Dal blu egizio ai colossal, da Dungeons & Dragons ai racconti dall’aldilà. La nuova stagione di incontri del Museo Egizio
 
Tanti appuntamenti tra passato, presente e cultura pop, con una particolare attenzione alle nuove generazioni.
Dal blu egizio ai colossal cinematografici, dal rapporto con l’aldilà delle civiltà antiche ai giochi di ruolo fantasy: sono alcuni dei temi della nuova stagione di incontri del Museo Egizio che guarda ai giovani e che intreccia egittologia, archeologia, scienza, cinema, attualità e cultura pop. Protagonisti egittologi, curatori del Museo, archeologi, scienziati.
 
Particolare attenzione al pubblico più giovane grazie al dialogo con gli istituti di istruzione superiore e le università, e una programmazione che guarda al mondo pop e agli interessi della Generazione Z, in linea con il crescente coinvolgimento di ragazzi e ragazze negli appuntamenti al Museo Egizio.
 
Ne è un esempio l’incontro del 4 dicembre dedicato al mondo del gioco di ruolo Dungeons & Dragons, grazie alla collaborazione con il negozio di videogame Goblin Torino. In parallelo alla sessione di gioco organizzata in museo, il dialogo tra l’egittologa Divina Centore e il Dungeon Master Dario Blandina metterà a confronto due modi di raccontare l’antico Egitto: quello del museo e quello del gioco di ruolo.
 
Per rendere il museo un luogo di orientamento accademico e professionale, l’Egizio propone un nuovo ciclo di incontri, in partenza a dicembre, dal titolo “Dentro la macchina museo. Mostre itineranti: la collezione in movimento”. Tre appuntamenti per scoprire come si realizza una mostra itinerante a partire dall’esperienza diretta del Museo Egizio: dalla gestione alla curatela, dalla movimentazione all’allestimento; un’occasione per scoprire alcune delle professionalità che lavorano dietro le quinte di un museo e di una mostra. Il primo incontro è il 14 dicembre con il direttore gestionale dell’Egizio Samanta Isaia, il curatore del Museo, Paolo Marini e la responsabile del Dipartimento Collezione e Conservazione dell’Egizio Giulia Gregori. Proprio per lo specifico focus sull’orientamento, l’Istituto di istruzione superiore Beccari Steiner di Torino ha inserito i tre incontri del ciclo nella sua programmazione didattica.
 
Inoltre, La Fondazione Collegio Universitario Einaudi e l’Egizio hanno siglato un accordo quadriennale che permette alle loro studentesse e ai loro studenti di inserire nel piano formativo le conferenze che verranno realizzate in collaborazione tra il museo e la Fondazione. Questa opportunità si apre subito con il nuovo ciclo di incontri “Racconti dall’aldilà”: un ciclo di conferenze al Museo Egizio sul tema della morte, realizzato con il sostegno e la collaborazione culturale dell’associazione SOCREM Torino APS.
 
“Racconti dall’Aldilà” è una rassegna trasversale che, attraverso il confronto tra epoche, culture e discipline, esplora il modo in cui le varie civiltà hanno interpretato il rapporto con l’aldilà, mettendo in luce la continuità tra vita e morte e il ruolo che questo tema ha assunto nella costruzione di riti e identità culturali. Massimo Osanna, Salvatore Settis, Christian Greco, Paolo Curtaz, Daniela Bevilacqua, Chandra Candiani, Giovanni De Luna e Ascanio Celestini saranno i protagonisti degli incontri che si terranno una volta al mese. Si parte il 13 novembre con il direttore del Museo Egizio, Christian Greco in dialogo con lo storico Giovanni De Luna con uno sguardo su come gli antichi egizi guardavano all’aldilà; modera la presidente del Museo, Evelina Christillin. Il ciclo di conferenze è inoltre sostenuto dagli sponsor Deltora servizi s.r.l., Fondazione Fabretti, Federazione Italiana Cremazione, cooperativa Astra e il media partner Confini Magazine.
 
Tra passato e presente, l’appuntamento del 17 ottobre, che inaugura la stagione di incontri: Ultrasky. Il blu egizio tra storia, arte e ricerca scientifica. Una mattinata di studi sul blu egizio, il primo pigmento sintetico della storia, creato proprio dagli antichi Egizi più di 5000 anni fa. Dall’Egitto si diffuse in tutto il Mediterraneo — lo usarono Greci e Romani — finché la ricetta del blu egizio andò perduta con la caduta dell’Impero Romano, per essere riscoperta solo nell’Ottocento. Ricercatori, restauratori e artisti condurranno il pubblico alla scoperta di questo antico pigmento tra arte contemporanea, storia e diagnostica scientifica. La giornata di studi si collega alla mostra “Ultrasky. Alla scoperta del blu egizio dalle arti alle scienze” che il museo ospita dal 13 ottobre fino al 14 dicembre, diffusa lungo il percorso espositivo.
 
Spazio all’attualità anche nell’incontro del 6 novembre dove, sulla scia dell’ultimo film di Christopher Nolan “Odissea”, è in programma un incontro dedicato ai colossal e all’epica classica. In dialogo ci saranno la responsabile dell’Area Cinema Grazia Paganelli (Museo Nazionale del Cinema), e Stefano De Martino, presidente del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia (CRAST) e autore del volume “Troia, l’eterna illusione”, edito da Il Mulino. Il volume offrirà lo spunto per affrontare il rapporto tra i colossal e le fonti, per interrogarsi sull’impatto che imprese cinematografiche di tale portata hanno nella costruzione dell’immaginario collettivo legato all’epica classica. Modera l’incontro Letizia Polacco, Audience Development & Digital Communications Specialist del Museo Egizio.
 
Il 23 novembre, tra egittologia e scienza, il Direttore dell’Egizio, Christian Greco, sarà in dialogo con la scienziata e divulgatrice scientifica Ilaria Capua per costruire un confronto transdisciplinare che attraversa i millenni per arrivare alle sfide di oggi: dalle pandemie al cambiamento climatico, fino alle derive antiscientifiche. Un’occasione per riflettere su come le crisi, ieri come oggi, ridisegnino il rapporto tra scienza, potere e collettività. Modera l’incontro il giornalista Marco Cattaneo. L’evento è promosso da Fondazione Compagnia di San Paolo e si terrà presso il Teatro Carignano; si inserisce negli appuntamenti del Festival Internazionale dell’Agricoltura Coltivato 2027.
 
Non manca l’attenziona alla ricerca egittologica, con il ciclo di conferenze che ogni anno porta al Museo Egizio gli approfondimenti e le nuove scoperte della disciplina. Tra gli appuntamenti, spicca l’incontro del 9 febbraio con José M. Alba Gómez, direttore della missione a Qaw el-Kebir, nell’Alto Egitto. La necropoli del Medio Regno di Qaw el-Kebir, che ospita le monumentali tombe rupestri dei governatori provinciali, è rimasta per un secolo ai margini della ricerca archeologica. The Qaw el-Kebir Expedition, missione congiunta dell’Università di Alcalá e del Ministero egiziano del Turismo e delle Antichità, in collaborazione con l’Università di Jaén e con il Museo Egizio di Torino, ha riaperto nel 2024 le ricerche sul sito e, durante la conferenza, verranno presentati i risultati della missione di questi due anni di scavi.
 
Accanto all’ Egittologia, anche la Museologia. Nella rassegna di presentazioni editoriali, il 20 novembre è in programma la presentazione del nuovo volume del Museo Egizio: “Perché abbiamo bisogno dei Musei”, edito da Franco Cosimo Panini. Il volume raccoglie le riflessioni sul ruolo dei musei dei direttori di dieci delle più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali, in dialogo con Christian Greco durante il ciclo di incontri “What is a Museum?”, realizzato dal Museo Egizio tra 2023 e 2024. Nel volume, per i musei italiani, gli interventi di Massimo Osanna e di Barbara Jatta.
 
“Il Museo Egizio vuole essere un ponte tra generazioni, culture, epoche e luoghi diversi: il programma di conferenze sviluppa questo punto fondamentale della nostra missione; siamo lieti di poter garantire al pubblico gratuitamente, al museo e online, tante opportunità diversificate di arricchimento culturale”, dichiarano la Presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin e il Direttore Christian Greco.
 
Tra conferenze, incontri e presentazioni editoriali, il Museo Egizio rinnova il proprio impegno nel promuovere il dialogo e il confronto, ampliando sempre più lo sguardo e la ricerca a temi universali e ancora attuali capaci di mettere in relazione epoche e civiltà diverse e di restituire al passato nuove chiavi di lettura per comprendere il presente e guardare al futuro.