Esposizione di un raro drappo cinese restaurato grazie al contributo 
dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei
dal 6 dicembre 2019 al 22 marzo 2020

Il 6 dicembre nel Salone Mazzoni del MAO, Museo d’Arte Orientale, il direttore, Marco Guglielminotti Trivel, ha invitato i giornalisti in occasione della presentazione di uno stupendo arazzo cinese ricevuto in dono, arazzo che sarà esposto fino al 22 marzo 2020.
A tale evento hanno partecipato sia la restauratrice dell’opera sia il Direttore del museo, che ha dato la sua disponibilità a spiegare l’arazzo esposto in tutti i suoi aspetti sia più evidenti che più nascosti.
Il restauro è durato una settimana grazie all’ intenso lavoro di due specialisti.
Una delle più antiche divinità cinesi è Xiwangmu, la Regina Madre d’Occidente, che vive su monti Kunlun, presso un giardino immerso fra le nuvole in cui cresce il pesco dell’immortalità, un albero che dà frutti ogni 3.000 anni.
Questa pianta prodigiosa rappresenta il punto di contatto fra cielo e terra e Xiwangmu, che la possiede, è considerata sovrana degli immortali, protettrice della vita e dispensatrice di longevità.
Per il loro carattere beneaugurale, le rappresentazioni della Dea venivano anche appese alle pareti nelle grandi dimore dei mandarini, alla maniera degli arazzi occidentali.
In occasione del suo 11° compleanno, il MAO ha il piacere di esporre per la prima volta al pubblico un grande drappo raffigurante la Regina Madre d’Occidente nel giardino degli immortali, completamente restaurato.
Il drappo in seta, donato da un privato e restaurato grazie al generoso contributo dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei, ha misure notevoli (445 cm d’altezza per 320 di larghezza) ed è finemente decorato con filati di sete policrome e dorati: ad una prima analisi stilistica si ritiene che possa risalire al periodo finale del regno del famoso imperatore Qianlong (1735-1796) e, considerando la sua elevata qualità, non si esclude che potesse far parte degli arredi di corte.
L’eccezionalità del manufatto consiste nella sua rarità e nel suo stato di conservazione: al contrario della maggior parte dei drappi ricamati di grandi dimensioni, solitamente smembrati per essere venduti in parti separate, quest’opera ha mantenuto la sua integrità, caratteristica che consente di apprezzare la minuzia dei dettagli e l’abilità tecnica nella realizzazione.
Il tema principale della raffigurazione è la discesa della Regina Madre d’Occidente, Xiwangmu, a cavallo di una fenice nel giardino del pesco dell’immortalità e tutta l’iconografia dell’opera – compresa quella dei riquadri laterali – è permeata dei simboli del taoismo popolare legati alla lunga vita e alla prosperità.