di Stefano Tonetto
Dopo due anni di pandemia il 20 giugno 2022 ha avuto luogo la tradizionale la festa della Madonna Consolata, patrona di Torino.
In occasione della Sua festa la Vergine Maria è scesa per le vie della città accompagnata dal suo popolo rappresentato sia dalle singole persone che dai membri delle associazioni di volontariato religiose e non, tutte riunite per ringraziare la Consolata per la Sua materna protezione
La Processione cittadina, a cui hanno partecipato monsignor Roberto Repole e monsignor Cesare Nosiglia , è iniziata 20,30, partendo da via Consolata per raggiungere piazza Arbarello, corso Siccardi, via Santa Maria, via San Francesco d’Assisi, piazza Palazzo di Città, via Milano, Porta Palazzo, piazza Emanuele Filiberto, via Giulio e concludersi in piazza della Consolata per la preghiera finale.
Alla processione è seguita la celebrazione dell’Eucarestia presieduta dal vescovo Sua Eccellenza Mons. Roberto Repole , che ha affermato nell’omelia : «Siamo uomini fragili e viviamo nella desolazione: così come avviene ad esempio nella malattia, quando da un giorno all’altro la vita ci scappa di mano»
«In questa città, anche se siamo in tanti, continuiamo ad essere sostanzialmente soli». L’invito di Repole è rivolto, in particolare, «agli anziani e ai giovani, le due categorie che soffrono di più». In occasione di questa festa il quadro della Consolata è stato estratto dalla raggiera dell’altare maggiore e posto più vicino ai devoti fedeli. Questa solennità ricorda il giorno dell’omonimo miracolo avvenuto il 20 giugno 1104, quando il cieco Giovanni Ravacchio rinviene la sacra immagine della Madonna riacquistando la vista, è – per Repole – «un momento decisivo per la città e per l’intera Diocesi».
«Siamo consegnati – continua Repole – a una Patrona nella fede: ci rivolgiamo a Maria perché contribuisce a consolarci». L’arcivescovo nell’omelia ripercorre in breve alcuni momenti della vita della Vergine, incentrandosi sulla vita della donna Maria, «che ha avuto un ruolo unico nella storia della salvezza, rimanendo una donna con la sua fragilità e la desolazione».
L’evangelista Matteo ricorda Maria come donna che scappa dalla persecuzione di Re Erode. «Il che – precisa Repole – ricorda gli infiniti drammi di dover scappare dai propri paesi per trovare rifugio in un altro paese, dove si parla una lingua diversa». L’evangelista Luca ricorda – invece – «il momento della crescita del figlio Gesù, comprendendo da subito che quel figlio l’avrebbe presto lasciata”. Infine Giovanni: “Maria accompagna Gesù sulla croce». Repole invita a «non avere paura di riconoscere di aver paura, e di aver bisogno di consolazione, proprio come avvenuto a Maria». «Perché – conclude l’arcivescovo – siamo uomini fragili e viviamo nella desolazione: così come avviene ad esempio nella malattia, quando da un giorno all’altro la vita ci scappa di mano».