Venerdì 30 maggio 2025 nei sotterranei della Cattedrale di Torino, sede del museo diocesano, ha avuto luogo la presentazione del libro: “LO SPIRITUALE DELL’ARTE. Estetica e società nell’epoca postsecolare” di don Giuliano Zanchi.

Ad accogliere il numeroso pubblico con il suo saluto di benvenuto è stato don Gianluca Popolla, che ha organizzato l’evento in veste di nuovo Direttore del Museo Diocesano di Torino e che ha lasciato successivamente la parola al moderatore dell’incontro, Enrico Zanellati, conosciuto come conservatore della Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti e per il suo servizio all’Opera Barolo, dove si occupa della direzione artistica di Palazzo Falletti di Barolo.

Protagonista della serata è stato don Giuliano Zanchi, presbitero della diocesi di Bergamo dal 1993, licenziato in Teologia fondamentale presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale, docente di Teologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dal 2021 è il direttore della: “Rivista del Clero Italiano”. A Bergamo è stato direttore del Museo diocesano (dal 2008 al 2019), ora è direttore scientifico della Fondazione Adriano Bernareggi oltre ad essere membro del comitato di redazione della rivista “Arte Cristiana”. I rapporti tra estetica e teologia sono tra i suoi principali campi di indagine come si evince dal suo recente libro: “LO SPIRITUALE DELL’ARTE. Estetica e società nell’epoca postsecolare”, edito da Editrice Bibliografica nella collana Geografie Culturali, collana che è nata dalla collaborazione di Editrice Bibliografica e Fondazione Fitzcarraldo, di cui è Direttore Editoriale Luca Dal Pozzolo che ha raccontato al pubblico quali siano gli obiettivi della collana e come sia nata la collaborazione con don Giuliano Zanchi per una pubblicazione dedicata allo: “Spirituale dell’Arte”.

Presenti in sala molte personalità del mondo dell’arte, della teologia e della cultura come , nuovo Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti Giovanni Quaglia e don Paolo Tomatis, tra i più autorevoli liturgisti italiani.