Il 5 giugno 2024 nell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana è stata inaugurata la 27^ edizione del Festival CinemaAmbiente” e consegnato il Premio Stella della Mole green, già Premio Movies Save the Planet, a Bruno Bozzetto– . Il riconoscimento va a un regista oggi definito sempre più di frequente come un ambientalista ante litteram, che fin dagli esordi della sua carriera, alla fine degli anni ’50, ha saputo, con humor profetico, e a volte feroce, individuare le crepe del nostro rapporto con il mondo, destinate nei decenni a diventare voragini. Da una vastissima produzione – più di trecento lavori tra cortometraggi, lungometraggi, caroselli, spot, sigle televisive e film didattici – dai tanti titoli e personaggi iconici – dal Signor Rossi a Cavallette a Vip – Mio fratello superuomo – affiorano di continuo i temi in grado oggi di rendere attuale l’intera opera del regista: inquinamento asfissiante e traffico incontenibile, impatto devastante del turismo di massa e consumismo famelico sono da lungo tempo per Bruno Bozzetto inevitabili annessi di una visione ironica e sfiduciata dell’essere umano, della sua stupidità, dei suoi comportamenti distruttivi e autodistruttivi che rendono risibile ogni supponenza antropocentrica. Non stupisce, quindi, che la profonda riflessione sul rapporto tra l’uomo e la Natura abbia indotto Bruno Bozzetto, negli ultimi anni, ad abbracciare la causa animalista, a cui l’autore ha deciso di dedicare il resto della sua vita, “per dare voce a chi non ha voce”, e su cui ha modellato i suoi lavori più recenti.

Il ruolo dell’uomo nel mondo e la sua relazione con gli altri esseri viventi, in grado di sollevare molti interrogativi, è al centro dell’ultimo film realizzato dal regista: “Sapiens?”, che ha aperto l’omaggio a lui dedicato dal Festival nella giornata di domenica
9 giugno.

Il film di apertura del Festival è stato un capolavoro del muto perduto e ritrovato, “Amazonas, maior rio do mundo” , frutto di tre anni di riprese e completato nel 1918 dal regista di origine portoghese Silvino Santos, emigrato fin da giovane in Sudamerica e diventato il pioniere del cinema brasiliano.
Film del film, l’avventurosa storia dell’opera, all’epoca trafugata dal socio del regista e portata clandestinamente in Europa, dove dal 1931 in poi, però, se ne era persa ogni traccia, si è conclusa nel 2023 con l’identificazione, nella Cineteca di Praga, di una copia superstite e un primo ritorno del film sul grande schermo, in Brasile, in Italia (alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone) e nella Repubblica Ceca. Primo lungometraggio girato in Amazzonia, tra il Brasile e il Perù, il documentario si snoda lungo il percorso del maestoso fiume sud-americano esplorando i paesaggi della foresta, la fauna e la flora uniche, le città affacciate sulle rive, la vita quotidiana e i riti delle popolazioni indigene, le attività economiche e industriali, allora in mano alle élite locali. Al tempo stesso film di viaggio, naturalistico, etnografico, Amazonas racchiude in uno sguardo unico il ritratto di una regione dalle risorse immense e
straordinarie, la cui perdita e devastazione sono diventate oggi un problema ambientale globale.
La proiezione è stata accompagnata da un’esecuzione live del musicista e compositore Alberto Tafuri. Tra piano, sintetizzatori e strumenti elettronici, ha preso vita una performance totalmente improvvisata (unico tema già edito, “Ponte de Areia” di Milton Nascimento), che si è proposta di cogliere gli aspetti drammatici del lungometraggio, in opposizione alla magniloquenza della sua narrazione.
Ha introdotto la proiezione Giorgio Vacchiano, ricercatore e docente in Gestione e Pianificazione forestale all’Università Statale di Milano.