Il 19 dicembre nella Sala delle Feste di Palazzo Madama è stato presentato alla Stampa il progetto: “Il castello ritrovato”.

Sono intervenuti :

  Giovanni Carlo Federico Villa , Direttore di Palazzo Madama di Torino.

  Massimo Broccio , Presidente della Fonazione Torino Musei.

 Sergio Cavalieri, Magnifico Rettore Università degli Studi di Bergamo.

  Lorenza Patriarca, Comune di Torino Presidente Quinta C0missione Cultura.

Barbara Turchetta, Università degli Studi di Bergamo e PNRR-CHANGE.

 Paolo Buffo , Università degli Studi di Bergamo.

 Cristina Maritano, Museo Civico d’Arte Antica di Torino, settore delle Arti Decorative..

 
Prima di essere la dimora delle Madame Reali, prima dei Savoia, prima dei preziosi interventi dell’architetto Filippo Juvarra, Palazzo Madama era un castello con una storia millenaria, le cui origini affondano nell’età romana, quando qui sorgeva la maestosa Porta Decumana della colonia di Augusta Taurinorum.

Questa storia dimenticata e misconosciuta torna a vivere nella mostra: “Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo”, visitabile nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026.

Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo nell’ambito del progetto PNRR CHANGES (Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society), finanziato dall’Unione Europea-NextGenerationEU, l’esposizione restituisce al pubblico l’aspetto originario di parti di questo edificio straordinario, troppo spesso identificato solo con le regine sabaude che gli diedero il nome.

  La Corte Medievale è stata oggetto di un nuovo allestimento scenografico che propone una ricostruzione del perduto porticato trecentesco sul lato ovest e una valorizzazione dello spazio connesso alla porta romana, arricchito da reperti di età romana e tardoantica.

Il percorso espositivo accompagna i visitatori in un affascinante viaggio nel tempo, partendo dall’età romana con la Porta Decumana – di cui si conservano ancora oggi testimonianze materiali – per attraversare l’alto Medioevo e giungere al Quattrocento, quando il castrum di Porta Fibellona era residenza dei principi di Savoia-Acaia.

  La mostra è costruita attorno a un innovativo studio scientifico condotto su fonti documentarie quattrocentesche – tra cui preziosi inventari in latino e francese conservati presso l’Archivio di Stato di Torino – e sull’analisi dei resti materiali medievali ancora visibili nell’edificio. Grazie a tecnologie di ricostruzione 3D e 2D painting, sarà possibile “immergersi” negli ambienti del castello medievale, scoprendo come vivevano i suoi abitanti: non solo il principe e la sua famiglia, ma anche la corte di nobili e ufficiali, il personale di servizio, le guardie, gli ospiti e gli ambasciatori.

Dodici postazioni tematiche accompagnano il visitatore alla scoperta della vita quotidiana nel castello quattrocentesco: le tecniche costruttive, gli spazi della devozione, l’arte e gli artisti di corte, lo svago e il lusso, l’alimentazione.

   

Tra i capolavori esposti, testimonianze dell’oreficeria ostrogota dal Tesoro di Desana, : “Trittico degli Embriachi”, il prezioso: “Libro d’ore Deloche” del Maestro del Principe di Piemonte, oggetti di uso quotidiano emersi dagli scavi, oltre ad altre opere provenienti dalle collezioni di Palazzo Madama e in prestito dal Museo di Antichità.

 Quattro video con ricostruzioni virtuali permetteranno di compiere una visita virtuale negli ambienti del castello: il cortile, la sala grande inferiore (l’odierna sala Acaia), la cucina e la camera del principe di Piemonte, restituendo atmosfere e funzioni di questi spazi ormai profondamente trasformati nell’aspetto e nella destinazione d’uso.

 Alla chiusura dell’esposizione, i contenuti digitali saranno integrati nel percorso di visita permanente del monumento, mentre due pubblicazioni scientifiche – il catalogo della mostra e l’edizione critica delle fonti documentarie – metteranno a disposizione degli studiosi i risultati della approfondita ricerca condotta dai conservatori di Palazzo Madama e dall’Università di Bergamo.

“Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo” è un invito a riscoprire le radici profonde di uno dei monumenti simbolo di Torino, restituendo dignità e visibilità a quella lunga storia che precede – e rende possibile – lo splendore barocco che tutti ammiriamo.

 Torino rafforza ulteriormente la propria identità di destinazione turistica accessibile: il progetto “Gateway. Dalla Porta Romana al Castello. Palazzo Madama For All” – presentato dalla Città di Torino in qualità di ente capofila, in collaborazione con Fondazione Torino Musei – è tra i vincitori del bando della Regione Piemonte “Metti in Comune l’inclusione – interventi per un turismo accessibile in Piemonte”.

Il progetto ha l’obiettivo di rendere sempre più accessibili e inclusivi i percorsi museali di Palazzo Madama, uno dei simboli del patrimonio storico e culturale cittadino, e verrà implementato grazie al finanziamento regionale di 100mila euro.

Il bando regionale sostiene interventi finalizzati a favorire l’accessibilità ai siti turistici e museali, potenziando le attività di informazione e accoglienza dedicate alle persone con disabilità: un obiettivo pienamente coerente con il percorso intrapreso da Torino, insignita nel 2025 del titolo “European Capital of Smart Tourism” e città più inclusiva e accessibile d’Italia per l’”Inclusivity Index (ISITT)”.

Palazzo Madama è già oggi uno dei musei italiani più innovativi sul tema dell’accessibilità, grazie a laboratori dedicati, mappe tattili, disegni in rilievo, video sottotitolati e tradotti in LIS, materiali in CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) e percorsi pensati per persone con disabilità sensoriali, fisiche e cognitive.Il progetto “Gateway” nasce per colmare alcune aree del museo ancora prive di supporti accessibili a persone cieche, ipovedenti, sorde, neurodivergenti, e andrà a valorizzare ulteriormente alcuni passaggi chiave della storia del Palazzo.

Il progetto si articolerà in tre principali ambiti di intervento. Saranno realizzati materiali di mediazione culturale accessibili e multilingue, tra cui QR Code con video in LiS in più lingue testi in Braille e ad alta leggibilità, disegni tattili in rilievo, schede in CAA, storie sociali per persone nello spettro dell’autismo, con un modello 3D tattile di Palazzo Madama che sarà posizionato nell’atrio del museo.

Saranno inoltre organizzate attività di formazione e disseminazione, rivolte ad operatori dei punti informativi, guide turistiche, volontari e studenti del settore, con corsi dedicati alla CAA, all’esplorazione tattile e alla comunicazione con persone sorde, per rafforzare le competenze sull’accoglienza inclusiva. Il progetto sarà completato da un’attività di comunicazione, con produzione e diffusione di contenuti video accessibili in LIS e in CAA sui canali social del Museo, anche in collaborazione con attivisti e blogger.

 Elemento centrale del progetto sarà la co-progettazione, che coinvolgerà specialisti del mondo della disabilità e enti del terzo settore.