Il 5 ottobre 2023 al termine conferenza d’inaugurazione della mostra: “Trea u/i zioni d’Eurasia” nell’atrio del MAO ha avuto luogo il concerto di ABDULLAH MINIAWY.

Un’espressione di religione, rivoluzione e libertà
Abdullah Minyawi è scrittore, cantante, compositore e attore, icona di una gioventù egiziana in lotta per la libertà e la giustizia che si è esibito su prestigiosi palcoscenici internazionali come il Festival d’Avignon, l’Institute of Contemporary Arts di Londra, il museo Haus Der Kunst di Monaco e il Louvre di Parigi. Recentemente il suo album: “Le Cri Du Caire” con Erik Truffaz, ha vinto il premio LES VICTOIRES DU JAZZ 2023, l’equivalente francese dei Grammy Awards nella categoria Musica World.
Adbullah ha realizzato diverse colonne sonore per spettacoli di danza, spettacoli teatrali e mostre, è stato attore protagonista del lungometraggio tunisino Tlamess di Alaadine Slim, selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes 2019, e vincitore del premio per il miglior lungometraggio al Kino Der Kunst 2020 e del premio per la migliore regia al Marrakech International Film Festa 2020, con cui è entrato nella rosa dei candidati selezionati dell’Arab Cinema Centre a Cannes per il Premio come Miglior Attore.
Durante la primavera araba è diventato una figura politica legata alla resistenza, scrivendo testi che hanno avuto larga diffusione nel campo profughi di Al Yarmouk in Siria, così come in Tunisia e in altri paesi. Nel 2017 è stato costretto a lasciare l’Egitto a causa del regime oppressivo di Al-Sisi.

Al MAO presenta un concerto per voce e field recordings, accompagnato dal trombone di Robinson Khoury.
Al termine del concerto il Direttore del MAO insieme alle curatrici hanno guidato il pubblico nella visita della mostra che ha portato gli intervenuti sulla terrazza per un tour a sorpresa della mostra dedicata ai bonsai.

A partire da ottobre 2023 e fino alla primavera 2024, il terrazzo del Museo d’Arte Orientale si trasformerà in un museo a cielo aperto, un giardino di pace, scoperta e studio che ospiterà otto esemplari di bonsai selezionati da Massimo Bandera, fra i massimi bonsaisti italiani e internazionali.
In qualità di curatore del progetto, Bandera proporrà una periodica sostituzione degli esemplari esposti, che saranno scelti in base al naturale ciclo delle stagioni e agli archetipi di simbologia sino-giapponese.
All’interno di una rinnovata visione del Museo quale luogo aperto e spazio sociale, il Museo del bonsai rappresenta per il MAO anche un’occasione di ripensare l’oggetto artistico e un’opportunità per proporre ai visitatori un aggetto inedito, una prospettiva nuova da cui osservare il mondo asiatico.
Nato in Cina oltre 2.000 anni fa, dove la pratica consisteva nel creare incredibili paesaggi in miniatura, il bonsai arriva in Giappone nel 700 d.C., dove si trasforma radicalmente e, concentrandosi esclusivamente sulle piante, sviluppa uno stile originale ed esteticamente ben connotato.
Il termine bonsai, che significa letteralmente “albero potato in vaso”, è una pratica che risente profondamente dell’influenza del buddismo zen giapponese e coniuga la sapienza botanica con un’idea estetica legata al concetto dello seishi, l’arte di dare una forma e coltivare nel rispetto della pianta. Nonostante le dimensioni, il bonsai è quindi natura viva e conserva tutta l’energia racchiusa in un albero di taglia normale.
Seguendo la sua idea di “bonsai d’avanguardia”, agendo cioè nel massimo rispetto della realtà della natura, rifuggendo dagli stereotipi e salvaguardando uno dei principi fondamentali dell’estetica giapponese secondo cui la natura non va copiata, ma se ne deve imitare il processo creativo, Massimo Bandera presenta al MAO una selezione di alberi fra cui pini, ginepri, aceri, meli e carpini della collezione del Masiero Bonsai Museum, che verranno alternati in base alla stagione.
BIOGRAFIA
Massimo Bandera, nato nel 1967, vive e opera tra Italia e Spagna e dal 1978 dedica la propria passione e professionalità al mondo dei bonsai. Nella sua ricerca tecnica ed artistica ha creato una Via contemporanea, in avanguardia, studiando le arti e le scienze in Italia, e in Giappone ha avuto un confronto culturale di venticinque anni con il maestro Masahiko Kimura, massimo esponente dell’Avanguardia Bonsai.
Membro della Società Botanica Italiana, nel 1999 è stato ammesso a visitare la collezione di bonsai dell’Imperatore del Giappone, nel 2000 ha fondato la sua scuola, la Fuji Kyookai Bonsai scuola d’avanguardia, presso la Fuji Sato Company, nel 2002 ha aperto la sezione spagnola al Museo Bonsai di Marbella, nel 2010 a Majorca, e nel 2018 a Malaga nell’Orto Botanico della Università. Vincitore di numerosi premi in Italia, Spagna, Giappone e Stati Uniti, è membro life, istruttore, ambasciatore e direttore dell’associazione mondiale Bonsai Club International. Istruttore dell’associazione italiana IBS, membro e istruttore UBI. Nel 2007 le sue opere sono state esposte a Palazzo Bricherasio a Torino e alla mostra del Congresso Fujiyohaku a Nole e Marbella.
Nel 2002 ha pubblicato l’”Enciclopedia Bonsai” e nel 2008 “Bonsai d’Avanguardia”, libri che raccolgono gli insegnamenti di coltivazione, tecnica, estetica e cultura giapponese.
Dagli anni ottanta scrive sulle principali riviste del settore e sul Corriere dell’arte di Torino. I suoi articoli sono pubblicati su: Bonsai Italia, Bonsai italiano e Bonsai arte e Natura, Notiziario UBI,Bonsai and Suiseki magazine in Italia, Bonsai Actual e Bonsai autoctono in Spagna, Esprit Bonsai in Francia, Bonsai Magazine in America, Bonsai Sunjiu e Kindai Bonsai in Giappone.
Nell’aprile 2010 a San Marino durante il XIV Congresso Nazionale Italiano UBI è il primo rappresentante del Belpaese a ricevere un premio di Stato, il Premio al Bonsai del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Repubblica Italiana.