Di Stefano Tonetto
AI CONFINI DELLA VITA
La dott.ssa Maria Rosaria Sardella (Medico Psichiatra Responsabile Sanitario UNITALSI Piemonte) ha organizzato il Convegno Sanitario Regionale Unitalsi Piemonte dal titolo: “ Ai confini della vita”, presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza di Torino, convegno a cui hanno partecipato molti specialisti e soci Unitalsi.
I lavori cominciano alle ore 9 del 25 gennaio u.s. con l’intervento di Micaela Operti (Presidente della sezione UNITALSI Piemonte) che ha letto una lettera in cui è descritta l’attività che svolge l’associazione verso le persone ammalate ed i deboli e la lettera di Papa Francesco scritta per la Giornata Mondiale dell’Ammalato 2020.
Al convegno: “Ai confini della vita” hanno partecipato sia unitalsiani sia amici di altri gruppi con cui l’associazione condivide il carisma di Lourdes, come la dott.ssa Gambertoglio e dott. Garetto dell’ OFTAL.
Il dott. Guido Menato (Direttore 2°Clinica Ginecologia Università di Torino) è stato il moderatore della prima parte del convegno, intitolata: “Dalla nascita alla fine della vita”.
Padre Carmine Arice (Padre Generale Cottolengo e Assistente Ecclesiastico UNITALSI Piemontese), dopo aver fatto gli onori di casa, ha intrattenuto i convenuti sul tema: “ Etica del nascere e del fine vita: tra desiderio, diritto e dignità”.
Chi lavora con e per i malati deve stare loro vicino cercando di alleviarne la sofferenza per come possibile e accompagnarli in modo da permettere a queste persone di vivere tale condizione in pienezza . Purtroppo il progresso non ha portato solo migliorie nella cura della malattia in quanto , pur essendo state scoperte nuove terapie, non mette più al centro della propria azione il malato come persona, che, invece, viene considerato come un bene di consumo per lasciare spazio solo al fine a cui si deve arrivare, a costo di commettere anche atti contro l’individuo .
Il dott. Paolo Manzoni (Direttore Dipartimento Materno Infantile Ospedale di Biella) ha trattato il tema “Nascita e prospettiva di vita autonoma” , affrontando il tema della nascita e della vita dei bambini prematuri dal punto di vista etico.
La dott.ssa Chiara Manieri (Medico Endocrinologo ed Andrologo Università Torino) ha trattato il tema: “Indicazione e orientamento sessuale”, spiegando la distinzione tra un soggetto maschile ed uno femminile ed il concetto di genere.
Nella medicina i concetti di ‘Sesso e Genere’ si definiscono così: Il Sesso è il termine usato nel campo della biologia e della medicina per definire le persone maschio/femmina sulla base di dati biologico-genetici, mentre il termine Genere è usato per indicare, in uno specifico ambiente socio-culturale, ciò che si ritiene appropriato per maschi o femmine rispettivamente.
Il dott. William Liboni (Medico Neurologo – Presidente Fondazione “Un Passo Insieme Onlus”) ha sviluppato il tema: “Malattia cronica e prospettive di vita autonoma” sostenendo che le persone colpite da malattie croniche normalmente tendono a cadere in depressione, a cambiare il loro modo di vivere, a sentirsi inutili ed a ritenere inefficaci le medicine.
Il Prof. Mario Bo (Direttore SCDU Geriatria Città della Salute Torino) ha sviluppato il tema: “Nuove frontiere in geriatria” evidenziando che la città di Torino ha una popolazione di vecchi che vengono curati per lo più da casa grazie alle nuove scoperte scientifiche.
Il dott. Ferdinando Garetto (Medico Cure Palliative Fondazione Faro. Consulente Oncologia Humanitas Gradenigo) nella trattazione del tema: “L’accompagnamento al fine vita” ha evidenziato come, ricorrendo alle cure palliative, la medicina si prende la cura della persona come tale e non si limita solo a seguirla dal punto di vista scientifico.
ACCANTO AL MALATO OGGI: OPERATORI E SANITARI VOLONTARI, UNA STORIA DI SERVIZIO E DI CHIAMATA.
Il dott. Enrico Langhero (Medico Anestesista, Direttore Master Universitario in Bioetica Università di Torino) ha introdotto la seconda parte del convegno: “Ai confini della vita”, evidenziando come sia cambiato il modo di lavorare nella medicina , grazie alle scoperte scientifiche.
La dott.ssa Maria Antonella Arras (Medico Bioeticista e Consigliere Ordine dei Medici della Provincia di Torino) ha sviluppato il tema: “Etica delle professioni sanitarie” soffermandosi sui seguenti aspetti:
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- Responsabilità e possibilità di prevedere le conseguenze del proprio comportamento e di correggerlo sulla base di tale previsione
- Ricerca di ciò che è bene per l’uomo
- Professionalità ovvvero l’insieme dei doveri tipici di tutte le attività svolte nella società
- Deontologia cioè il codice morale e comportamentale che regola ogni attività
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Il dott. Marco Tampellini (Direttore Struttura Complessa Oncologia ASL TO3) ha soffermato la sua attenzione sul tema: ”Medico a Lourdes tra Scienza e Miracoli” descrivendo l’iter con cui una guarigione, avvenuta a Lourdes, viene dichiarata miracolosa.
Tale riconoscimento si articola in alcuni step:
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- il guarito deve presentare al Bureau Medical la documentazione inerente la guarigione
- il Bureau Medical verifica sia la dichiarazione di guarigione che la certificazione ad essa relativa
- il dossier fornito dal guarito viene visualizzato e discusso dai medici e dagli operatori sanitari presenti a Lourdes presso il Bureau Medical
- la documentazione che soddisfi i sette criteri richiesti dal Bureau Medical viene trasmessa al Comitato Medico Internazionale Lourdes ( CMIL )
- se il CMIL ritiene che la guarigione studiata e discussa sia straordinaria, trasmette il carteggio relativo al Vescovo ordinario della diocesi del guarito
- il Vescovo studia ed analizza quanto ricevuto e può dichiarare miracolo
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La dott.ssa Anna Maria Camoletto (Medico Pediatria Direzione Sanitaria Ospedale Koelliker Torino, Membro del Bureau Medical Lourdes) ha sviluppato la sua riflessione sul tema: ”Sanitari ai Passi di Bernardette” raccontando la storia della famiglia di Bernardette, i luoghi dove ha vissuto e le apparizioni.
Conclude il convegno la dottoressa Sardella sottolineando come il personale sanitario che accompagna i malati a Lourdes deve affiancarsi a chi è in difficoltà cercando di conoscerlo come persona e non solo come infermo.