di Stefano Tonetto

Il 3 maggio 2023 sulla Pista 500 del Lingotto di Torino che una volta veniva utilizzata per il collaudo delle automobili FIAT, è stata presentata alla stampa una nuova grande opera site-specific intitolata “PISTARAMA” dell’artista francese Dominique Gonzalez-Foerster (Strasburgo, 1965). Tale progetto, commissionato dalla Pinacoteca Agnelli per la curva parabolica nord della Pista, è stato curato da Sarah Cosulich e Lucrezia Calabrò Visconti, che con professionalità e passione hanno spiegato le opere, insieme alla loro autrice Dominique.

 

È il primo panorama che Gonzalez-Foerster realizza all’aperto e di imponenti dimensioni, con una lunghezza totale di oltre 150 metri.

L’opera di Gonzalez-Foerster si aggiunge alla programmazione della Pista 500, che include installazioni di Nina Beier, VALIE EXPORT, Sylvie Fleury, Liam Gillick, Marco Giordano, Nan Goldin, Shilpa Gupta, Louise Lawler, Mark Leckey, Cally Spooner e SUPERFLEX. In dialogo con il nuovo giardino sulla pista e con l’architettura dell’edificio, le installazioni si confrontano con vari linguaggi della scultura di oggi, tra cui interventi ambientali, opere luminose o sonore e progetti di cinema espanso.

PISTARAMA consiste in un collage monumentale, che prende spunto dalla storia politica e culturale di Torino e si estende a episodi e figure legate a lotte di rivendicazione sociale che attraversano una molteplicità di tempi e geografie diverse. Ispirandosi al muralismo, il progetto riunisce personaggi storici e di fantasia, opere d’arte, documenti, fotografie, riferimenti cinematografici e visioni dell’artista per riflettere sul modo in cui i corpi collettivi rivendicano lo spazio delle città, dando vita a contro-narrazioni.

PISTARAMA racconta e celebra il modo in cui l’unione delle persone e la loro azione collettiva possono diventare agenti del cambiamento sociale a partire da due modalità fondamentali: la pratica della scrittura nello spazio pubblico e il movimento condiviso di un gruppo di persone che marciano in manifestazione.
La ricerca di Gonzalez-Foerster per questo nuovo lavoro si ispira a lavoratrici e lavoratori che, proprio nella fabbrica del Lingotto, organizzarono forme di resistenza antifascista nel 1943. Il progetto si inserisce così nella missione storiografica della nuova Pinacoteca, che vuole portare alla luce storie e episodi alle volte poco noti legati al Lingotto e alla ex fabbrica FIAT, creando uno spazio dialettico di riflessione in seno alla storia dell’istituzione.

L’opera racconta e celebra il modo in cui l’aggregazione di individui e la loro azione collettiva possono diventare agenti di cambiamento sociale. Allo stesso tempo, PISTARAMA ambisce a essere uno strumento da attivare per confrontarsi con una storia che non dev’essere dimenticata. Lungi dal voler essere una trattazione esaustiva, l’opera rappresenta un’esortazione per chi visita la Pista 500 a guardare al passato, facendolo rivivere nella contemporaneità: luogo della memoria da completare insieme e stimolo per nuove narrazioni condivise.

Le storie comprese in PISTARAMA andranno inoltre approfondite nel public programme di Pinacoteca Agnelli venerdì 26, sabato 27 e domenica 28 maggio: LITTLE FUN PALACE, a cura di OHT [Office for Human Theatre] in collaborazione con Pinacoteca, si articolerà in diversi appuntamenti a cui parteciperanno figure provenienti dall’ambito dell’accademia, della performance e della musica contemporanea. Nel corso dei tre giorni, la roulotte di Little Fun Palace si sposterà sulla Pista per diventare un forum mobile all’aperto e un luogo di aggregazione per promuovere il dialogo tra le persone mediante performance, talk, musica, letture, workshop e riflessioni sul tema dello sciopero nell’arte e su come rivolta, resistenza e rivendicazione siano termini legati al prendere la parola, far sentire la propria voce e occupare lo spazio pubblico. Il public programme coincide con il festeggiamento, venerdì 27 maggio, del primo anno di apertura al pubblico della Pista 500.

PISTARAMA. L’OPERA E LE STORIE CHE CONTIENE
PISTARAMA è il quarto capitolo della serie Panorama di Gonzalez-Foerster, che è stata precedentemente realizzata alla Secession di Vienna (2021), alle Serpentine Galleries di Londra (2022) e alla galleria Esther Schipper a Berlino (2022). L’artista prosegue in Pinacoteca Agnelli la riflessione sulle proteste transfemministe e l’indagine sulla pittura, sull’astrazione e sulla sua autobiografia artistica e intellettuale.

PISTARAMA appartiene a quel ciclo di lavori che Gonzalez-Foerster definisce “visioni panoramiche”, a sua volta parte delle “apparizioni”, iniziate circa 10 anni fa, in cui l’artista incarna personaggi storici o di finzione come il poeta Edgar Allan Poe, Luigi II di Baviera, la ballerina Lola Montès, Fitzcarraldo (protagonista dell’omonimo film di Werner Herzog) o la scrittrice Emily Brontë. In PISTARAMA, Gonzalez-Foerster si ritrae nei panni dell’artista svedese e mistica Hilma af Klint.

La curva parabolica della Pista 500 si apre con una collezione di graffiti, di cui alcuni si trovano sui muri della città di Torino, e scritte, portando la prospettiva di persone e movimenti sociali che attraverso la parola hanno voluto reclamare spazi pubblici per scrivere una storia collettiva. Vi si  possono ammirare anche incisioni realizzate in epoca romana e slogan e rivendicazioni contemporanee di interesse globale.
Risalendo i lati della curva parabolica si giunge alla parte centrale del murale, che ospita un grande ritratto collettivo, nel quale la storia della città di Torino diventa punto di partenza e occasione per trattare grandi temi della contemporaneità, come i movimenti di resistenza ai poteri autoritari, il pacifismo, le lotte femministe, antirazziste e quelle di lavoratrici e lavoratori, che Gonzalez-Foerster riprende in un’ottica inclusiva e intersezionale.

I riferimenti puntuali alla storia del Lingotto e alla Resistenza Italiana, come ad esempio nella celebre fotografia delle partigiane che sfilano dopo la Liberazione, si affiancano a riferimenti a forme attuali di antifascismo globale che viene anche evidenziato dai diversi slogan che invitano a praticare l’antifascismo da una prospettiva intersezionale come forma di cittadinanza attiva. Rimandando alla violenza sistemica nei confronti delle comunità razzializzate, la scritta “I can’t breathe” cita la frase pronunciata da George Floyd prima di morire per mano di un poliziotto a Minneapolis nel 2020, un’uccisione che ha portato a una nuova ondata globale di proteste contro il razzismo. Sulla parte sinistra della parabolica campeggiano le parole “tofu youth” che si riferiscono in chiave giocosa alle lotte antispeciste, invitando a trovare nuove forme di convivenza non violenta con le altre specie viventi.

Numerosi inoltre sono i riferimenti alla storia del cinema italiano, dalle attrici Monica Vitti e Gina Lollobrigida al regista Michelangelo Antonioni nell’iconica fotografia che lo ritrae con l’amico e collega Andrei Tarkovsky, passando per i protagonisti dei film Ladri di biciclette e de I cannibali. Molte anche le artiste e gli artisti legati alla città di Torino che trovano posto nel collage: Mario e Marisa Merz, Piero Gilardi, Carol Rama, Nanni Balestrini, Pinot Gallizio e il gruppo dei situazionisti; così come numerose altre figure che hanno fatto la storia culturale, letteraria e scientifica della città, tra cui si riconoscono Natalia Ginzburg, Rita Levi Montalcini e Carlo Mollino.

Ampio spazio è stato riservato alle lotte femministe degli anni Settanta, come quelle sul lavoro domestico e sull’aborto. Vi è così il ritratto delle fondatrici di uno dei primi gruppi femministi italiani, Rivolta Femminile: Carla Lonzi, teorica e attivista che con il suo testo: “ Sputiamo su Hegel” denuncia la matrice patriarcale del pensiero e della società occidentale; Elvira Banotti, giornalista e scrittrice di origine eritrea che nel 1969 accusò in TV Indro Montanelli di aver approfittato delle leggi colonialiste; e Carla Accardi, personalità fondamentale nel panorama artistico italiano.

Numerose sono le pensatrici e i pensatori centrali nella formazione artistica e identitaria di Gonzalez-Foerster che l’artista omaggia in questo panorama; tra di essi figurano Gilles Deleuze e Félix Guattari, Errico Malatesta e Michel Foucault. Accanto a loro si incontrano anche attiviste come la brasiliana Marielle Franco, impegnata contro la violenza nei confronti delle donne afroamericane nelle favelas brasiliane e assassinata nel 2018 in un agguato, pochi mesi dopo essere stata eletta nel Consiglio comunale;  Porpora Marcasciano, storica attivista trans e figura centrale dagli anni ’70 a oggi del Movimento Identità Trans, di cui è attualmente presidente.

BIOGRAFIA DI DOMINIQUE GONZALEZ

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