di Stefano Tonetto
Martedì 13 ottobre 2020, ore 18.30 presso il Circolo dei lettori Torino nella Sala Giochi è stato presentato il libro:” Nella fine è l’inizio” (il Mulino) scritto da Chiara Giaccardi e Mauro Magatti, davanti ad un folto pubblico, nel rispetto di tutte le normative di sicurezza contro il Covid-19.
Moderatore della presentazione è stato Alberto Sinigaglia (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte), che ha fatto gli onori di casa con molta signoria. Oltre agli autori ha partecipato alla serata Stefania Palmisano, Professoressa del Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Biella.
Tra gli ospiti intervenuti si annovera il priore della Comunità di Bose Luciano Manicardi, nato nel 1957 a Campagnola Emilia (RE) e laureato in Lettere Classiche all’Università di Bologna, dal 1981 fa parte della comunità monastica di cui oggi è a capo e collabora con diverse riviste di argomento biblico e spirituale, tiene seminari, conferenze e predicazioni.
Chiara Giaccardi, Professoressa Ordinaria della facoltà di lettere e filosofia del Dipartimento di Scienze delle comunicazioni e dello spettacolo dell’Università Cattolica di Milano, dove si è laureata in Filosofia e titolare del Ph.D. in Social Sciences alla University of Kent (UK), insegna Sociologia e Antropologia dei Media all’Università Cattolica di Milano, dove dirige anche la rivista Comunicazioni Sociali-Journal of Media, Performing Arts and Cultural Studies. È presidente di Eskenosen, associazione di famiglie che opera dal 2006 per l’accoglienza e l’accompagnamento di famiglie di migranti e rifugiati. È madre di 7 figli di tre colori.
Mauro Magatti, Laureato in Discipline Economiche e Sociali all’Università Bocconi di Milano e titolare del Ph.D. in Social Sciences a Canterbury, è professore ordinario all’Università Cattolica di Milano. Sociologo, economista ed editorialista del Corriere della Sera, membro della Commissione Centrale di Beneficienza della Fondazione Cariplo, del Comitato per la Solidarietà e lo sviluppo di Banca Prossima e del Comitato Permanente della Fondazione Ambrosianeum. Dal 2008 è direttore del Centro ARC (Anthropology of Religion and Cultural Change)
La crisi pandemica è una lente per leggere il nostro tempo, un telescopio per guardare più lontano. Non solo una sventura che interrompe una corsa da rimettere il prima possibile sui binari, ma una frattura che è anche una rivelazione di limiti e, insieme, di possibilità. L’occasione per un avvenire inedito anziché per un divenire inerziale. La sfida è ora trasformare le tensioni che definivano il mondo pre-Covid in leve di cambiamento, a partire da cinque nodi cruciali che aprono altrettante vie verso equilibri più equi. Per rendere il nostro vivere insieme migliore di prima, e perché la fine di un mondo diventi un nuovo principio.