
Essendo tra i vincitori della seconda edizione del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura- , la GAM di Torino ha ricevuto i fondi necessari per acquistare 12 dipinti di Michele Tocca realizzati tra il 2016 ed il 2022 e che, insieme ad altre sue opere, costituiranno la mostra:” Michele Tocca. Repoussoir” che avrà luogo nel 2023 nella quale si troveranno anche tele di altri grandi artisti quali: Giovanni Battista De Gubernatis, Massimo D’Azeglio, Antonio Fontanesi.
La mostra e la pubblicazione evidenzieranno come l’opera di Tocca sia caratterizzata dalla consapevolezza dell’artista di essere immerso nel mondo che va dipingendo e di tutte le strutture di pensiero, di tutti i meccanismi della visione, di tutte le tradizioni dell’arte che fanno parte del suo osservare e nel suo fare.
I 12 dipinti di Tocca sono tra le migliori opere della pittura contemporanea italiana, evidenziandone il tramandarsi di sensibilità, di attenzione e d’intelligenza che arrivano a una visione schiettamente attuale dove le premesse concettuali del lavoro sono inscindibili dalla bellezza dell’espressione pittorica e dalla qualità della mano.
La GAM intende dare nuovo spazio d’attenzione all’odierna pittura che si sta dimostrando arte in cui il pensiero e la sensibilità si amalgamano alla perfezione. Nelle opere di Tocca sembra che l’autore voglia solo aderire alla superficie delle cose, alla più volatile e minuta percezione, ma in realtà realizza una lezione sul primo paesaggismo en plein air di Sette e Ottocento, evidenziandone la stratificazione del tempo, che appartiene tanto al mondo osservato quanto all’atto del vedere da cui Tocca non intende cancellare tutti gli sguardi esercitatisi sulla natura prima del suo, ma sa sorvegliarne la presenza, riconoscerne l’azione e la memoria.
Il titolo Repoussoir è un termine tratto dalla pittura di paesaggio: dal Seicento olandese alla pittura romantica tedesca, elementi posti in primo piano, come tronchi d’albero o massi, avevano la funzione di spingere lo sguardo dell’osservatore verso la profondità del dipinto e verso il centro dell’immagine. Questa caratteristica si trova in alcuni noti paesaggi della storia dell’arte in cui gli osservatori sono ritratti di spalle, volti verso il panorama. A volte è l’artista stesso come dimostra Michele Tocca quando disegna di spalle la propria giacca da pioggia, usata per le sue sedute en plein air, che rappresenta sé stesso in un repoussoir, isolato in una sorta di umile maestà: un oggetto carico di memoria e al contempo un dispositivo della visione pittorica la cui presenza rende l’opera una riflessione sui codici dell’arte.
*sopra e in allegato: Michele Tocca, La giacca da pioggia del pittore, 2020, olio su lino, 120 x 55 cm. Photo Sebastiano Luciano