Il Museo Nazionale Risorgimento Italiano  dal 13 giugno al 5 ottobre 2026, ospita la mostra: “ IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi “: puzzle risorgimentali, bambole Lenci e arte contemporanea per raccontare l’Italia attraverso il gioco .

 Luisa Papotti (Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino ), Alessandro Bollo (Direttore   del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino ) , Ermanno Tedeschi (Curatore della Mostra ) , Pompeo Vagliani( Presidente Fondazione Tancredi di Barolo-Musli) e Guido Bolatto (Segretario Generale della Camera di  Commercio dj Torino) , il 12 giugno  hanno presentato la preview per Stampa la mostra: “IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi “.

 

Ermanno Tedeschi

“IN GIOCO” è un progetto espositivo interdisciplinare che affronta il gioco non come dimensione accessoria dell’esperienza umana, ma come uno dei suoi linguaggi fondamentali: dispositivo di formazione dell’identità, strumento di memoria, territorio di sperimentazione artistica.

Realizzata con il sostegno di Banca Patrimoni Sella & c., main sponsor, e della Camera di commercio di Torino, la mostra nasce dalla collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo MUSLI – Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia e in particolare con il professor Pompeo Vagliani, con il Museo di Antropologia criminale Cesare LombrosoMuseo di Anatomia umana Luigi Rolando dell’Università di Torino, con la Collezione Frediani di Lucca e con l’Archivio Storico della Città di Torino. “IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi” è patrocinata dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte, dal Consiglio Regionale del Piemonte e i suoi partner: Fondazione CRT. Reale Mutua, Fondazione Tancredi di Barolo-Musli.

Giocare non è mai stato un semplice svago o un’attività ricreativa. Nei secoli che la mostra attraversa — dal Risorgimento all’Italia contemporanea — il giocattolo ha svolto funzioni che la storia ha spesso trascurato: ha educato all’obbedienza e alla ribellione, ha trasmesso valori patriottici, ha consolato.      ” IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi “ si propone di restituire al pubblico questa complessità attraverso un percorso  che mette in dialogo giochi storici e rari, bambole dell’Ottocento, reperti di antropologia criminale, libri animati, marionette, fotografie e opere di artisti contemporanei. Una complessità che lo storico Johan Huizinga aveva intuito negli anni trenta del Novecento, quando in: “Homo Ludens” sostenne che la cultura non nasce dalla ragione né dal lavoro, ma dal gioco  e che quando lo dimentica, si irrigidisce e si svuota.

Il progetto espositivo torinese nasce nell’ambito di Giocare a Regola d’Arte, iniziativa espositiva itinerante che ha già toccato Palermo, il MANN di Napoli, il MOMUC di Mondovì, Tokyo e Be’er Sheva. A Torino assume una forma nuova e più densa: la collocazione negli spazi del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano consente di stabilire un dialogo inedito tra patrimonio storico e contemporaneità, rivelando quanto il gioco abbia partecipato attivamente alla costruzione dell’identità nazionale italiana.

IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi” è una mostra che esplora il gioco come atto fondativo dell’esperienza umana: un linguaggio universale che attraversa epoche, culture, generazioni e condizioni sociali. Il gioco è vita perché educa alla relazione, arte perché attiva immaginazione e creazione, è memoria perché custodisce storie, rituali e gesti del passato. Nel contesto italiano, in particolare tra la fine dell’Ottocento e il primo Novecento, il gioco assume un ruolo centrale nel processo di alfabetizzazione e di costruzione dell’identità nazionale. In un Paese ancora in larga parte analfabeta e privo di una produzione culturale diffusa, giocattoli, libri animati e giochi didattici diventano veicoli privilegiati per avvicinare bambini e famiglie alla scuola e all’Italia unita”, afferma Ermanno Tedeschi, curatore della mostra. 

E così i puzzle geografici raffigurano la penisola appena unificata; le tombole insegnano l’aritmetica; il gioco dell’oca diventa metafora del Risorgimento. A partire dalla Prima guerra mondiale, la produzione di giochi in Italia si lega ai carcerati e ai mutilati di guerra: l’oggetto ludico si trasforma in strumento di reinserimento, di dignità, di lavoro. Il gioco diventa così testimonianza concreta di una società che rielabora il trauma e ricostruisce il proprio tessuto civile.

 “Il gioco è una delle esperienze più universali e trasversali della vita umana, eppure la storia lo ha spesso trascurato come fonte di conoscenza. La mostra IN GIOCO. Arte e gioco dal Risorgimento ad oggi si propone di colmare questa lacuna, restituendo al giocattolo la dignità di documento storico e culturale. Gli oggetti in mostra testimoniano come il gioco abbia svolto un ruolo attivo nella formazione dell’identità nazionale italiana: strumento di educazione, di trasmissione di valori, di elaborazione del trauma collettivo. Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è la sede naturale per raccontare questa storia: una storia fatta di oggetti quotidiani e di aneddoti sorprendenti, che restituisce al pubblico una prospettiva nuova e inaspettata sul nostro passato comune“, hanno dichiarano Luisa Papotti, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e il Direttore, Alessandro Bollo.

Nella mostra si possono ammirare le opere di numerosi artisti.