Il 23 ottobre 2025 nella Sala Colonne di Palazzo Civico di Torino ha avuto  luogo la conferenza stampa della ventottesima edizione di Luci d’Artista a cui hanno partecipato: Massimo Broccio, Presidente della Fondazione Torino Musei,  Rosanna Purchia, Assessore alla Cultura della Città di Torino, Antonio Grulli, Curatore di Luci d’Artista, che hanno presentato il programma , i luoghi in cui si possono ammirare  tali illuminazioni di cui sono state specificate quelle restaurate e quelle nuove.

Il 24 ottobre 2025 nei Giardini Reali di Torino, con l’accensione dell’opera di Tracy EminSex And Solitude”, una delle quattro nuove costellazioni erano presenti : Stefano Lo Russo (Sindaco di Torino), Massimo Broccio, Rosanna Purchia, Antonio Grulli, Patrizia Re Rebaudengo (Presidente della Fondazione Sandretto), Paola Casagrande(Vicepresidente della Fondazione CRT) e tanti cittadini , hanno inaugurato la 28a edizione Luci d’Artista.

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Così Torino tornerà a brillare e il cielo della città si trasformerà in un grande palcoscenico di luce, con 32 installazioni luminose, arricchite quest’anno da ben quattro nuove opere firmate da grandi protagonisti della scena artistica: Tracey Emin, il collettivo Soundwalk Collective insieme alla poetessa e musicista Patti Smith e al compositore Philip Glass, Riccardo Previdi e Gintaras Didžiapetris, realizzate grazie al sostegno di nuovi importanti partner. Saranno coinvolti nuovi spazi della città che entreranno a far parte della mappa luminosa di Luci d’Artista, confermando la vocazione della manifestazione a rinnovarsi e a estendere la propria presenza nel tessuto urbano di Torino.

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Le Luci d’Artista della 28a edizione resteranno accese dal 24 ottobre 2025 all’11 gennaio 2026, periodo in cui piazze, monumenti e luoghi simbolo della città dialogheranno con l’arte contemporanea, trasformando Torino in un museo dove protagonista è la luce.

 IL CONSOLIDAMENTO DEL NUOVO CORSO

Nel corso del 2023 la Città di Torino ha deciso l’affidamento del progetto Luci d’Artista alla Fondazione Torino Musei, che in questi due anni ha lavorato in ottica manageriale sul Format e sui Fattori abilitanti partendo dal modello organizzativo e da una direzione curatoriale autonoma, dalla definizione di una complessiva identità visiva composta di una grafica coordinata dell’intero progetto e, per la prima volta, da un logo della manifestazione e da un sito internet ricco e che ripercorre la storia di Luci, con un potenziamento dei canali social.

La visione, come noto, è quella di far evolvere Luci d’Artista – mantenendo chiaramente il format espositivo storico – in una vera istituzione di ricerca artistica, un museo di luce, diffuso e a cielo aperto, che, come ogni museo, sia dotato di un’autonoma identità e relazioni, una propria organizzazione e una programmazione attiva tutto l’anno e superando i suoi classici confini invernali.

L’intento dichiarato è quello di superare i confini cittadini in termini di notorietà e fruizione per un progetto e una collezione di rilievo internazionale.

Nel corso di questo biennio il progetto ha avuto una tangibile evoluzione ormai in via di consolidamento con un Format riconoscibile che prevede oltre alla Collezione principale anche una rete territoriale e nazionale di Luci d’Artista con tutti i principali musei e centri di arte con COSTELLAZIONE, un programma stabile di collaborazioni con l’estero con DUET che quest’anno prende concreto avvio con due luci oltre a un qualificato public program ridenominato e strutturato in una ACCADEMIA della LUCE in collaborazione con i dipartimenti educazione di tutti i musei, il tutto supportato da un PIANO DI COMUNICAZIONE e uno stabile PROGRAMMA DI RESTAURI.

Luci è nel contempo diventato un soggetto attivo e presente sulla scena artistico museale e questo è un altro importante risultato e la base per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi futuri.

Luci d’Artista è progetto e patrimonio della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.

Partner: Regione Piemonte, Fondazione Arte CRT, OGR Torino, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino, Nitto ATP Finals, Lithuanian Culture Institute e NeonLauro.

Main sponsor: Gruppo Iren.

Questa ventottesima edizione si presenta più ricca che ma: infatti grazie al lavoro svolto nel processo di consolidamento e sviluppo della manifestazione nelle due edizioni precedenti, si è riusciti a dare vita a una serie di collaborazioni che hanno permesso di aggiungere ben quattro nuove Luci.

Tra le nuove installazioni luminose, due portano la firma della Fondazione CRT, da sempre al fianco di Luci d’Artista: l’edizione di quest’anno si arricchisce infatti anche grazie al contributo della Fondazione Arte CRT e delle OGR Torino che introducono nuove opere, rafforzando il legame tra arte contemporanea e città.

 La prima grande notizia è che Luci d’Artista accoglie tra i suoi protagonisti un’icona dell’arte contemporanea internazionale: la britannica Tracey Emin. Si tratta della prima e unica opera pubblica in Italia dell’artista. Un ingresso reso possibile proprio grazie alla Fondazione Arte CRT che per celebrare il suo venticinquesimo anniversario ha deciso di donare alla Città una prestigiosa opera al neon dal titolo: “Sex and Solitude”, collocata nei Giardini Reali bassi, firmata da una delle figure più acclamate al mondo, autrice, tra i molti linguaggi praticati, di celebri creazioni luminose.

 La collaborazione con le OGR Torino continua a svilupparsi e crescere con un progetto speciale ideato per la monumentale Corte Est, dove sarà presentata l’installazione: “Mummer Love” realizzata da Soundwalk Collective in collaborazione con la leggendaria poetessa e cantautrice Patti Smith, icona globale del rock, e al compositore statunitense Philip Glass, considerato capofila del minimalismo musicale.

 La ventottesima edizione si arricchisce inoltre della partnership con le Nitto ATP Finals, l’importante manifestazione sportiva che dal 2021 si svolge a Torino. L’evento – sontuosa chiusura di stagione del grande tennis mondiale del circuito ATP in programma sul campo della Inalpi Arena dal 9 al 16 novembre – donerà alla Città di Torino una luce dal titolo: “Bouncing the Ball” concepita e realizzata dall’artista Riccardo Previdi per Piazza San Carlo: un’opera che prende spunto dal movimento iniziale del gioco del tennis e pensata in dialogo con le chiese gemelle della piazza.

La luce: “Bouncing the Ball” di Riccardo Previdi sarà inaugurata l’8 novembre, in occasione dell’apertura delle Nitto ATP Finals.

 Infine, grazie al contributo del Lithuanian Culture Institute, nell’ambito dell’anno della cultura lituana in Italia, la collezione di opere luminose accoglierà sulla facciata del Museo Regionale di Scienze Naturali l’importante opera al neon: “Untitled” dell’artista lituano Gintaras Didžiapetris, già protagonista di manifestazioni internazionali come la Biennale di Venezia.

“ Sex and Solitude” di Tracey Emin

Giardini Reali bassi

Opera realizzata grazie al sostegno della Fondazione Arte CRT

 “Sex and Solitude” rappresenta probabilmente una summa dei neon realizzati nel corso degli anni da Tracey Emin. L’artista britannica ha saputo sperimentare con grande efficacia una molteplicità di linguaggi: dall’installazione alla pittura, dal disegno alla fotografia, dalla scultura al video. Ma le opere luminose ricoprono un ruolo particolare per il modo in cui riescono a far emergere la sua abilità con le parole. E nulla come il neon permette al “verbo di farsi luce”, alla parola di assumere una forma visibile pur rimanendo all’apparenza priva di corpo, di peso. L’allusione spirituale non è casuale. Emin parla alla nostra anima, al nostro spirito, nella quotidianità dell’esistenza, fatta di disperazione e gioia, speranza e paura, pulsione e dolore – temi centrali della sua opera. Nella sua scarnificata semplicità: “Sex and Solitude” racchiude tutto, e risulta quasi impossibile non percepirlo come un grido di dolore.

Tracey Emin scrive bene, molto bene, è abile con le parole tanto quanto con i colori e i pennelli. Sono forse poesie queste sue brevi frasi rese con la luce? Di sicuro la loro valenza poetica è altissima e riescono a colpire al cuore ogni volta. La poeticità di questi neon nasce, come con i grandi poeti e gli scrittori di aforismi, dalla precisione matematica con cui le parole vengono poste in sequenza: ogni minima variazione di vocabolario o di ordine frantumerebbe quell’equilibrio fragile e perfetto. Sono messaggi affidati a una bottiglia e lasciati andare alla deriva con la speranza che qualcuno possa coglierli e raggiungerci, facendoci sentire meno soli.

LUCI D’ARTISTA