Il 20 ottobre 2026 al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è stata presentata alla Stampa la mostra: “A  Tavola! Cucina, cibo e gusto nell’Italia del Risorgimento”, che sarà aperta al pubblico dal 21 ottobre 2026   al 4 aprile 2027 nel Corridoio dell’Aula della Camera Italiana.

Curata dalla storica Ilaria Porciani, l’esposizione ripercorre la nascita, lo sviluppo e l’affermazione della cucina italiana in un arco cronologico lungo, dalla fine del Settecento alla Prima guerra mondiale. Il cibo e la tavola diventano strumenti per seguire le trasformazioni, sociali, economiche e politiche dell’epoca, rivelando connessioni inaspettate tra gastronomia, storia nazionale e processo di unificazione.

A tavola! è promossa dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano con il patrocinio di Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Torino e Città Metropolitana di Torino, Confcommercio Ascom Torino e Provincia, Confesercenti Torino e Provincia, con la collaborazione della Città di Torino – Assessorato al Commercio e ai Mercati, ed è realizzata grazie al contributo di Fondazione CRT e di Camera di commercio di Torino, al prezioso sostegno di Banca d’Alba, alle partnership con Archivio Storico Lavazza, Baratti & Milano, Consiglio Provinciale di Torino – Ordine dei Consulenti del Lavoro e alla collaborazione di importanti Partner culturali  tra cui Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, Del Cambio, Biblioteca gastronomica Academia Barilla e Archivio Storico Barilla, Fondazione Casa Artusi, Slow Food Italia. Sono Partner del Gusto: Associazione dei Caffè Storici di Torino e del Piemonte, Casa Martini – Archivio Storico Martini & Rossi, Salone del Vermouth, CioccolaTò.

La mostra viene presentata a meno di un anno dal 10 dicembre 2025, quando la cucina italiana è stata ufficialmente iscritta alla Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, un riconoscimento che non premia solo le ricette ma le  tradizioni, i gesti e la convivialità, certificandone il valore sociale, culturale e identitario – pluralità, inclusione, trasmissione da una generazione all’altra. L’esposizione ne ricostruisce, documenti alla mano, le origini, indagando le radici di un patrimonio che oggi il mondo celebra.

“Con ‘A Tavola!’ il Museo racconta un aspetto della profonda trasformazione sociale che segna il Risorgimento.  La tavola è un punto di osservazione straordinario: vi si leggono le differenze regionali, gli scambi con l’Europa, l’ascesa della borghesia, la lenta costruzione dell’identità nazionale – dichiarano Luisa Papotti e Alessandro Bollo, presidente e direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – La mostra non si esaurisce nelle sale. Il public programme la porta nei caffè storici, nei ristoranti e nei luoghi della convivialità torinese, con talk, spettacoli ed esperienze di gusto. È un modo per restituire al tema la sua natura viva: la cucina italiana non è un reperto, ma una pratica quotidiana che continua a trasformarsi”.

“Nessuna cucina è un monolite. Nessuna cucina è un’isola – scrive la curatrice Ilaria Porciani nel saggio in catalogo – La cucina italiana nasce essenzialmente plurale e al tempo stesso caratterizzata da una forte apertura verso l’esterno”. Un doppio carattere – regionale e insieme cosmopolita – che attraversa tutto il percorso espositivo: dai primi ricettari settecenteschi, modellati sull’esempio francese, come Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi (1766), fino a La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene (1891) di Pellegrino Artusi, il testo che propone per la prima volta un ricco e completo ricettario italiano, componendo in uno straordinario mosaico le diverse cucine regionali e domestiche.

Il percorso mette in mostra una molteplicità straordinaria di materiali, provenienti dalle collezioni del museo, da musei italiani e internazionali, da istituzioni pubbliche e private (tra gli altri, Archivi Alinari, Archivio Storico della Presidenza della Repubblica, Archivio Storico Lavazza, Direzione Musei Nazionali della Città di Roma, Fondazione Accorsi-Ometto | Musei di Arti Decorative, Palazzo Madama, Musei Reali di Torino,  Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, Museo della Pasta): antichi ricettari, menù illustrati, dipinti, regole e riti del cucinare, utensili e strumentazioni dell’arte gastronomica, dalle scodelle da desco alle tavole reali, dall’invenzione della macchina per la pasta alle cucine economiche. Un viaggio tra le tavole degli italiani – osterie, trattorie, circoli, caffè, birrerie e i primi locali che cominciano a chiamarsi ristoranti – in momenti storici segnati da rivoluzioni, guerre e rinascite.

Non mancano i protagonisti: da Cavour, habitué Del Cambio, a Pellegrino Artusi, fino ai grandi cuochi che dopo la metà dell’Ottocento, sulla scia di Carême, si autorappresentano con l’alto cappello bianco a pieghe, la toque. Il racconto arriva fino alla Grande Guerra, quando al fronte i fanti contadini incontrano per la prima volta, insieme alla lingua italiana, una cucina comune: la pasta cotta nelle casse di cottura, le scatolette delle industrie conserviere di Genova, Bologna e Torino, un vitto paradossalmente più ricco di quello a cui molti erano abituati. È lì, in trincea, che prende corpo un’alimentazione per la prima volta nazionale.

Ad accompagnare l’esposizione, un ricco public programme di talk, lectio magistralis, spettacoli ed esperienze di gusto che si estende fuori dal museo, nei caffè storici e nei luoghi della convivialità torinese, e un catalogo che restituisce l’ampio ventaglio di prospettive storiografiche sul tema. Il programma è reso possibile anche grazie alla collaborazione della Città di Torino – Assessorato al Commercio e ai Mercati e del fattivo coinvolgimento di partner come Associazione dei Caffè Storici di Torino e del Piemonte, Casa Martini – Archivio Storico Martini & Rossi, CioccolaTò, Salone del Vermouth.

PERCORSO

Alla conferenza sono intervenuti :

  • Lusia Papotti, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

  • Jacopo Suppo, Vice Sindaco della città Metropolitana di Torino

  • Rosanna Purchia , Assessore alla Cultura della città di Torino

  • Luca Settineri, Fondazione CRT

  • Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di Commercio di Torino

  • Tino Ernesto Cornaglia, Presidente della Banca D’Alba

  • Ilaria Porciani , Curatrice della mostra

  • Alessandro Mollo, Direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano