Il 10 aprile presso il Gran Salone dei Ricevimenti di Palazzo Madama di Torino ha avuto luogo la quinta conferenza del ciclo dedicato alla mostra Madame Reali: cultura e potere da Parigi a Torino, conferenza in cui è stato presentato il volume:” Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours”, scritto nel 2009 dallo storico Robert di Oresko dell’Università di Oxford, curato da Blythe Alice Raviola e Clelia Arnaldi di Balme, e pubblicato postumo nel 2017.

Dalle pagine di quest’opera emerge in tutta la sua importanza la figura di Giovanna Battista, che fu colei – tra le consorti di casa Savoia fino alle due regine d’Italia – che visse più a lungo e con il più duraturo periodo di vedovanza, durante il quale esercitò il potere come reggente per il figlio Vittorio Amedeo II e si rivelò attiva mecenate dell’architettura e della pittura. Gli appartamenti del piano nobile con gli affreschi dei Guidobono e la facciata juvarriana di Palazzo Madama ne sono l’esempio più evidente.

La conferenza è stata avviata da Clelia Arnaldi di Balme, che ha fatto gli onori di casa, è proseguita con l’intervento dello storico Robert Oresko, che ha descritto la biografia della Giovanna Battista di Savoia, a cui sono seguiti  gli interventi di Elena Riva dell’Università Cattolica di Milano e Blythe Alice Raviola dell’ Università  degli Studi di Milano.
Robert Oresko (1947 – 2010), nato negli Stati Uniti da famiglia di origini austriache e russe, si trasferì nel 1972 a Londra, dove svolse la sua attività di ricerca collaborando con case editrici e istituti come la Cambridge University Press e la Royal Historical Society. I suoi studi lo portarono a viaggiare in tutta Europa e lo portarono frequentemente a Torino, dove approfondì la figura di Maria Giovanna Battista attraverso l’analisi diretta dei documenti, una profonda conoscenza della storia dinastica e una grande attenzione per gli aspetti artistici del suo personaggio. A lui si deve il merito di aver collocato la Madama Reale piemontese nella scacchiera del potere dell’Europa a cavallo tra il Sei e il Settecento, come donna di governo e protettrice delle arti.