Domenica 27 febbraio 2022 all’Ipogeo dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino ha avuto luogo il Finissage:” L’immagine imprevista” in occasione dell’ultimo giorno della mostra antologica curata da Luca Bochiccio : “PIERO SIMONDO. LABORATORIO SITUAZIONE ESPERIMENTO”. Hanno partecipato a questo evento alcune personalità di spicco quali: la Presidente dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino Paola Gribaudo, l’attore Sergio Castellitto e Amelia, figlia dell’artista .
Nell’itinerario della mostra si assiste al dialogo tra la Compagnia Egri Bianco Danza diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco, nata a Torino nel 1999, e Simondo stesso. Questo interloquire tra i protagonisti è caratterizzato da un repertorio formato da opere ricche di valori sociali e spirituali, firmate da Raphael Bianco e da coreografi quotati nel panorama artistico italiano e internazionale. Il lavoro della Compagnia dona allo spettatore un’esperienza emotiva e partecipativa, ove possibile.
Piero Simondo nacque a Cosio di Arroscia (Imperia) nel 1928, fu allievo di Felice Casorati e di Filippo Scroppo all’Accademia Albertina di Torino, si laureò in Filosofia nell’ateneo torinese. I suoi primi lavori furono ceramiche astratte, esposte nel ’52 ad Alba, dove egli si trasferì, ospitato da Pinot Gallizio, che lo introdusse alla pittura. Ad Alba, nel settembre del 1955, insieme ad Asger Jorn e Pinot Gallizio, Simondo fondò il laboratorio di esperienze immaginiste del Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista (M.I.B.I.) e pubblicò il Bollettino del movimento: “Eristica”. In occasione di una mostra ad Albisola (estate ’55) l’artista ha incontrato Asger Jorne. Nel 1956 (2-9 settembre) Simondo organizza, sempre ad Alba, con Jorn, Gallizio ed Elena Verrone (che sposò l’anno seguente), il Primo Congresso mondiale degli Artisti liberi sul tema “Le arti libere e le attività industriali”. Nell’estate del 1957 in occasione di una vacanza nella sua casa di Cosio di Arroscia fonda l’Internazionale Situazionista, da cui uscì nel gennaio successivo con la moglie e Walter Olmo, in polemica con Debord. Nel 1962 fondò a Torino, con un gruppo di operai e intellettuali, il CIRA (Centro Internazionale per un Istituto di Ricerche Artistiche) (1962-1967) con il proposito di recuperare l’esperienza del Laboratorio di Alba e con cui – fra l’altro – progetta installazioni sui temi dell’alienazione e della natura dei media. Nel 1972 entrò all’Università di Torino (e vi resterà sino al 1996) per occuparsi dei laboratori di “attività sperimentali” presso l’Istituto di Pedagogia. Qui insegnò poi Metodologia e didattica degli audiovisivi.