Venerdì 20 settembre 2019 ore 18 presso il MAO, Museo d’Arte Orientale, ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra:” SULLE SPONDE DEL TIGRI. Suggestioni dalle collezioni archeologiche del MAO: Seleucia e Coche”, evento che sarà aperto al pubblico dal 21 settembre al 12 gennaio 2020.
A fare gli onori di casa è stato il direttore del MAO Marco Guglielminotti Trivel che ha presentato i curatori dell’esposizione Vito Messina, Alessandra Cellerino, Enrico Foietta e la collaboratrice Claudia Ramasso, esperti che hanno organizzato una selezione di circa 40 piccoli reperti quali ceramiche, terrecotte, vetri e oggetti d’uso comune trovati nelle città di Seleucia al Tigri e Ctesifonte , mettendo in dialogo la produzione di età ellenistico-partica, proveniente dal sito di Seleucia, con quella sasanide di Coche. Seleucia al Tigri fu la prima grande città edificata nella Mesopotamia centrale, alla fine del IV secolo a.C., e fu una metropoli estesa quanto Torino nel Settecento, ad essa seguì, sull’altra sponda del fiume, la costruzione della città di Ctesifonte, poi integrata nel III secolo d.C. con la città rotonda di Coche (o Veh Ardashir). Questi due poli d’attrazione sulle sponde opposte del Tigri rivaleggiarono e prosperarono per secoli, alternandosi nel reggere le sorti di imperi che furono la controparte di Roma.
Gli oggetti esposti al MAO sono stati portati alla luce, a partire dal 1964, tramite gli scavi svolti dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia nei siti di Seleucia e Coche.
Non esistono in Europa collezioni di reperti archeologici provenienti da Seleucia e Coche, ad eccezione di quella conservata oggi al MAO: nel mondo, solo il Kelsey Museum di Ann Arbor (Michigan) e l’Iraq Museum di Baghdad possiedono collezioni analoghe.