, le parole conclusive del presidente della Repubblica: “Buona semina!”
Video :
Barbara Nappini
Domenico Carretta
Marco Gallo
Edward Mukiib