Il 1° dicembre 2025 è stato presentato alla Stampa il restauro completato della cupola della Basilica Mauriziana di Torino.

Dopo un intervento condotto a circa 50 metri di altezza, il restauro della cupola della Basilica Mauriziana restituisce nuova vita al grande affresco, che ritrae più di trecento figure,Il Trionfo della Croce”, ora nuovamente leggibile in tutta la sua ricchezza cromatica e compositiva. Il dipinto murale fu realizzato nel 1858-59 a celebrazione dei Santi Maurizio e Lazzaro, a cui la Basilica è intitolata, da Paolo Emilio Morgari, pittore che lavorò insieme al fratello Rodolfo nella Basilica e in altri cantieri della corte sabauda.

 

I restauri hanno permesso di approfondire la tecnica esecutiva del Morgari, rivelando un uso magistrale dell’esecuzione a fresco integrato da finiture a secco, tratteggi raffinati e la presenza di elementi polimaterici in rilievo. L’uso di materiali diversi dall’intonaco dipinto non è così sorprendente, ma è particolare il numero eccezionale degli elementi in legno trattati in modo non comune e la presenza di lunghe corde sorrette dagli angeli che sostenevano un grande telo “a foggia di baldacchino” appeso alla base del lanternino, al colmo della cupola, per distribuire la luce senza disturbare la fruizione del dipinto, un’espediente unico di cui non si conoscono eguali. Le ricerche condotte sui documenti dell’Archivio Storico dell’Ordine Mauriziano hanno permesso di chiarire anche i tempi effettivi del cantiere: 21 mesi – dal 9 aprile 1858, data della firma del contratto, alla fine del 1859 – un periodo ben più lungo degli 8 mesi esaltati dal giornalista Giuseppe Bertoldi nelle sue cronache dell’epoca.

   

Accanto al grande affresco di Paolo Emilio Morgari, la cupola ospita le figure dei santi Maurizio e Lazzaro, di Amedeo IX e di Umberto III, i due Beati Sabaudi, dipinti da Francesco Gonin nei pennacchi, tra i quattro archi, non ancora restaurati. L’intero apparato decorativo composto da dipinti murali e stucchi dipinti caratterizza la cupola, edificata sul finire del Seicento su progetto dell’architetto luganese Antonio Bettino ed ultimata a metà dell’Ottocento.

IL PROGETTO DI RESTAURO

Grazie alla disponibilità dell’Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro, ente che attualmente gestisce la Basilica e il prezioso archivio della confraternita più antica della città, del Ministero della Cultura e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino sono stati avviati i lavori di restauro che porteranno progressivamente alla riapertura della chiesa non solo al culto ma anche a visite guidate, in collaborazione con la Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro. L’investimento per la Basilica Mauriziana è stato di euro 619.381,23 per circa tre anni, sostenuto per il 60% dalla Fondazione Ordine Mauriziano con fondi propri. Il progetto è stato ammesso ai contributi ministeriali in conto capitale del MiC e si è concentrato su interventi per il restauro e la messa in sicurezza della cupola e del tamburo dell’aula.

 La progettazione, coordinata dagli uffici interni della FOM e realizzata dallo studio De Arch (Milone, Maiocchi, Fenoglio), è stata elaborata in sinergia con l’alta formazione della Scuola di Specializzazione Beni Architettonici e del Paesaggio (III livello) del Politecnico di Torino e con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, in stretta collaborazione e con il supporto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino.

LA STORIA DELLA BASILICA MAURIZIANA

  La grande chiesa dell’Ordine Cavalleresco dei Santi Maurizio e Lazzaro, all’incrocio tra via Milano e via della Basilica, nel pieno centro di Torino, è un edificio a croce greca, con l’asse maggiore posto in obliquo rispetto alla maglia viaria in cui è inserita. L’aula, sormontata da una grande cupola affrescata a pianta ellittica, termina in un breve presbiterio, dietro il quale si trova il coro a pianta circolare, sormontato da una volta affrescata.

La Basilica Mauriziana sorge sull’antica chiesa dedicata a San Paolo e la sua storia è legata alla confraternita di Santa Croce, la più antica di Torino, e all’Ordine Mauriziano. Nel 1572 la confraternita ottenne l’uso dell’antica chiesa parrocchiale di San Paolo, costruzione romanica risalente al 1207. La chiesa venne rimodernata nel 1678, su progetto dall’architetto Antonio Bettino, già collaboratore di Guarini nel cantiere della cappella della Sindone e di Amedeo di Castellamonte e nel 1703 l’architetto Antonio Bertola realizzò l’altare maggiore. Nel 1729 il re Vittorio Amedeo II impose la cessione della chiesa all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, al fine di costruirla come Basilica Magistrale dell’Ordine e di creare un grande complesso architettonico unendo la chiesa all’attiguo Ospedale, e istituì la Regia Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro, dalla fusione della Confraternita della Santa Croce e della Confraternita di san Maurizio. La fabbrica della chiesa proseguì nei secoli successivi, con la costruzione della facciata neoclassica su progetto di Carlo Bernardo Mosca, e con il rinnovo di parte dell’apparato decorativo: l’affresco della grande cupola è opera di Paolo Emilio Morgari, mentre gli affreschi dei pennacchi e degli intercolunni sono di Francesco Gonin.

La facciata realizzata nel 1836 presenta un pronao tetrastilo con colonne corinzie e un frontone triangolare, preceduto da una scalinata semicircolare di 5 gradini. Fra le colonne, ai fianchi del portone d’ingresso, sono poste due statue che rappresentano i Santi Maurizio e Lazzaro. L’aula principale, a pianta centrale, presenta otto colonne in blocchi scanalati di pietra di Gassino. La cripta è costituita da una cappella a forma circolare realizzata nel corso dei lavori della nuova chiesa e da una vasta aula a tre navate, scandita da colonne e volte a crociera che riproduce la pianta dell’originaria chiesa di San Paolo. Al suo interno sono conservate le spoglie di generali e funzionari dello stato sabaudo.

Fonti antiche testimoniano che la Basilica Mauriziana era nota non solo per la sua bellezza artistica o per l’adiacente ospedale, ma anche perché custodiva un elevato numero di reliquie di grande importanza per i fedeli: il corpo di San Teodoro e quello di San Giovenale, una mano di San Dalmazio, un braccio di Sant’Orsola e di Santa Colomba, resti di San Maurizio, di San Francesco di Sales e anche un pezzo del Legno della Croce, lì custoditi e venerati ed esposti ogni venerdì di marzo per essere adorati dai fedeli.

Basilica Mauriziana di Torino

Restauratrice Anita Pastorini