di Stefano Tonetto
Il 10 dicembre 2021 nella rotonda del Talucchi dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino la scrittrice, musicista e regista Dora Liguori ha presentato il libro:” Carlo Gesualdo- Principe di Venosa, Principe dei musici” alla presenza dei vertici dell’ente ospitante ovvero della Presidente Paola Gribaudo e del Direttore Edoardo Di Mauro.
L’autrice, ex presidente del “Consiglio Superiore per l’Alta Formazione Artistica e musicale”, è attualmente a capo dell’Unione degli Artisti e della storica Associazione Musicale G. Carissimi di Roma oltre ad essere titolare della cattedra di canto, presso il Conservatorio di S. Cecilia – Roma e ad aver tenuto anche corsi di “Drammaturgia” presso il Politecnico di Vibo-Valentia e di “Storia del Teatro”.
In qualità di musicista ha svolto un’intensa attività nei maggiori teatri e sale da concerto italiane ed estere. Collateralmente all’attività teatrale e concertistica ha svolto lavori di regia, critica e ricerca musicale con particolare attenzione alla “Scuola napoletana” del ’700 e del primo ‘800.
E’ autrice di libretti d’opera e di versioni ritmiche di opere dal francese all’italiano oltre alla revisione di opere buffe del ‘700 napoletano.
Dirige due giornali dedicati alla critica e alla formazione artistica ed ha scritto numerosi saggi attinenti le normative riguardanti lo stato dell’Arte nel nostro Paese.
Appassionata di storia è autrice di saggi e romanzi quali: “Memento Domine” che ha ottenuto i premi “Tommaso Pedio” ed “Hera-Mediterraneo”.
Sempre di argomento storico è il romanzo su “Sibylla d’Altavilla, contessa di Conversano”, una preminente figura di donna del Medio-Evo. Il romanzo ha ottenuto critiche entusiastiche in Italia e in Francia ed è stato seguito da un saggio sulle origini dei “saperi” riferito alla nascita delle Università in Francia quali “Facoltà delle Arti”, un’idea laica forse dovuta al pensiero, appunto, di Sibilla di Normandia. Inoltre ha pubblicato un libro di racconti del Sud: “Storie di piccola gente” e una biografia-romanzo dal titolo: “Carlo Gesualdo, principe di Venosa, principe dei musici”, nonché due saggi uno su “Teatro e Lirica” e il secondo, ancora sul Risorgimento italiano, ovvero “Quell’amara unità d’Italia”. All’interno del saggio sull’Unità d’Italia viene dedicato uno studio all’impegno politico dei musicisti e in particolare di Verdi quale deputato e senatore, nonché consigliere provinciale. In ultimo un libro di poesie “Rime … da cani” (contro l’abbandono e a testimonianza del suo amore per gli animali).
Questo libro ha richiesto un lungo lavoro di ricerca delle fonti necessarie alla sua stesura che ha richiesto due anni di duro lavoro per far sì che non diventasse solo una raccolta di avvenimenti, ma un romanzo a tutti gli effetti che stimoli sempre piu’ la curiosità del lettore verso gli intrighi della vita quotidiana della Napoli del tempo.
A Carlo Gesualdo piaceva suonare ma poteva farlo solo per diletto in quanto non aveva la possibilità di specializzarsi per diventare professionista perché ai principi non era consentito: infatti all’epoca erano i popolani a dover suonare per i nobili e non viceversa.
Carlo Gesualdo, noto anche come Gesualdo da Venosa (Venosa, 8 marzo 1566 – Gesualdo, 8 settembre 1613), è stato un compositore italiano, membro della nobiltà del Regno di Napoli del tardo Rinascimento. Discendente di Guglielmo di Gesualdo e di una famiglia che vantava origini normanne, principe di Venosa e conte di Conza, Gesualdo è conosciuto soprattutto per l’omicidio eseguito nel 1590 ai danni della sua prima moglie Maria d’Avalos e del suo amante, Fabrizio II Carafa, entrambi sorpresi in flagranza di adulterio. Rappresentante accanto a Luzzasco Luzzaschi, Luca Marenzio e Claudio Monteverdi del madrigale italiano nella sua massima espressione, il suo status privilegiato gli consentì di stampare le sue partizioni con alcune libertà. I suoi lavori, alcuni dei quali andati perduti e quasi interamente dedicati alla voce trattata in polifonia, inglobano sei raccolte di madrigali e tre raccolte di musica religiosa. La reputazione sulfurea di Gesualdo, principe compositore e assassino, gli impedì di sprofondare completamente nell’oblio. Storici e musicologi sono rimasti prima affascinati dalla sua tumultuosa storia personale, che ha generato una vera e propria “leggenda nera” nel corso dei secoli, la quale è stata ricostruita, interpretata e giudicata in ogni epoca successiva ponendo l’attenzione sui suoi valori morali. A partire dal 1950, la riscoperta delle sue partiture, eseguite in concerto o registrate su supporti di memorizzazione, ha segnato l’inizio di un crescente interesse per il lavoro di Gesualdo. Direttamente accessibile e scevra da pregi…