Dal 28 maggio al 30 agosto 2026
Il 27 maggio 2026 alla Reggia di Venaria è stata inaugurata alla presenza della Stampa , la mostra fotografica: “ROBINO. Eredità visive di tre generazioni“, alla presenza di
Chiara Teolato (Direttrice Generale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude)
Pierangelo Cavanna (Curatore della mostra)
Paolo Robino (Figlio del Fotografo e curatore)
Filippo Robino (Figlio del Fotografo)
Un viaggio di immagini firmate da tre generazioni di fotografi, dedicato a una singolare genealogia familiare – quasi una saga – che ha per protagonisti i tre membri della famiglia Robino che nel corso di tre quarti di secolo si sono dedicati e si dedicano all’universo delle immagini fatte a macchina: dalla fotografia analogica a quella digitale, dall’immagine di sintesi e all’intelligenza artificiale. Tre storie di immagini che testimoniano anche il progressivo passaggio dalla pratica amatoriale a quella professionale, nei distinti ambiti della documentazione del patrimonio artistico e architettonico e della fiction.

“ROBINO. Eredità visive di tre generazioni” sarà visitabile nella Promenade della Galleria Alfieriana della Regggia di Venaria Reale dal 28 maggio al 30 agosto 2026 e consta di ben 139 foto accompagnano i visitatori.
La mostra, curata da Pierangelo Cavanna e Paolo Robino, è organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude grazie al coordinamento dell’arch. Stefano Trucco e al contributo di una serie di sponsor, enti e personalità che ne hanno consentito l’allestimento e la realizzazione, ed è compresa nel percorso di visita della Reggia.

La mostra, articolata in tre sezioni ordinate in senso cronologico, ciascuna dedicata a un membro della famiglia, si apre con le fotografie del padre Stefano seguite da quelle del figlio Paolo per chiudere con le elaborazioni e produzioni digitali del nipote Filippo.

Di Stefano Robino (1922 – 2017) sono presenti ottantacinque stampe fotografiche realizzate tra il 1948 e il 1970, che ricostruiscono l’attività di questo autore che – nelle sue stesse parole – ebbe sempre un approccio professionale senza mai diventare un professionista, nonostante l’ampia notorietà internazionale raggiunta a partire dalla metà degli anni Cinquanta, testimoniata dalla partecipazione a mostre e concorsi internazionale e dalla pubblicazione su importanti riviste quali “Il Corriere Fotografico, “Ferrania”, “Leica Photografie”, “Life”, e “Modern Photography”. Il lavoro condotto sull’archivio di Stefano Robino, ricco di decine di migliaia di negativi, provini e stampe originali, ha consentito di affacciarsi al suo processo di produzione, presentandolo in questa sede con alcune serie tematiche significative, ma non rigide, dedicate rispettivamente a Luoghi, Fabbriche, Figure e Racconti che sintetizzano la sua produzione più nota, per chiudere con una sezione denominata l’Archivio rivisitato che si propone come un’apertura ulteriore (per quanto minima, quasi un suggerimento di ricerca), fatta di immagini che lui non aveva scelto, che non aveva mai stampato quindi, ma che oggi ci appaiono suggestive e stimolanti. Una scelta determinata dalla necessità di render conto del nostro sguardo contemporaneo, rivolto all’archivio come entità ogni volta rivisitabile criticamente da chi lo studia.
La sequenza antologica di cinquantaquattro fotografie di Paolo Robino (1952), professionista dal 1978, parte dai primi anni Settanta, quando raccoglie l’eredità artistica del padre, per giungere sino alle ultimissime produzioni, con un’ampia proposta di campagne di documentazione del patrimonio artistico e architettonico, segnata anche dal progressivo passaggio dalla fotografia analogica all’immagine digitale a cui si aggiungono alcuni ritratti e figure ambientate, tracce affettuose di legami personali e professionali.
L’ambiente digitale e l’immagine di sintesi sono ormai il territorio d’elezione della pratica professionale di Filippo Robino (1987), attivo come autore di effetti speciali (FX Artist) e da alcuni anni titolare di uno studio specializzato nella produzione di effetti speciali (VFX). In mostra propone un interessante video di animazione in AI delle foto realizzate dal nonno Stefano e uno Showreel personale con estratti dalle proprie produzioni VFX per film e serie TV, spot pubblicitari, videogiochi e videoclip musicali.
STEFANO ROBINO (Torino, 1922 – 2017) inizia la propria attività lavorativa come disegnatore tecnico alla FIAT Grandi Motori nel 1939 e nei due anni trascorsi in Marina si avvicina alla pittura per poi frequentare, nel dopoguerra, l’Accademia Albertina di Belle Arti, perfezionandosi sotto la guida di Luigi Spazzapan e Filippo Sartorio ed esponendo in mostre personali e collettive. A partire dalla fine degli anni Quaranta si dedica sistematicamente alla fotografia aderendo al Gruppo Fotografi Fiat e partecipando a numerose mostre e concorsi a livello nazionale e internazionale, nei quali si aggiudica vari premi quali, a titolo di esempio, il 1° premio alla V Gara fotografica Motta Ferrania (1955) e ancora nell’edizione del 158); l’ Obiettivo d’Argento alla Mostra Annuale di Fotografi FIAT (1956); l’Orso d’Oro al 2° Salone Internazionale d’ Arte Fotografica, Biella (1957) e il 1° premio al concorso Carlo Erba “Bimbi e Ragazzi d’Italia” del 1961. Nel 1971 la Grandi Motori Trieste pubblica un volume fuori commercio di sue fotografie eseguite nel vecchio stabilimento FIAT Grandi Motori di Torino, del cui laboratorio fotografico aveva assunto la direzione nel 1965 per poi passare a dirigere l’Ufficio pubblicità della Grandi Motori Trieste dal 1971 al 1974. Sue fotografie, pubblicate su numerose testate nazionale e internazionali come “Il Corriere Fotografico, “Ferrania”, ”Fotografare”, “Leica Photografie”, “Life”, “Modern Photography”, “Photography Year Book”, “Popular Photography Italiana, “Il Progresso Fotografico”, sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche quali: Circolo Fotografico La Gondola, Venezia; Civica Fototeca Nazionale, Sesto San Giovanni; Fondazione MAST, Bologna; Fondazione 3M, Pioltello; Metropolitan Museum of Art, New York; Museum of Fine Arts, Houston; Regione Piemonte, Torino.
Robino. Eredità visive di tre generazioni | Mostre | La Venaria Reale
Pierangelo Cavanna e Paolo Robino
Filippo Robino