Alle porte di Torino la Reggia di Venaria, sito UNESCO dal 1997, ospita dal 17 aprile al 6 settembre 2026 la bellissima mostra: “Regine in scena. L’arte del costume italiano tra cinema e teatro”: straordinari abiti che hanno definito l’immagine delle regine nel cinema e nel teatro. Curata da Massimo Cantini Parrini, pluripremiato costumista, profondo conoscente del costume antico e collezionista di abiti d’epoca, e Clara Goria, storica dell’arte e conservatrice del centro Studi del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.
Questa esposizione riunisce 31 abiti, facendo fare al visitatore uno straordinario viaggio attraverso l’immaginario della regalità.
Il percorso narrativo della mostra si articola attorno a tre nuclei fondamentali — mito, storia, fantasia — che si intrecciano nella costruzione dell’immaginario scenico, tra ricerca filologica e interpretazione poetica. Regine mitologiche e leggendarie, regine fantastiche nate dalla letteratura e dalla drammaturgia e sovrane realmente esistite convivono in un racconto che supera la distinzione tra vero e immaginato, affermando una verità più profonda: quella del linguaggio visivo.
Oro, argento e bronzo sono i colori della mostra che rimandano alla regalità, segnando le tre sezioni: Fantasia in argento, Mito in bronzo e Storia in oro. L’allestimento stesso si configura come un’architettura prospettica in tre atti (Mito, Storia, Fantasia) e undici scene che mette in luce una selezione di 31 abiti d’autore, firmati da grandi costumisti e artisti, realizzati da eccellenze sartoriali italiane per celebri regie ed interpreti.
Regina degli specchi, interpretata da Monica Bellucci
Titania, regina delle fate/Michelle Pfeiffer – Ariadne, regina della luna/Valentina Cortese
Tra le presenze in mostra emergono figure iconiche della regalità scenica: l’Incantevole Strega, la regina degli specchi, interpretata da Monica Bellucci in: “I fratelli Grimm” di Terry Gilliam (2005), Ariadne, regina della luna/Valentina Cortese ne: “Le avventure del barone di Münchausen” (1988) e Titania, regina delle fate/Michelle Pfeiffer in: “Sogno di una notte di mezza estate” (1999) nei costumi di Gabriella Pescucci. Tra le regine del mito compaiono Giocasta/Silvana Mangano e Medea/Maria Ca”llas nel cinema di Pier Paolo Pasolini (1967, 1969) nei costumi dei maestri Piero Tosi e Danilo Donati. E poi le regine nella storia, Cleopatra/Liz Taylor nei faraonici abiti del kolossal di Mankiewitz del 1963, Elisabetta I d’Inghilterra/Rossella Falk in: “Maria Stuarda” di Franco Zeffirelli vestita da Anna Anni, Anna Bolena/Angelina Jolie nel ruolo di Maria Callas in: “Maria” di Pablo Larraín (2024) e Maria Antonietta/Mélanie Laurent ne: “Le Déluge. Gli ultimi giorni di Maria Antonietta” di Gianluca Jodice (2024), quest’ultimo in parte girato nella stessa Reggia di Venaria, entrambe nei costumi di Massimo Cantini Parrini. E ancora, Maria Antonietta interpretata da Kirsten Dunst, che ridefinisce un’immagine pop e contemporanea della regina per la regia di Sofia Coppola (2006), fino a Elisabetta di Baviera, la mitica Sissi, consacrata dal cinema con il volto di Romy Schneider in Ludwig di Luchino Visconti (1973).
Medea/Maria Callas
Il viaggio proposto al visitatore attraversa cinema, teatro e opera lirica fino alle più recenti serie televisive, costruendo un dialogo continuo tra epoche, stili e linguaggi.
La Reggia di Venaria diventa parte integrante della narrazione: le sue architetture amplificano la teatralità dei costumi, mentre lo spazio e la prospettiva permettono di coglierne pienamente silhouette, proporzioni e presenza scenica. In luce emergono tessuti, ricami, cromie, pesi e strutture, insieme ai bozzetti originali riprodotti in mostra, che rivelano il processo creativo alla base della costruzione dell’immagine regale.
In mostra opere dei più grandi maestri del costume teatrale e cinematografico, dal primo Novecento a oggi: Anna Anni, Giancarlo Bartolini Salimbeni, Aldo Calvo, Milena Canonero, Massimo Cantini Parrini, Giulio Coltellacci, Danilo Donati, Gabriella Pescucci, Luigi Sapelli detto Caramba, Gino Carlo Sensani, Piero Tosi. Accanto a loro, i costumi ideati da grandi artisti come Felice Casorati, Corrado Cagli, Giorgio de Chirico e Arnaldo Pomodoro.
Le opere provengono da importanti istituzioni e collezioni: Gallerie degli Uffizi – Museo della Moda e del Costume di Firenze, Costumi d’Arte Peruzzi, Tirelli Trappetti, Sartoria Farani, Archivio Corrado Cagli di Roma, Fondazione Cerratelli di Pisa, Sartoria De Valle di Torino e la collezione di Massimo Cantini Parrini.
Gli abiti sono accompagnati da parrucche, gioielli e ornamenti — elementi essenziali nella costruzione dell’identità visiva — provenienti da laboratori specializzati o fatti realizzare appositamente su modelli originali in occasione della mostra.
Emerge così una vera e propria geografia del fare: musei, archivi e sartorie che custodiscono saperi rari, restituendo una costellazione di competenze che ha reso il costume italiano uno dei linguaggi più riconoscibili e influenti nel panorama internazionale.

Particolare attenzione è stata dedicata nella mostra al tema dell’accessibilità, come prassi per le esposizioni realizzate alla Reggia di Venaria: il percorso infatti include pannelli visivo-tattili, audiodescrizioni, sottotitoli e traduzioni in LIS (Lingua dei Segni Italiana), oltre a testi in caratteri ad alta leggibilità. Su prenotazione sono disponibili visite guidate e attività che rispondono a esigenze comunicative complesse.
Il progetto è realizzato dai Servizi Educativi del Consorzio in collaborazione con Tactile Vision Lab, Fondazione Paideia, Fondazione Istituto dei Sordi di Torino Onlus e Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS Consiglio Regionale del Piemonte; inoltre il percorso espositivo è privo di barriere architettoniche.
BIGLIETTI DELLA MOSTRA:
Intero: 12 euro
Ridotto: 10 euro Gruppi di min. 12, max. 25 persone e quanti previsti da Gratuiti e Ridotti
Ridotto ragazzi: 6 euro Under 21 (ragazzi dai 6 ai 20 anni) e universitari under 26
Scuole: 3 euro Classi minimo di 12, massimo 25 studenti, ingresso gratuito per 1 accompagnatore ogni 12 studenti
Gratuito Minori di 6 anni e quanti previsti da Gratuiti
Diritti di prenotazione sull’acquisto dei titoli d’accesso per i gruppi (minimo 12, massimo 25 persone): 15 euro a gruppo – 7 euro a classe
Per altre informazioni:
tel. + 39 011 4992333
Residenze Reali Sabaude Piemonte