Il 22 ottobre u.s. ha avuto luogo l’apertura per la stampa della mostra:” Carlo Giuliano. L’eclettismo della ragione”, evento che, invece, ha spalancato i battenti per il pubblico il giorno seguente per durare fino al 10 gennaio 2021. La Pinacoteca Albertina di Torino propone una nuova mostra interamente dedicata al pittore ed incisore Carlo Giuliano, dal 1992 al 2005 direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, che espone i lavori precedentemente allestiti nella grande antologica del 2019 a Palazzo Salmatoris di Cherasco, con l’aggiunta di opere inedite che vanno a coprire un arco di tempo che va dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri, testimoniando quella che è un’altra componente fondamentale del suo lavoro: la duttilità nei materiali prescelti e nella capacità di assemblarli con soluzioni formali originali.
“Il lavoro di Carlo Giuliano” – spiega il Direttore dell’Accademia Albertina Edoardo Di Mauro – “pur gettando solide radici in una ben precisa porzione del terreno fecondo della ricerca artistica degli anni ’60, è stato capace, all’interno di un coerente percorso progettuale, di germogliare frutti estetici assaporabili anche in seno alla nostra contemporaneità. Per meglio intenderci, Giuliano incarna da un lato molti aspetti relativi al perfetto prototipo dell’eclettismo rinascimentale, periodo simbolo della stagione moderna, in merito alla tipologia albertiana e poi leonardesca dell’artista: scienziato, in grado con la sua dottrina di spiegare le leggi della natura e di elaborare, con passione sposata al raziocinio, macchine e strumenti elaborati e complessi. Dall’altro la sua produzione si incunea nelle linee guida dell’estetica tardo novecentesca, conscia dell’importanza di una fruizione allargata e collettiva dell’evento artistico e dell’importanza dell’interazione tra opera, ambiente e pubblico”.
Carlo Giuliano può ben definirsi un enfant prodige in grado di realizzare, fin dall’adolescenza, pitture su tela imbevute ispirandosi al Novecento piemontese, ma che ha raggiunto la sua maturità artistica solo nei primi anni ’60, quando con uno stile decisamente personale incominciò ad interessarsi alle ricerche cinetiche, lontane però dalle caratteristiche di rigidità “macchiniste” tipiche di quel movimento nei suoi aspetti organizzati.
“Le opere di Giuliano sono certamente “mentali” nella loro genesi” – aggiunge Edoardo Di Mauro – “privilegiano in prima battuta il procedimento intellettuale che porta all’elaborazione del progetto. Questo si evidenzia dalla pulizia formale che le contraddistingue, dalla linearità geometrica che caratterizza il sapiente dosaggio degli spazi, dove il ritmo alterna pieni e vuoti, luci ed ombre. In molti lavori di Carlo Giuliano la nudità espressiva dei materiali mostrati nella loro essenzialità è addolcita sia dall’inaspettato intervento manuale che dall’uso della luce, una luce essenziale, mai tendente a fini meramente spettacolari, eppure in grado di gettare un tramite poetico nei confronti del fruitore, di collegare non solo la sua mente all’interno dell’opera, ma anche la rete delle sue percezioni immaginative e sensoriali”.
La mostra “Carlo Giuliano. L’eclettismo della ragione” è curata da Edoardo Di Mauro e verrà inaugurata giovedì 22 ottobre 2020 dalle 16.00 alle 20.00 (alle 18.00 i discorsi inaugurali).
Il personale garantirà il distanziamento personale ed eviterà qualsiasi forma di assembramento. L’accesso, fino a esaurimento dei posti disponibili, è previsto dal numero civico 6 di via Accademia Albertina, dove avverrà la misurazione della temperatura corporea e la firma dell’autocertificazione. I partecipanti dovranno obbligatoriamente portare con sé la mascherina.
La mostra sarà successivamente aperta al pubblico dal 23 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 tutti i giorni dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30), a esclusione del mercoledì, compresa nel biglietto della Pinacoteca, accanto alle opere della collezione dell’Albertina.
Carlo Giuliano. L’eclettismo della ragione.