di Stefano Tonetto

Dal 25 ottobre 2022 al 5 febbraio 2023

La Reggia di Venaria prosegue l’indagine avviata nel 2021 sul tema del paesaggio, proponendo per la prima volta in Italia la mostra:” “John Constable – Paesaggi dell’Anima” dedicata al celebre artista John Constable.

Il Presidente del Consorzio delle Residenze Reali Michele Briamonte ed Il Direttore generale del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude Guido Curto hanno dato il benvenuto a tutti i giornalisti della carta stampata e delle Tv, hanno presentato la mostra ed hanno comunicato i prossimi progetti della Reggia di Veneria Reale fino al 2025.Ha presenziato all’evento anche la curatrice della mostra  Anne Lyles che ne ha descritto le caratteristiche e l’impostazione.

Dopo la grande mostra: ”Una infinita bellezza. Il paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea” (conclusa a febbraio del 2022), la Reggia di Venaria, complesso monumentale alle porte di Torino, prosegue l’indagine avviata nel 2021 sul tema del paesaggio allargando lo sguardo in ambito europeo e propone per la prima volta in Italia una mostra monografica dedicata al celebre artista inglese John Constable (1776-1837), massimo esponente della pittura romantica inglese insieme a Joseph M. William Turner. L’esposizione ripercorre cronologicamente tutta la vicenda artistica del celebre pittore attraverso le opere della Tate UK ed è organizzata in collaborazione con questa prestigiosa istituzione, nell’ambito dell’accordo quadro siglato lo scorso anno con Fondazione Torino Musei – GAM Galleria d’Arte Moderna di Torino. Nel percorso di visita si ammirano oltre cinquanta opere, che vanno dagli schizzi e dai dipinti di piccole dimensioni realizzati en plein air, in modo precocemente impressionista, per arrivare ai più importanti e vasti paesaggi romantici, quali la celebre veduta di Stratford Mill, raffiguranti luoghi nelle immediate vicinanze del villaggio natio dell’artista, Dedham Vale, nella contea del Suffolk.

Luoghi d’affezione, sentimentalmente importantissimi per questo grande pittore che – a differenza dell’altrettanto celebre Turner, grande viaggiatore – non si allontana mai dall’amata Inghilterra e raffigura la Natura in chiave “pittoresca”, per usare la nota terminologia dell’Estetica del filosofo Immanuel Kant. Distinguendosi così da Turner – pittore del “Sublime”, ovvero di una Natura che affascina ma incute anche timore e persino terrore nell’Uomo, come una tempesta di mare, o una tormenta di neve – Constable raffigura una Natura accogliente, rassicurante, nella quale ci si può rilassare sereni.

Mentre Turner viaggiava incessantemente dalla Gran Bretagna nell’Europa continentale, Constable concentrò la sua pittura su luoghi strettamente associati alla sua vita e alla sua famiglia come dimostrano le sue immagini che presentano la campagna ridente e rigogliosa del Suffolk, dove è nato e cresciuto, e anche le splendide cittadine di Salisbury, Hampstead e Brighton che frequenta in compagnia della famiglia e degli amici. Luoghi significativi per la storia dei suoi “affetti”, come scrisse il suo principale biografo Charles Robert Leslie. In mostra troviamo anche opere di artisti coevi di Constable, in alcuni “casi concorrenti”, come Turner, John Linnell, Benjamin West e altri, il cui lavoro s’intreccia e confronta con quello di Constable.

La Tate possiede la più importante collezione del mondo di opere di Constable, collezione che, al rientro nel Regno Unito alla Tate, per lungo tempo non saranno più visibili fuori dall’Inghilterra. Il progetto di allestimento della mostra, a cura di Studio Fludd, si basa sul tema della contemplazione del paesaggio in chiave minimalista e atmosferica. All’interno del percorso l’uso del colore si sviluppa per assonanze e contrasti, ricercando un equilibrio tra tonalità ricche e ariose, ricombinate e rivelate da accostamenti inediti. Le opere di Constable hanno ispirato una ricerca di atmosfere cangianti: nelle stanze, nubi semitrasparenti dialogano con l’opaca morbidezza delle superfici dipinte. Della qualità della resa cromatica si è occupata Rezina, marchio torinese di riferimento nel campo delle finiture, che per questo progetto ha selezionato come partner internazionale il brand Little Greene, azienda d’eccellenza della tradizione artigianale inglese che collabora con il National Trust, ente di tutela del patrimonio storico artistico del Regno Unito.

La mostra è divisa in 6 tematiche, che raccontano la vita di JOHN CONSTABLE:

  1. SUFFOLK I dintorni di East Bergholt e di Flatford, dove Constable era cresciuto, sono stati per tutta la vita i luoghi dei più bei ricordi d’infanzia. Nel 1821, ricordando i paesaggi del Suffolk in una lettera al suo grande amico, l’Arcidiacono John Fisher, dichiarò: «La pittura è solo un altro modo di esprimere un sentimento. Collego la mia infanzia spensierata a tutto ciò che circonda le rive del fiume Stour. Esse hanno fatto di me un pittore e ne sono grato». Il Suffolk è una regione agricola, non tenuta in grande considerazione dagli artisti dei primi anni del XIX secolo tranne da Thomas Gainsborough (1727-1788), artista apprezzato da Constable, che in precedenza aveva dipinto lo stesso territorio. Panorami intravisti attraverso il bosco o scorci lungo i sentieri di campagna.
  2. DIPINGERE LA NATURA PAINTING NATURE Nel 1802 Constable iniziò a dipingere per la prima volta en plein air con la tecnica ad olio, pratica che divenne suo tratto distintivo tra 1809 e 1829. In precedenza utilizzata dagli artisti europei del Seicento principalmente come pratica formativa, per Constable la pittura all’aperto era invece qualcosa di più importante, un modo per catturare l’essenza della Natura, che definì «la sorgente da dove tutto deve nascere».
  3. LE PRIME INFLUENZE E I PITTORI CONTEMPORANEI EARLY INFLUENCES AND THE CONTEMPORARY PAINTERS Quando Constable arrivò a Londra nel 1799 per studiare pittura aveva già avuto alcuni contatti con il mondo artistico e ben presto se ne creò di nuovi. Frequentò Sir George Beaumont (1753 – 1827), un importante collezionista e pittore dilettante, del quale era solito visitare la raccolta di dipinti di Grandi Maestri per ricopiare composizioni paesaggistiche, come nel caso di quelle di Alexander Cozens (1717-1786).
  4. VIA DALLA CITTÀ: LA CAMPAGNA DI HAMPSTEAD E LA MALATTIA DELLA MOGLIE GETTING AWAY FROM TOWN. HAMPSTEAD COUNTRYSIDE AND HIS WIFE’S DISEASE Nel luglio del 1819 Constable prese un alloggio per la sua famiglia a Hampstead, in campagna, affinché la moglie malata potesse beneficiare dell’aria più pulita, località in cui la famiglia sarebbe ritornata più volte nelle estati successive, trasferendosi lì in maniera più stabile nel 1827 quando Constable affittò una casa a Well Walk. Hampstead a quell’epoca era ancora un villaggio, situato su un altopiano a pochi chilometri a nord di Londra, con la quale era collegato attraverso un servizio di carrozze. Sperava così di poter «unire la vita di città con quella di campagna».
  5. IL MARE DI BRIGHTON E LA CATTEDRALE DI SALISBURY BRIGHTON’S SEA AND SALISBURY CATHEDRAL Tra il 1824 e il 1828 Constable soggiornò per molto tempo a Brighton, sulla costa sud dell’Inghilterra in quanto i medici avevano consigliato l’aria del mare per curare la tubercolosi della moglie Mary. In quelle occasioni , pur ricercando spiagge isolate o angoli meno popolati sulle colline di Downs, decise però di dipingere una parte affollata della spiaggia di Brighton per uno dei suoi dipinti più grandi e ambiziosi, The Chain Pier, Brighton, esposto presso la Royal Academy nel 1827. Turisti vestiti alla moda si mescolano ai tradizionali pescatori sotto un cielo tempestoso.
  6. GLI ULTIMI ANNI DI VITA THE LATE YEARS All’inizio del 1829, Constable ricevette il prestigioso riconoscimento a lungo agognato di Accademico della Royal Academy che lo rese libero di dipingere senza doversi preoccupare della reazione dei critici. Essendo rimasto vedovo e in condizioni di salute precarie, iniziò a pensare alla sua eredità, mediante la Progettazione di una serie di stampe, English Landscape (Paesaggio inglese), 1830-32, riproduzioni dei suoi lavori che meglio dimostravano il “Chiaroscuro della Natura” o le luci e le ombre, che descrive come «potenti organi di espressione».

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