di Adriana Cesarò
La Sala Espositiva Comunale di via Mensa 34 di Venaria Reale, ha ripreso la sua importante funzione con il patrocinio della Città e la bella mostra dell’artista venariese Isidoro Galasso, dal titolo: “Due o tre cose che so della pittura”, in esposizione dal 30 aprile al 30 maggio 2021.
Una prima esposizione per conoscere l’artista e le sue circa trenta opere esposte. Molti dei quadri in visione, rispecchiano ricordi e sensazioni rilevate dal pittore, attraverso il cuore, la mente, gli occhi e le persone incontrate, in particolare durante i suoi viaggi vissuti tra Europa e Africa. Ogni suo lavoro artistico ha delle bellissime storie associate, che il pittore Isidoro Galasso, racconta amabilmente ai visitatori.
“L’ arte e gli Artisti del Territorio”, è un progetto nato nel 2016, dalla Proloco Altessano-Venaria Reale che si propone di diffondere l’opera, la passione e l’arte di Artisti legati alla nostra Città, nel rispetto del nuovo decreto di riaperture, la Sala Espositiva Comunale di via Mensa, ospita la 27esima esposizione con la personale di Isidoro Galasso”, ha detto il presidente Claudio Macario.
Sabato primo maggio, la mostra è stata visitata dal sindaco Fabio Giulivi, insieme al vice sindaco Gianpaolo Cerrini e da alcuni Assessori, che si sono complimentati con l’Artista per la sua passione, e con i Soci della Pro Loco Altessano-Venaria Reale per la loro disponibilità e logistica.
Il presidente Claudio Macario, ha donato al sindaco Fabio Giulivi, una brochure realizzata dal comune di Venaria Reale nel 2009, che all’epoca venivano date in omaggio a visitatori e autorità.
“Le brochure contenevano delle litografie, stampe di pittori venariesi, per ogni artista veniva scelta un’opera, che rappresentasse un aspetto architettonico di Venaria. Di questo elenco di artisti venariesi, ne faceva già parte Isidoro Galasso – ha espresso il presidente Claudio Macario – con la speranza di poter riportare attuale questo omaggio, anche coinvolgendo i pittori venariesi, per rappresentare e divulgare maggiormente la cultura di Venaria”.
Isidoro Galasso, ha realizzato i suoi quadri con una sensibilità accademica, e una curiosità artistica e umanitaria, acquisita nel corso dei suoi studi e dei suoi tanti viaggi tra: Danimarca, Marocco, Spagna, Egitto, Africa e molti altri Paesi, che si riscontrano nelle sue opere.
L’opera dal titolo “Autoritratto, in corteo” in cui si ricorda la strage di Portella della Ginestra, un eccidio commesso proprio il 1º maggio 1947, che rappresenta un momento tragico della nostra storia, in cui i contadini siciliani rivendicavano le loro terre. Una sua interessante rivisitazione, del famoso quadro di Renato Guttuso, l’artista ha personalizzato l’opera, collocando una sua foto da adolescente nel corteo.
Tra i ritratti in mostra Vladimir Lenin, Che Guevara e Dante, raffigurazione insolita ed estrosa dell’artista.
Altri grandi quadri interessanti riportano il titolo di: Battaglia al Parco Basso con veduta del Castello, Donne al parco, Expo a Losanna, Ha long bay Vietnam, Mercato del pesce in India, Time, Amsterdam, Pomeriggio assolato, e molti altri che il visitatore potrà scoprire. Interessante il bozzetto per la copertina di un libro: “Il re Ostankam”.

Una breve intervista per conoscere il suo estro artistico:

“Donne in marcia” , quadro che rappresenta un gruppo di donne dai colori sgargianti, che lei ha definito anche  “La mia Fiumana”, che significato esprime mediante i suoi protagonisti?
“Ho fatto riferimento all’artista Giuseppe Pellizza da Volpedo, perché la sua opera “Il Quarto Stato” del 1901, che ha fatto la storia dell’Arte. Questo mio lavoro reinterpretato è stato realizzato più di dodici anni fa, quando avevo iniziato la bozza, cominciavano a sentirsi le prime rivendicazioni delle donne. Quest’opera si riferisce alle manifestazioni di donne in Sudafrica, a Johannesburg, infatti, l’abbigliamento è un misto di cultura africana e cultura occidentale, rilevato dai colori molto accesi, in realtà, il quadro riporta una manifestazione gioiosa, perché sono rappresentate delle donne che ballano, una batte le mani, un’altra ha le braccia alzate, però, hanno quasi tutte un arnese da lavoro in mano, che brandiscono come un bastone, ciò può significare un simbolo di sottomissione, ma anche un segnale molto forte verso una società ingiusta, una mia idea per rappresentare la condizione e la forza delle donne, non solo in Africa ma anche in tutto il mondo”.

Un simpatico ritratto di Salvador Dalì, inedito per il visitatore. Quale è la storia per la sua realizzazione?
“In Spagna sono stato tantissime volte, ma quella della visita a Figuera, paese di Dalì, è stata alla scoperta del suo vero atelier che si trovava in una cascina di Pùbol, casa di Gala, la sua Musa ispiratrice, ma durante la visita, ho notato una piccola foto di Dalì, uno scatto fatto da Gala in un momento vero ed espressivo di Salvador Dalì, che non amava farsi mai fotografare”.
Isidoro, ha ricordato quella famosa foto ed ha realizzato il suo ritratto particolare ed unico. Lasciamo al visitatore di scoprirlo in esposizione.
l’Artista Isidoro Galasso, di origine molisane, poi naturalizzato venariese, inizia il suo percorso formativo dal Liceo Artistico per proseguire verso la Facoltà di Architettura per poi concludersi nel corso di Scenografia all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. Un artista poliedrico e un pò fuori dagli schemi, ha partecipato a diverse mostre collettive riscuotendo recensioni positive dalla critica.
La sua curiosità artistica ed esperienza, hanno incontrato vari movimenti artistici, soprattutto per quanto riguarda la ricerca e la sperimentazione di nuove forme di linguaggio. Ama definirsi “Pittore” nel senso tradizionale del termine, e nell’ultimo periodo è tornato a lavorare seguendo i canoni classicisti della pittura, giocando anche con le forme ritrovate della scultura più tradizionale.

Visite su prenotazione (tutte le attività si svolgeranno nel rispetto del DCPM – Covid 19)
Feriale 15.30 – 18.30Festivo 10.00 – 12.00 * 15.30 – 18.30 – Entrata libera.