di Stefano Tonetto
Stamattina alle ore 11.00, in via Bertola 24 a Torino, ha avuto luogo la cerimonia di scopertura della targa commemorativa, apposta sulla casa dove ha vissuto sino al giorno della morte, il Maestro Massimo Boario (Murisengo 29 settembre 1880- Torino 2 agosto 1956), considerato uno dei massimi compositori bandistici piemontesi del 900. L’apposizione della targa commemorativa è stata deliberata dal Comune di Torino in data 04/05/2021, su proposta dell’ANBIMA Piemonte (Associazione Nazionale Bande Italiane Musicali Autonome) e della Casa Editrice M. Boario. Alla cerimonia erano presenti la Presidente del Consiglio del Comune di Torino Mariagrazia Grippo, Il Presidente Regionale di ANBIMA Piemonte il cavaliere Ezio Audano e la Banda Musicale “Salus” di Torino che ha eseguito alcune marce composte dal Maestro Boario.

Il cavaliere Ezio Audano, Presidente Regionale Associazione Nazionale delle Bande Italiane Musicali Autonome Associazione di Promozione Sociale, ha dato il benvenuto ai presenti e ha raccontato la biografia del Maestro Boario.

Nel suo intervento, Mariagrazia Grippo ha evidenziato che l’operato di Boario, si può interpretare come un atto di restituzione a Torino, sua città adottiva.
Inoltre, ha ricordato Audano che sabato 25 novembre 2023 alle ore 15.00 sfileranno a Torino 1200 musicisti di Banda che arrivano da tutto il Piemonte, dando vita a una grande festa per la celebrazione nazionale di S. Cecilia. Alle ore 18.00 in Duomo ci sarà la S. Messa in onore di S. Cecilia celebrata dall’Arcivescovo Roberto Repole a cui seguirà alle 21.00 all’Auditorio della RAI il concento della Banda Regionale Giovanile del Piemonte.
Alla festa di oggi ha partecipato la Banda Musicale “Salus” di Torino, che ha suonato i brani del maestro Massimo Boario, come: “Venezia”, “Cortina” ed altri.

Il nipote Davide Boario ha ereditato la vena compositiva del nonno: infatti ha composto tanti brani di musica anche per banda e soprattutto ha dedicato la sua vita per riaprire la casa editrice di suo nonno, che era ferma da 40 anni. Inoltre, ha affermato che la banda è il cuore della musica, che riunisce tante persone, creando armonia. Ogni suo componente suona la propria parte e, al tempo stesso, tutti ascoltano gli altri, generando una grande aggregazione e elevazione di quello che dovrebbe essere il nostro comportamento umano anche nella vita. Massimo Boario è ricordato sia come compositore bandista ma anche per aver scritto oltre 580 partiture, di cui 200 brani per banda, una trentina di canzoni cantate da grandi artisti dell’epoca, trasmesse in radio che, in quegli anni, era l’unico mezzo per ascoltare la musica. Chi non possedeva la radio, poteva ascoltare la musica ballante dalle bande. Boario ha anche scritto tre brani sacri che sono: Regina Pacis, Tantum ergo a due voci, De Profundis. Con il passare degli anni Massimo Boario è diventato famoso in Italia ed all’estero, tanto che Dannunzio nel 1933 l’aveva ospitato al Quirinale insieme a grandi compositori del 900 come: Toscanini e Casella.
Davide Boario ha terminato il suo intervento evidenziando alcune caratteristiche di suo nonno: la genuinità della sua arte nella capacità di raggiungere nei cuori di tutti nella semplicità che è verità , cosa che al giorno oggi è difficile. Ascoltare la sua musica è come essere attraversati da un rarismo umano , entrare in contatto con la parte migliore di noi , dove alberga la felicità, migliori sentimenti di comunione con la natura e con altri uomini in una sorte ipologica della bellezza e nella fratellanza. Ecco perché le sue musiche ancora oggi ci affascinano e ci seducono, semplicemente ci guidano verso la verità.
Il luogo Tenente Marco Calandri ha letto una poesia in piemontese scritta da suo caro amico nel 1980, in occasione dei 100 anni dalla nascita di Massimo Boario avvenuto nel 1880.

L’inno di Mameli fa da sottofondo alla scopertura della targa commemorativa di Massimo Boario, a cui segue un brindisi in chiusura della celebrazione.
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