In apertura di giornata, l’incontro a cura di Global Thinking Foundation con gli interventi di Enrico Giovannini, Maria Teresa Furci, Vincenzo Salcone, Claudia Segre e il coordinamento di Fulvio Giuliani. Si è discusso di benessere psicologico dei giovani e di percorsi formativi innovativi che possano diventare parte delle attività di Educazione Civica e Finanziaria nelle scuole. Video disponibile qui.
Il mondo è in crisi, ma il declino non è un destino inesorabile: occorre immaginare un nuovo piano di crescita incentrato su investimenti a lungo termine in conoscenza, persone e infrastrutture, insieme a cambiamenti radicali nelle nostre istituzioni e nella politica. La lezione di John Van Reenen, introdotta da Cristina Marullo all’Auditorium del Collegio Carlo Alberto, è disponibile qui.
Dopo anni di discussioni e mesi di negoziato, lo scorso dicembre è stata raggiunta un’intesa per modificare il Patto di Stabilità e Crescita. Ma cosa significa per l’Italia? È un compromesso al ribasso o un miglioramento significativo? Se n’è discusso al Museo del Risorgimento con Chiara Goretti, Daniel Gros, e il coordinamento di Fabrizio Goria.
Al Teatro Carignano, introdotta da Andrea Gavosto, Fabiola Gianotti ha tenuto la sua lecture sul bosone di Higgs. Ha prima di tutto ricordato che le scoperte scientifiche, così come le opere artistiche, vanno condivise, perché non è possibile offrire uno sviluppo sostenibile della società senza la scienza. Riguardo il ruolo degli scienziati ha sottolineato come la comunità scientifica abbia il dovere di perseguire la conoscenza, di mettere in guardia dalle sue applicazioni nefaste e di collaborare con i governi per mettere in atto delle misure che le evitino. E del CERN, di cui è Direttrice Generale, ha evidenziato la funzione di collante a livello mondiale, capace di far lavorare insieme popoli diversi.
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Alle 12, nella Common Room del Collegio Carlo Alberto si è tenuta invece la lecture di Thomas Philippon sulla politica europea della concorrenza, antitrust e regolamentazione del settore tecnologico. A introdurre, Thierry Verdier. Philippon ha rimarcato come la velocità con cui si espandono certe aziende tech non permetta di creare una normativa adatta. Come regolare? Con antitrust, dice, che però rischia di essere uno strumento tardivo e inefficace. Per quanto riguarda invece il pil, ha fatto notare che le grandi aziende di oggi non sono grandi come quelle del passato, ma sono certo più globalizzate e si parla di pil mondiale con poco impatto su quello domestico.
Pietro Garibaldi ha coordinato il dialogo tra Elisabetta Iossa e Roberto Viola, che si è tenuto alle 12.30 all’Auditorium Oratorio San Filippo Neri. Dati e intelligenza artificiale: quando il loro uso diventa abuso? Come fa notare Elisabetta Iossa ci possono essere pratiche commerciali scorrette perché, talvolta, l’architettura di un sito web di vendita di prodotti online risulta essere una piattaforma che cerca di influenzare le scelte del consumatore. E si trova d’accordo Roberto Viola, che sottolinea che per tutelare i consumatori le autorità nazionali ed europee debbano lavorare insieme. E poi ricorda che l’Europa è stata apripista nel dotarsi di un regolamento sull’intelligenza artificiale, definita come un bene comune. Le sue caratteristiche? In primo luogo, dev’essere sicura, poi dev’essere un bene contendibile, pubblico, e in ultimo dev’essere utile alle persone.
La rapida evoluzione delle nuove tecnologie sta ridisegnando il panorama delle competenze e delle occupazioni. Quali sono le sfide e le opportunità dei programmi di riqualificazione? Quando si parla delle conseguenze dell’Intelligenza artificiale sul lavoro, le ipotesi si fanno particolarmente incerte: c’è chi immagina che l’Intelligenza artificiale aprirà la strada a una società di inventori e innovatori, e chi invece, come il co-fondatore di OpenAI Sam Altman, crede che porterà a un’epoca di disoccupazione di massa, arrivando a proporre la necessità dell’introduzione di un universal basic income. Il video dell’incontro, introdotto da Eugenio Occorso al Museo del Risorgimento, è disponibile qui.
Dovremo spingere la regolamentazione dell’Intelligenza artificiale? Quando questa regolamentazione preventiva è utile e quando invece potrebbe essere pericolosa? È il tema della lezione di Joshua Gans, introdotto da Gabriele Beccaria all’Auditorium del Collegio Carlo Alberto. Il video è disponibile qui.
Negli ultimi anni la domanda per lavoratori con competenze in ambito tecnologico si è impennata, così come gli stipendi per chi si specializza in informatica o analisi dei dati. Cosa possiamo aspettarci in futuro? I large language model ci ruberanno il lavoro? Introdotta da Tito Boeri all’Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo, la lezione di David Card.
Joel Mokyr ha tenuto la sua lectio alle 16.30 nella Sala Gymnasium a CAMERA, introdotto da Matteo Tubiana. Mokyr ha presentato uno studio che confronta le traiettorie storiche a lungo termine di Cina ed Europa, traiettorie che divergono anche a causa del diverso carattere delle organizzazioni sociali nelle due civiltà. Infatti, sebbene calcolare e misurare l’innovazione non sia facile, sappiamo che in Cina le innovazioni sono state tantissime sino a una stagnazione completa nel 1500, con una gigantesca perdita di conoscenze. Al contrario, l’Europa nello stesso periodo prospera ed è caratterizzata da un forte dinamismo interno. Joel Mokyr fa notare che questa biforcazione sia anche dovuta a un’organizzazione sociale basata sui clan in Cina, mentre in Europa si rafforza il governo centrale.
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Giuseppe Laterza introduce Alessandro Barbero alle 17 al Teatro Carignano. Una lunga fila (vedi foto allegata) intorno al Teatro ha accolto lo storico che ha raccontato la leggenda di San Francesco. Storia che, dice, ha tantissimo a che fare con startup e multinazionali. Infatti, l’ordine francescano era una piccolissima organizzazione, nata dall’intuizione di un fondatore carismatico che aveva una sua mission. Ha poi aggiunto che questo santo straordinario è stato un uomo pieno di contraddizioni, ruvidezze, bizzarrie. Sulla biografia ufficiale dell’ordine francescano ha poi evidenziato come Bonaventura abbia preso tutti i testi che esistevano decidendo cosa ricordare e cosa no, e sapendo che ciò che ometteva nella sua biografia sarebbe stato dimenticato per sempre.
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Alle 17.15 nell’Aula Camera Italiana del Museo del Risorgimento ha avuto luogo un dibattito tra Andrea Bonomi, Anna Gervasoni, Carlo Pesenti ed Ermenegildo “Gildo” Zegna, coordinati da Paola Pica. A introdurre gli ospiti, Samuele Murtinu. Il dibattito si è concentrato attorno al ruolo del private capital in finanza, utile a favorire l’innovazione, remunerare il risparmio e far arricchire chi ha avuto intuito.
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