Presentato lo studio del progetto MACISTE dell’Osservatorio agromafie di Coldiretti
Torino si scopre al centro del mercato illegale di tabacchi e sigarette elettroniche. Un hub di produzione e di stoccaggio per il contrabbando gestito dalla malavita, utilizzato soprattutto come “porta” verso il mercato clandestino francese dove il mercato delle sigarette illegali è arrivato a quota 40% e ha bisogno di sempre maggiori quantità di merce di contrabbando. È quanto emerso, non senza sorpresa, nel corso dell’incontro “M.A.C.I.S.T.E. – Il modello italiano nella lotta al commercio illecito nel settore tabacchi ed e-cig”, che si è tenuto oggi nella sede del Mercato di Corso Torino (Nota: o “del Corso a Torino“, verifica il nome esatto della sede), Casa Coldiretti.
Il ruolo di Torino nel contrabbando di sigarette è stato evidenziato dall’operazione congiunta “Chain smoking“, che ha permesso di individuare sul territorio della città di Torino e nel relativo hinterland 5 opifici occulti, dediti alla produzione illegale di sigarette, e 2 depositi per lo stoccaggio del materiale illecito con una notevole capacità produttiva: oltre 230 tonnellate di tabacco lavorato di provenienza extra UE e circa 22 tonnellate di sigarette, in gran parte già confezionate in pacchetti riportanti i marchi contraffatti di noti brand del settore. I depositi sequestrati erano dislocati nei quartieri Madonna di Campagna, Barca e Rebaudengo, e nei comuni di Avigliana, Caselle Torinese e Venaria Reale.
L’appuntamento torinese sul progetto MACISTE fa parte di un ciclo di approfondimenti nei territori, organizzato dalla Fondazione Osservatorio Agromafie, il cui Comitato scientifico è presieduto dall’ex procuratore Gian Carlo Caselli. Proprio a Caselli, come ha ricordato il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici, è anche “intitolata” la nuova legge contro le agromafie e le agropiraterie approvata dal Parlamento dopo anni di discussione; una legge cui ha lavorato alacremente proprio lo stesso Osservatorio e che oggi rappresenta uno strumento in più per combattere l’illegalità a difesa degli agricoltori e dei consumatori italiani.
Nel corso della mattinata è stato presentato il progetto “M.A.C.I.S.T.E.”, acronimo di Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi ed E-Cig, coordinato proprio dalla Fondazione Osservatorio Agromafie. «Maciste – ha spiegato Filippo Dispenza – si propone di contrastare il fenomeno del contrabbando di tabacco e prodotti finiti, che rappresenta una delle attività illecite più diffuse e lucrative nel panorama criminale italiano ed europeo».
È stata anche presentata la ricerca “Il fumo nell’ombra: viaggio nel contrabbando e nell’illegalità dei prodotti del tabacco in Europa e in Italia“. Secondo lo studio, ”la nuova illegalità” non passa più solo per le sigarette classiche, ma per le e-cig e gli stick di tabacco riscaldato. La nuova frontiera degli acquisti non sono più gli angoli delle strade, ma lo smercio online. Un fenomeno che non è in crollo come si pensava, dal momento che in Italia i fumatori sono 12,4 milioni, pari al 25,4% della popolazione al di sopra dei 16 anni. Un numero in lieve aumento (+1%), nonostante i continui aumenti del prezzo delle sigarette e nonostante le campagne contro il fumo.
«Contrastare l’illegalità nel settore del tabacco significa difendere un patrimonio economico, sociale e produttivo strategico per il Paese», ha dichiarato Gennarino Masiello, Vicepresidente nazionale di Coldiretti, Presidente dell’Organizzazione nazionale tabacco Italia e Presidente di Unitab Europa. Il fenomeno del contrabbando sottrae risorse all’erario, alimenta circuiti criminali e colpisce una filiera che rappresenta un presidio di legalità fondamentale per molte aree rurali italiane. E proprio per questo assume un valore ancora più rilevante il modello integrato costruito attraverso l’accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris, che ha dato vita ad un percorso basato su trasparenza e tracciabilità, offrendo alle imprese agricole maggiore certezza e programmazione pluriennale. Un sistema che valorizza la produzione italiana di qualità, favorisce la sostenibilità ambientale e sociale, garantisce un’equa remunerazione ai produttori e sostiene investimenti e innovazione. Iniziative come quella di M.A.C.I.S.T.E. vanno sostenute con forza non solo a livello nazionale ma anche a livello europeo, proprio per garantire questo sistema virtuoso. La Guardia di Finanza ha fatto il punto delle numerose azioni di contrasto messe in atto sul territorio, che hanno evidenziato un’inedita centralità del Torinese e del Piemonte nella produzione e nello smistamento delle sigarette di contrabbando.
Oltre a Masiello, Mecca Cici e Dispenza, all’incontro hanno portato il proprio contributo Stefano Liberti, giornalista e ricercatore della Fondazione Osservatorio Agromafie; Piergiorgio Marini, manager external affairs – illicit prevention di Philip Morris Italia; i componenti del Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie Filippo Dispenza (già Prefetto e Commissario straordinario del governo per il comune di Caivano), Carlo Nocerino (procuratore della Repubblica di Busto Arsizio) e il Generale di Brigata Alessandro Langella, Comandante del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Torino.