Nei vasi preziosi. L’acqua nei palazzi islamici: quotidianità, ritualità, piacere e sfarzo.
Il 3 luglio alle 18.00 presso la sala congressi del MAO (Museo Arte Orientale) ha avuto luogo la conferenza ‘Nei vasi preziosi: L’acqua nei palazzi islamici: quotidianità, ritualità, piacere e sforzo’, aperta dal padrone di casa Marco Guglielminotti Trivel, Direttore del MAO e tenuta da Ilaria Bellucci , curatrice della mostra “Goccia a goccia dal cielo cade la vita. Acqua Islam e Arte”.
Nell’arte islamica l’acqua è uno degli elementi chiave, fatto, questo, dovuto dalla trasposizione, anche in ambito laico, di riti e precetti religiosi: ecco dunque che l’acqua diventa il simbolo tangibile e benefico di un potere e di un’autorità che derivano dall’alto e insieme la preziosa risorsa che esige cura e attenzione nella sua conservazione e distribuzione, ma anche l’impareggiabile elemento delle ineffabili architetture e scenografie dei giardini “all’araba”.
L’estetica legata al rito e ai luoghi di culto viene rielaborata in senso metaforico e declinata a vari aspetti dell’estetica civile : basti pensare al fatto che l’esigenza delle abluzioni prima delle preghiere quotidiane richiede la presenza di strumenti per veicolare l’acqua in ambiente domestico e, se questo non fosse possibile, i fedeli si riversano negli hammam, luoghi preposti alla purificazione dell’anima, ma anche e soprattutto alla cura del corpo e delle relazioni sociali.
Sono molteplici le valenze simboliche di cui è investita l’acqua, un bene prezioso e limitato che porta con sé anche implicazioni politiche: infatti la regolare e continua distribuzione d’acqua viene considerata una prerogativa del buon governo. Il giusto governante si prende cura del bene della comunità (umma) provvedendo alla costruzione di fontane pubbliche (sabil) e acquedotti.D’altro canto all’interno delle mura dei palazzi califfali i giardini stupiranno gli ospiti per rigogliosità e magnificenza dei giochi d’acqua, associando il potere all’addomesticazione della natura e quindi all’amministrazione della bellezza del creato. Infine, la valenza più immediata dell’acqua nel contesto quotidiano:
l’acqua da bere e tutti gli strumenti che servono per raccoglierla, immagazzinarla e distribuirla, quali brocche, kilga, acquamanili, vasi, bocche di fontana. In questi oggetti lo status del proprietario è espresso attraverso lo sfarzo dei materiali di realizzazione, la citazione del suo nome o le invocazioni religiose ivi riportate che ne fanno un’opera meritoria che salverà la sua anima.