Numerosi giornalisti italiani e stranieri di carta stampata e tv il 7 marzo alla Sala Stampa della Pinacoteca Agnelli (in Via Nizza, 230/103 Torino)  hanno partecipato in anteprima alla conferenza stampa del nuovo progetto espositivo, curato da Sarah Cosulich e Lucrezia Calabrò Visconti, “Strike”dedicato a Lee Lonzano (1930-1999)

Visitando la mostra si può ammirare un’ampia selezione di opere dell’artista, attraversando la sua breve ma estremamente prolifica carriera dal 1960 al 1972. Formatasi come pittrice a Chicago, Lee Lozano si trasferisce a New York e si afferma rapidamente nella scena degli anni ’60. Pur partecipando al contesto sociale e artistico dell’epoca, dominato dalla pop art, dal minimalismo e dall’arte concettuale, Lozano porta avanti una ricerca radicalmente eclettica. Con un approccio autobiografico e provocatorio, la sua opera confronta i meccanismi del potere nel fermo rifiuto di ogni sistema e ordine precostituito. In soli dieci anni, l’escalation del suo lavoro passa da espliciti disegni e dipinti figurativi di stampo espressionista a tele astratte minimaliste, per concludersi con una pratica esclusivamente concettuale che culmina nella scelta estrema di abbandonare il mondo dell’arte. Dopo il 1972 dell’artista  si sa molto poco della sua vita se non che cambia nome più volte, da Lee a Leefer fino a utilizzare la sola lettera E. Muore nel 1999 a Dallas dove viene sepolta, per sua scelta, in una tomba con una lapide senza nome.

Suddivisa in sette sale tematiche, la retrospettiva approfondisce, in ordine prevalentemente cronologico, le diverse fasi della sua ricerca. Nelle prime tre sale sono esposti disegni e dipinti figurativi nei quali la rappresentazione vivida e a tratti grottesca del corpo umano mette alla prova le tradizionali iconografie del nudo con un effetto deliberatamente satirico. Il cuore della mostra è dedicato alla serie dei Tools, in cui martelli, cacciaviti e altri arnesi sono i protagonisti antropomorfizzati di oli su tela di grande formato, e alla serie degli Airplanes, in cui diversi oggetti volanti interagiscono con gli orifizi del corpo umano. Il percorso si conclude seguendo l’evoluzione della produzione di Lozano verso l’astrazione minimalista, in una sala di tele monumentali accompagnate da una rara selezione di disegni preparatori. Infine, il booklet che accompagna la mostra raccoglie un numero importante di “Life-Art” Pieces, lavori che segnano la transizione a una fase esclusivamente concettuale del suo lavoro, conclusasi con il rigetto definitivo della scena artistica con Dropout Piece (1970).

Il titolo della mostra riflette sul valore polisemico della parola “strike”. Il verbo “to strike” (colpire, attaccare) esprime un’azione violenta, uno scoppio di energia incontrollabile, che può essere generato dal corpo umano, da un attrezzo (un tool) o da un’arma. Il sostantivo “strike” (sciopero) suggerisce invece il rifiuto radicale del lavoro, facendo riferimento al celebre General Strike Piece (1969) di Lozano, il primo sciopero dell’artista dal mondo dell’arte,  presentato all’ingresso del percorso espositivo, come un invito a guardare alla produzione dell’artista attraverso i radicali momenti di rottura che l’hanno segnata. Provocatori, giocosi e al tempo stesso letali, gli strike di Lozano sono diretti tanto all’arte quanto alla dimensione sociale, emotiva e politica della sua vita. Come ha suggerito la critica d’arte Lucy Lippard, “il tipo di cose che gli altri facevano come arte, lei le faceva veramente come vita – e ci è voluto un po’ di tempo per capirlo davvero”.
 


Ospitata nell’ex stabilimento FIAT del Lingotto, la Pinacoteca Agnelli realizza un programma concepito e sviluppato per dialogare con la trasformazione dell’edificio da luogo produttivo a luogo culturale. La pratica di Lee Lozano riecheggia con questo tentativo di riarticolare e dare complessità al racconto della fabbrica, con l’obiettivo di riflettere sulle narrazioni che circondano la sua eredità, come, ad esempio, le sue ancora assai evidenti connotazioni maschili. La raffigurazione irruente di attrezzi e strumenti industriali nelle opere di Lozano è solo uno degli aspetti che legano la sua produzione artistica al più ampio concetto di lavoro. Nel vocabolario visivo dell’artista, il corpo umano e il macchinario si sovrappongono costantemente, accomunati dal fatto di essere entrambe tecnologie che hanno lo scopo di generare potere, rabbia o piacere. Le macchine e i corpi agiscono come rappresentazioni di strutture di potere, incanalando la ricerca ossessiva di Lozano di una connessione con energie superiori, che la porta a voler rompere violentemente i vincoli con una società profondamente sessista e conservatrice, la violenza del sistema dell’arte e dei suoi meccanismi produttivi e, infine, i limiti dello stesso corpo umano.
 
La mostra Strike è un’importante occasione per presentare il lavoro di un’artista rivoluzionaria, tenuta in grande considerazione dalla critica, ma poco conosciuta dal grande pubblico, soprattutto in Europa. Il progetto prevede la realizzazione di una pubblicazione unica edita da Marsilio in inglese, italiano e francese che offrirà un’indagine critica approfondita sull’opera di Lee Lozano.

LA MOSTRA VIAGGIA A PARIGI
La mostra, ideata dalla Pinacoteca Agnelli e realizzata in collaborazione con la Collection Pinault, sarà successivamente ospitata nella Bourse de Commerce, a Parigi con un allestimento distinto ma in relazione con quello di Torino. Strike, che include anche un significativo nucleo di lavori di Lee Lozano dalla Pinault Collection, segnerà la prima mostra dell’artista anche in Francia.

Galleria di foto:

            

    
BIOGRAFIA DI LEE LOZANO

La mostra è aperta dall’8 marzo al 23 luglio 2023

https://www.pinacoteca-agnelli.it

ORARI E BIGLIETTI
Da martedì a domenica dalle 10 alle 19
Ultimo ingresso da Pinacoteca: ore 18.30. Ultimo ingresso da Rampa Nord: ore 17.
Intero € 10. Ridotto € 8 gruppi, over 65, convenzionati.