Il Circolo dei Lettori ha ospitato il Prof.  Marco Revelli che ha tenuto la quinta conferenza del ciclo: ‘Parole del contemporaneo’ sul tema dello sfruttamento.

La sala era gremita di persone tra cui spiccava la presenza di una classe della scuola Primo Levi.

Revelli ha iniziato parlando dell’Odissea, mettendo il risalto l’astuzia e l’abilità di Ulisse cheha cercato di salvare sia lui che i suoi marinai dai canti delle sirene obbligandoli a chiudersi le orecchie con della cera d’api, mentre lui si fatto legare all’albero maestro della nave. La musica delle sirene cantava la sua gloria.

L’obbligo è già un sintomo di sfruttamento.

Il tema dello sfruttamento è già stato trattato nell’ Eneide e nella storia è stato usato al tempo di Marx, mentre, al giorno d’oggi,  esempi di sfruttamento si possono trovare nella vita negli uffici, nelle fabbriche delle grande aziende e nella raccolta dei pomodori, da parte di lavoratori precari che vengono pagati a 3 euro all’ora, lavorando per più di 12 ore al giorno, e  che talora sono costretti a vivere nelle baracche.

Revelli si è domandato quando l’uomo cesserà di sfruttare gli altri uomini e si è risposto che sarebbe quasi impossibile se non cambia mentalità della società.