Nel  mese di luglio 2026 nella sede della Fondazione AGRION  è stato ufficialmente sottoscritto l’accordo quadro tra Fondazione Agrion e Fondazione SIEGRA. Nasce da qui, la nuova collaborazione tra il Piemonte e l’area balcanica con l’obiettivo di condividere conoscenze ed esperienze a supporto delle imprese, della competitività e della transizione ambientale.
A firmare l’intesa, il Presidente di Agrion Giacomo Ballari ed Emanuela Dyrmishi per SIEGRA, alla presenza dell’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni. A questo primo passo il 15 ottobre 2026 è seguita la relazione sui  primi risultati ottenuti e la presentazione del living lab GreenUP Piemonte: Il futuro dei Comuni si costruisce oggi. Ricerca, rigenerazione urbana e un Innovation Lab aperto al Paese.

Non aspettare che il caldo renda invivibili le piazze o che i temporali mettano in crisi gli spazi urbani: anticipare il cambiamento climatico è la sfida di GreenUP Piemonte. Il progetto promosso da Fondazione AGRION con Regione Piemonte, ANCI Piemonte e Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, UNCEM Piemonte e Asproflor passa dai 31 Comuni della partenza, a febbraio, a oltre 50 amministrazioni aderenti, grazie all’ingresso di un nuovo gruppo di 20 Comuni. Oggi vengono consegnati i primi 30 report territoriali e inaugurato a Manta il GreenUP Innovation Lab, annunciato appena otto mesi fa.

Al centro c’è GestMI, il sistema di analisi ideato e realizzato da Marika Cattaneo, coordinatrice del progetto GreenUP: 18 capitoli di analisi che integrano indicatori ESG e nuovi parametri ambientali, economici, sociali e territoriali. Non una semplice fotografia, ma un cruscotto gestionale per leggere rischi, impatti e opportunità, fissare priorità, programmare interventi e misurarne l’efficacia nel tempo. I Comuni si impegnano in un primo percorso biennale, con l’ambizione di trasformarlo in un accompagnamento continuativo delle politiche di sostenibilità.

«Vogliamo costruire oggi i luoghi in cui cresceranno i nostri figli e che consegneremo alle generazioni future. Paesi più freschi e sicuri, ma anche più belli: borghi e città all’altezza dell’eccellenza agroalimentare piemontese, capaci di attrarre visitatori da tutto il mondo. GreenUP nasce in Piemonte, ma vuole mettere strumenti e conoscenze a disposizione dell’intero Paese.» Giacomo Ballari, presidente di Fondazione AGRION.

 «Sono felice e grato ad Agrion per avere consentito alla Provincia di partecipare al lancio di GreenUp. Si tratta di un progetto che aiuterà i nostri Comuni a gestire le aree verdi ed il verde urbano. Temi rispetto ai quali serve formazione e informazione, sia nei confronti dei cittadini sia rispetto ai dipendenti». Luca Robaldo – Presidente della Provincia di Cuneo

 «Con GestMI superiamo il report ESG tradizionale: colleghiamo dati che di solito rimangono separati e li trasformiamo in indicazioni utili per amministrare. Ogni Comune può capire che cosa sta accadendo, quali effetti produce sulla comunità e dove conviene intervenire. Più crescerà la rete, più potremo leggere anche le esigenze di vallate e territori interi.» Marika Cattaneo, coordinatrice del progetto GreenUP e ideatrice del sistema di analisi GestMI.

l nuovo laboratorio, il cui sviluppo è coordinato da Matteo Bontà in collaborazione con l’architetto Luca Zanellati, Ariele Muzzarelli e Lorenzo Berra, è un punto di partenza, non una vetrina. Più di 15 aziende e startup partecipano mettendo a disposizione e sviluppando tecnologie per rigenerare gli spazi urbani: sistemi per il microclima e l’irrigazione intelligente, soluzioni per l’attecchimento delle piante, materiali innovativi, illuminazione adattiva, recupero delle risorse, rilievi con droni e strumenti digitali. Sono 25 le tesi di prova agronomica in campo: alcune avviate a inizio anno e già con primi risultati, mentre dalla primavera sono partite sperimentazioni anche nei Comuni della rete. Il Living Lab diventa così diffuso: le soluzioni si verificano nei luoghi dove potranno essere adottate.

Luca Zanellati

Ariele Muzzarelli

«Abbiamo coordinato lo sviluppo del GreenUP Innovation Lab pensando a un laboratorio operativo, capace di mettere alla prova tecnologie e pratiche agronomiche in condizioni reali. Le 25 tesi in campo e i test già avviati nei Comuni ci permettono di osservare risultati, confrontare soluzioni e trasferire indicazioni concrete a progettisti, imprese del verde e amministrazioni.» Matteo Bontà, responsabile Area Progettazione AGRION e coordinatore dello sviluppo del GreenUP Innovation Lab.

Il laboratorio è aperto ad altre imprese, startup, professionisti ed enti di ricerca. La crescita della rete alimenterà un patrimonio condiviso di dati e competenze, utile anche alle politiche sul verde urbano, sull’adattamento climatico e sul ripristino della natura. Il modello potrà sostenere inoltre i percorsi delle tre Riserve della Biosfera MAB UNESCO piemontesi: territori chiamati a diventare laboratori viventi di equilibrio tra natura, persone ed economia.

 Paolo Bongioanni, Assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte: «La qualità e la competitività delle nostre produzioni agroalimentari passa anche per il legame che esse sanno stabilire con i territori che le esprimono e le raccontano. Campagne e città che sperimentano e attuano politiche avanzate come quelle offerte dalla partecipazione al progetto GreenUp sono una leva avanzata nell’affrontare temi chiave come il cambiamento climatico, la sostenibilità economica e il ruolo delle comunità locali e nel trasformarli in un volano virtuoso capace di collegare qualità della vita, agricoltura e turismo in un quadro di benefico sviluppo economico».

 «Per un Comune adattarsi al clima che cambia significa affrontare questioni molto concrete: capire quali piazze hanno più bisogno di ombra, quali alberi scegliere, come ottimizzare le risorse idriche e curare gli spazi verdi. I report di GreenUP aiutano le amministrazioni a leggere i bisogni del territorio e a definire le priorità; il laboratorio di Manta offre un luogo in cui osservare e sperimentare soluzioni insieme a ricercatori e imprese. Da questo lavoro può nascere un metodo condiviso: verificare i risultati, confrontare le esperienze e mettere a disposizione di tutti ciò che funziona. La sfida climatica richiede collaborazione tra i Comuni: così la tutela della biodiversità diventa una scelta concreta per rendere i nostri paesi più resilienti e preparati alle sfide del futuro», dichiara Marco Gallo, assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna e alla Biodiversità.

Sergio Ferraro, presidente Asproflor — «Siamo lieti di essere stati partner tecnico di GreenUP e aver così contribuito a portare concretamente l’innovazione verde nei centri urbani. Abbiamo aderito con entusiasmo a Green Up perché in linea con i nostri obiettivi statutari: creare spazi che migliorino la qualità della vita. La scelta delle piante, la progettazione e la cura del verde devono rispondere sia alle esigenze delle persone sia alle nuove condizioni climatiche: mitigare il caldo, favorire la biodiversità e utilizzare l’acqua in modo più efficiente. Riteniamo strategica la collaborazione con Fondazione AGRION perché ci ha permesso di unire esperienza sul campo e ricerca, offrendo alle amministrazioni indicazioni utili per costruire comunità più vivibili e resilienti».

Il verde urbano non è un ornamento: è un investimento in salute pubblica, sicurezza climatica e qualità della vita. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, parchi, alberature e spazi naturali accessibili favoriscono l’attività fisica, il benessere psicologico e la socialità, contribuendo a mitigare caldo, rumore ed esposizione agli inquinanti. Una funzione particolarmente importante per bambini, anziani e persone fragili.

Anche l’Europa ha trasformato questa consapevolezza in un impegno concreto. Il Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura prevede obiettivi specifici per il verde urbano e la copertura arborea. La Commissione europea stima che, a seconda degli ecosistemi e degli interventi, ogni euro investito nel ripristino della natura possa generare benefici compresi tra 4 e 38 euro: un’indicazione del valore economico e sociale della prevenzione, non una resa automatica di ogni singolo progetto di verde pubblico.

La sfida riguarda anche una filiera produttiva strategica. Secondo dati camerali 2025 elaborati da Myplant & Garden, il florovivaismo conta circa 37.800 imprese in Italia, di cui circa 2.400 in Piemonte. Per questo il GreenUP Innovation Lab nasce non soltanto per sindaci e amministratori, ma anche come hub di ricerca applicata, innovazione e trasferimento di competenze per vivaisti, progettisti del paesaggio, imprese del verde e operatori della manutenzione: un luogo in cui sperimentare specie, tecniche e tecnologie, verificarne le prestazioni e portare soluzioni più efficaci dalla progettazione alla realizzazione e alla gestione nel tempo.

Quattro aree per mostrare come cambia lo spazio pubblico

Realizzato in collaborazione con Asproflor, il GreenUP Innovation Lab si sviluppa in quattro ambiti dimostrativi: clima urbano, con alberature e vegetazione stratificata per l’ombra e il comfort termico; biodiversità, con composizioni favorevoli agli impollinatori; dimensione sociale, con spazi di incontro e benessere; vegetazione funzionale, per mettere alla prova il contributo delle piante alla qualità dell’aria, al suolo e alla gestione dell’acqua. Il verde viene così trattato come una vera infrastruttura naturale, da progettare e gestire per i servizi che può offrire.

A febbraio, quando GreenUP è stato presentato, le aziende coinvolte erano due. Oggi sono dodici: in otto mesi la rete dell’innovazione si è ampliata, mettendo in dialogo competenze e tecnologie diverse. Nello stesso periodo l’idea annunciata di un Living Lab è diventata uno spazio operativo a Manta, che valorizza anche un anno solare di prove e osservazioni. L’inaugurazione non è un punto di arrivo: è l’avvio di una sperimentazione continuativa e condivisa.

«Il laboratorio collega direttamente ricerca applicata e bisogni delle amministrazioni», spiega Matteo Bontà, responsabile dell’Area Progettazione di AGRION, che cura la presentazione dello spazio insieme a Luca Zanellati, consulente per l’area verde di GreenUP e Asproflor, e Ariele Muzzarelli, referente dei progetti ambientali. «Qui competenze, strumenti e sperimentazioni diventano opportunità concrete per diffondere pratiche più sostenibili».

Nel percorso dimostrativo trovano spazio aziende e startup con soluzioni complementari: Canavisia presenta un’Oasi Smart fotovoltaica con sensori ambientali; Smart Land Solutions, LAB 3841, Tecno World e Datameteo contribuiscono al monitoraggio di suolo e microclima e alla gestione più efficiente dell’irrigazione. TEAM – Tecnologie e Ambiente lavora sull’attecchimento delle piante e sull’uso dell’acqua; Energy Green propone contenitori biodegradabili e fioriere con riserva idrica; Beltramo valorizza la pietra locale negli elementi dell’area sperimentale.

Vimalux sperimenta illuminazione intelligente; Human Maple sviluppa percorsi di recupero dei mozziconi di sigaretta. Tra le startup, Viso Drones utilizza rilievi aerei per trasformare immagini in dati territoriali, Nantoo valorizza le foglie raccolte ed Eden presenta eBACCO, mezzo elettrico modulare con sensori e funzioni di controllo da remoto o autonomo. L’obiettivo è verificare l’utilità delle soluzioni nei contesti reali, prima di valutarne la replicabilità nei Comuni.

Il GreenUP Innovation Lab non coincide con un’unica sede fisica. Manta è il punto di incontro, dimostrazione e coordinamento di una rete di prove che si estende ai Comuni aderenti. Sono già stati avviati test e sperimentazioni direttamente nei territori: insieme alle amministrazioni si potranno monitorare soluzioni, sviluppare nuove progettualità, confrontare tecnologie e raccogliere dati sulle loro prestazioni in condizioni reali. Ogni paese potrà così contribuire alla ricerca e, al tempo stesso, beneficiare delle conoscenze maturate dagli altri.

Questa impostazione trasforma GreenUP in una comunità di apprendimento oltre che in una rete di amministrazioni. Crescerà il numero dei Comuni, ma dovranno crescere soprattutto le competenze condivise: dati confrontabili, esperienza progettuale, conoscenza delle tecnologie, capacità di valutare costi e benefici e di seguire nel tempo i risultati. Le evidenze raccolte sul campo potranno alimentare il sistema GestMI, rendendo più solide le letture territoriali e più mirate le decisioni pubbliche. L’obiettivo è costruire, giorno dopo giorno, un riferimento per una sostenibilità concreta: scientifica nei metodi, pragmatica nelle scelte, misurabile nei progressi.

La rigenerazione urbana non riguarda soltanto la risposta alle emergenze climatiche. Significa costruire gli ambienti in cui cresceranno i nostri figli e che consegneremo alle generazioni future: piazze in cui incontrarsi, borghi in cui scegliere di vivere, centri urbani capaci di offrire benessere, bellezza e nuove opportunità. La qualità dello spazio pubblico diventa così una scelta di lungo periodo, che unisce salute, coesione sociale, attrattività e sviluppo locale.

Per il Piemonte questa visione ha anche un valore economico e turistico. Borghi curati, paesaggi riconoscibili, spazi verdi accoglienti e centri storici capaci di adattarsi al clima possono rafforzare il richiamo di una regione già conosciuta nel mondo per il suo patrimonio culturale, naturale ed enogastronomico. La bellezza non è un accessorio: è parte dell’esperienza che un territorio offre a chi lo abita, a chi lo visita e a chi sceglie di investirvi.

Il legame con l’agricoltura è diretto. Le eccellenze agroalimentari piemontesi raccontano competenza, qualità e attenzione al territorio: devono poter essere presentate e degustate in luoghi all’altezza di ciò che rappresentano. Un borgo rigenerato, una piazza ombreggiata, un percorso verde ben progettato diventano il contesto naturale in cui il visitatore percepisce, prima ancora di ascoltarne il racconto, la cura che il Piemonte dedica al produrre e al vivere in modo sostenibile. Dalla campagna ai centri abitati, il messaggio deve essere coerente: la qualità dei prodotti e la qualità dei luoghi sono due espressioni della stessa identità.

«Non stiamo progettando soltanto il verde di oggi: stiamo scegliendo che cosa lasciare ai nostri figli», sottolinea Ballari. «Vogliamo paesi e città più freschi, più vivibili e anche più belli. Un turista che arriva in Piemonte deve riconoscere la stessa eccellenza che trova nei nostri vini, nella frutta, nelle nocciole e nelle altre produzioni agroalimentari anche nelle piazze, nei borghi e nei paesaggi che lo accolgono. È così che sostenibilità, agricoltura, turismo e qualità della vita diventano un’unica strategia di sviluppo. E, soprattutto, è così che rendiamo i nostri territori luoghi nei quali i giovani possano immaginare il proprio futuro».

GreenUP nasce in Piemonte, ma non intende fermarsi ai confini regionali. AGRION apre il progetto alla collaborazione con enti pubblici, centri di ricerca, associazioni, imprese e soggetti di altre regioni che vogliano contribuire a sviluppare strumenti comuni per il verde urbano, l’adattamento climatico e il ripristino della natura. L’esperienza piemontese si propone come patrimonio di competenze e metodo a disposizione del Paese, anche per accompagnare, con conoscenze territoriali e soluzioni verificabili, le politiche che l’Italia sta definendo in attuazione del regolamento europeo sul ripristino della natura.

«Partiamo dal Piemonte, ma vogliamo mettere questa esperienza a disposizione dell’Italia», afferma Ballari. «La sfida del ripristino della natura e dell’adattamento climatico riguarda tutti. Servono strumenti che aiutino a passare dagli obiettivi alle scelte concrete, dal singolo intervento a una visione di territorio. Per questo cerchiamo alleanze con chiunque voglia condividere ricerca, competenze e capacità di sperimentare».

Il percorso si collega anche al lavoro promosso insieme alla Regione Piemonte e alle tre Riserve della Biosfera del programma MAB UNESCO presenti in Piemonte. AGRION intende mettere a disposizione delle rispettive governance il patrimonio di analisi, indicatori e sperimentazioni sviluppato con GreenUP, come supporto tecnico-scientifico alle strategie e ai progetti che saranno definiti nei territori. La prospettiva è leggere in modo integrato sostenibilità ambientale, comunità, attività economiche, cultura e opportunità per i giovani, superando la logica degli interventi isolati.

Le aree interessate dalle tre Riserve rappresentano complessivamente circa il 30% del territorio piemontese: una scala che consente di immaginare veri laboratori viventi, nei quali sperimentare la coesistenza sostenibile fra biosfera, persone ed economia, rendendo concreta la visione del programma UNESCO. Dalla piazza di un borgo a una vallata, fino a grandi sistemi territoriali, la stessa impostazione può aiutare a conoscere meglio i bisogni, definire priorità condivise e misurare i risultati.

«Le Riserve MAB possono diventare un grande laboratorio a cielo aperto del Piemonte», sottolinea Ballari. «Non territori da osservare soltanto, ma luoghi in cui costruire e sperimentare un equilibrio nuovo tra natura, persone ed economia. È qui che la ricerca applicata può aiutare le comunità a trasformare una visione internazionale in scelte quotidiane e in futuro per le nuove generazioni».

«I report ci aiutano a individuare le priorità; il laboratorio rende visibili le soluzioni», conclude Ballari. «La nostra ambizione è fare dei Comuni luoghi capaci di anticipare il futuro, anche dei più piccoli. Perché la dimensione di un Comune non deve limitare la grandezza delle sue possibilità».

Video :

Giacomo Ballari

Galeria delle foto:

  Claudio Sacchetto, Consigliere della Regione Piemonte

Monica Canalis, Vice Presidente III Commissione Consiglio Regionale del Piemonte

Paolo Balocco, Direttore Settore dell’agricoltura e cibo  Regione Piemonte