Le cooperative torinesi sono 910, per un terzo femminili e per il 69% operano nei servizi a persone e imprese. L’occupazione è stabile nell’ultimo anno. Sei cooperative su 10 si dichiarano ottimiste per il futuro.
Il 7 ottobre 2026 a Palazzo Birago (sede Costituzionale della Camera di commercio di Torino) sono stati presentati i dati relativi all’indagine annuale realizzata dalla Camera di commercio di Torino sull’andamento delle cooperative torinesi nel 2025 e nel primo semestre 2026. All’indagine, giunta alla decima edizione, hanno collaborato AGCI Piemonte, Confcooperative Piemonte Nord, Legacoop Piemonte e UE.Coop Piemonte, con il supporto tecnico di Unioncamere Piemonte
Come evidenziato da Massimiliano Cipolletta, Presidente della Camera di commercio di Torino: “Compie 10 anni l’indagine che mettiamo a disposizione del mondo cooperativo per valutare l’andamento e le prospettive del settore. Se il sistema è da anni in contrazione, si evidenziano segnali positivi soprattutto dal punto di vista dell’occupazione, che mostra una sostanziale tenuta, e delle prospettive future, che si confermano positive nelle previsioni degli intervistati. Da rilevare l’importanza dell’occupazione femminile e giovanile: l’85,2% delle imprese ha nell’organico almeno una donna e il 70,9% ha almeno un addetto sotto i 35 anni”.

“L’analisi presentata offre, guardando oltre il numero delle imprese, un quadro positivo della cooperazione torinese: fatturato stabile o in crescita, oltre 40 mila posti di lavoro generati e realtà sempre più di medio-grandi dimensione. Particolarmente significativa la crescita di settori come l’agroalimentare, che conferma l’attenzione ai prodotti di qualità del territorio, e dei servizi alla persona, segno di come la cooperazione esercita una funzione centrale nell’economia sociale, non solo come forma d’impresa capace di creare lavoro e valore, ma come soggetto in grado di leggere i bisogni delle comunità, attivare risposte imprenditoriali e costruire sviluppo insieme al territorio. In tal senso riteniamo che la cooperazione debba tornare a generare futuro. La crescita per la prima volta dopo anni delle cooperative giovanili e il fatto che un addetto su quattro ha meno di 35 anni sono aspetti significativi. La sfida però è accrescere il protagonismo giovanile, creando le condizioni più favorevoli perché un giovane possa trasformare un progetto, una professionalità o un bisogno del territorio in impresa cooperativa” – dichiara Dimitri Buzio, Presidente di Legacoop Piemonte.
Come osservato da Irene Bongiovanni, Presidente di Confcooperative Piemonte Nord: “La cooperazione continua a dimostrare una straordinaria capacità di generare lavoro, valore economico e coesione sociale. La tenuta dell’occupazione, l’attenzione crescente alla sostenibilità e la fiducia che molte imprese continuano a esprimere verso il futuro confermano la solidità di un modello che contribuisce in modo concreto allo sviluppo del territorio. Per questo guardiamo con interesse al confronto avviato tra Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna e Veneto sulle sfide della competitività e della manifattura, convinti che accanto a questi temi debba trovare spazio una riflessione altrettanto strategica sull’economia sociale. Oggi l’attrattività di un territorio dipende dalla capacità di tenere insieme sviluppo economico, qualità della vita e coesione sociale. Torino, per storia cooperativa e capacità di innovazione sociale, può essere protagonista di questo percorso e contribuire alla costruzione di una vera politica industriale dell’economia sociale”.
Secondo Giuseppe D’Anna, Presidente di AGCI Piemonte Associazione Generale Cooperative: “L’indagine conferma un sistema cooperativo che, pur in contrazione strutturale, tiene sul piano occupazionale e mostra segnali di solidità: la crescita delle cooperative di servizi alla persona (+1,5%) e il loro peso, il 57,5% dell’occupazione e oltre un terzo del valore della produzione, dicono quanto la cooperazione sociale sia oggi un presidio essenziale per i servizi del territorio. Colpisce anche il contributo delle cooperative femminili, che generano il 53,8% degli addetti, e la crescita dell’occupazione in aree come il chivassese, il pinerolese e l’eporediese. Non possiamo però ignorare i segnali di cautela: l’ottimismo scende al 60,4% e quasi metà delle imprese indica nei costi energetici un fattore di rischio, fino alle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale cambiamenti che stanno mettendo sotto pressione i sistemi le cooperative”.
Per Matteo Castella, Presidente di UE.Coop Piemonte: “Il report evidenzia la fase di trasformazione del sistema cooperativo torinese: le cooperative sono meno numerose, ma più strutturate e solide. Quasi una impresa su due ha infatti dichiarato nel 2025 un fatturato stabile (percentuale nettamente superiore al 37,8% del 2024) a fronte di un persistente calo numerico delle cooperative attive, che però non sembra avere intaccato la tenuta e la stabilità occupazionale del sistema. Il lavoro si concentra in realtà di maggiori dimensioni ed emerge con forza il protagonismo femminile, che esprime oltre la metà dell’occupazione in cooperativa. Il report evidenzia inoltre quanto le cooperative torinesi stiano puntando sul rafforzamento organizzativo interno e sulla diversificazione dei servizi, per fronteggiare il peso – molto sentito – dei costi energetici. In un clima complessivo di fiducia che rimane positivo per sei cooperative su dieci, ma in calo rispetto alle edizioni precedenti, la sfida dei prossimi anni sarà sostenere il sistema, favorendo nuove nascite, reti e collaborazioni, per non disperdere il grande patrimonio di coesione sociale e di buona occupazione rappresentato dalle cooperative torinesi”.
Nel 2025 le cooperative torinesi hanno generato 2,4 miliardi di euro in valore della produzione e hanno impiegato 39.595 addetti. I servizi alle imprese e quelli alle persone si confermano i settori più importanti: i servizi alle imprese contribuiscono al 24,9% del valore della produzione e al 32,5% dell’occupazione, mentre i servizi alle persone generano rispettivamente il 33,7% del valore della produzione e il 57,5% dell’occupazione.
In termini di rappresentatività, le associazioni di categoria del territorio rivestono un ruolo di rilievo: Legacoop Piemonte, Confcooperative Piemonte Nord, AGCI Piemonte e UE.Coop Piemonte raccolgono insieme 1.067 cooperative associate regionali nel 2025, di cui 723 con sede legale nella città metropolitana di Torino.
Dati al primo semestre 2026
Dati al primo semestre 2026
Al primo semestre 2026 si contano 910 cooperative torinesi attive (-1,6% rispetto a fine 2025). Il calo è da imputare sia ad una diminuzione delle consistenze, sia alla scarsità delle nuove iscrizioni.
In termini di settore, resta dominante la presenza dei servizi alle imprese (38,1%) e alle persone (30,7%) che registrano andamenti opposti rispetto a fine 2025: le cooperative dei servizi alle imprese calano del -2,5%, mentre quelle dei servizi alle persone segnano un +1,5%. Guardando gli altri settori, si registra una flessione della consistenza più o meno rilevante in tutti i comparti, fatta eccezione per i servizi di alloggio e ristorazione (+3,4%) e per l’agricoltura (+1,4%).
Gli addetti sono pari a 39.595 unità e risultano stabili rispetto a fine 2025, in calo invece sul lungo periodo (-13,6% rispetto al 2017). La dinamica per macrosettori dal 2017 ad oggi evidenzia degli andamenti contrapposti: il commercio, i servizi alle imprese, le costruzioni e l’industria vedono una flessione più o meno consistente; al contrario crescono gli addetti nell’agricoltura, nei servizi alle persone e in particolare nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+47,2%; +320 addetti).
Il sistema cooperativo si conferma Torino-centrico: nel capoluogo converge il 57,0% delle imprese e il 64,2% degli addetti. Seguono per consistenza imprenditoriale i comuni di Ivrea, Pinerolo e Moncalieri. Se nel lungo periodo il numero delle imprese cala in maniera più o meno consistente in tutte le zone omogenee, la tendenza degli addetti in alcune aree è di segno positivo: in crescita rispetto al 2017 gli addetti dell’area metropolitana nord (guidati da Leinì), dell’eporediese, del pinerolese e del chivassese.
Nel lungo periodo si evidenziano anche segnali di irrobustimento: è diminuito il peso delle micro e piccole cooperative (che rappresentano l’87,5% del totale), a favore delle medie e grandi imprese, passate dal 10,5% del 2017 al 12,5% di oggi.
Componenti imprenditoriali del sistema cooperativo torinese
Per quanto riguarda le componenti imprenditoriali[1], le cooperative femminili a fine giugno 2026 si attestano a 265 imprese (il 29,1%), stabili rispetto al 2025. I servizi alle persone sono il primo settore per presenza femminile (il 53,2% delle cooperative), seguito con il 31,3% dai servizi alle imprese. Le cooperative in rosa nel primo semestre 2026 hanno generato oltre la metà dell’occupazione complessiva del mondo della cooperazione torinese: con 19.138 addetti, rappresentano il 53,8% del totale. Il dato degli addetti è in crescita sia rispetto a fine 2025 (+3,6%; +665 unità), sia rispetto a fine 2022 (+11,6%; +1.993 unità).
Sono 31 le imprese cooperative straniere, il 3,4%, in lieve diminuzione rispetto a fine 2025, quando ammontavano a 32 unità. Risultano prioritariamente attive nei servizi alle imprese (il 41,9% del totale) ma, a differenza delle altre componenti imprenditoriali, hanno una forte presenza nell’edilizia (il 32,3%). Al primo semestre 2026 le cooperative straniere contano 510 addetti (l’1,4% degli addetti nel mondo della cooperazione torinese); il dato rispetto a fine 2025 è in crescita (+95 addetti).
Infine, dopo anni di calo, in lieve incremento (+1) nel 2026 le cooperative giovanili, che raggiungono le 25 unità (il 2,7%). I servizi alle imprese sono il primo settore dove si concentrano le cooperative giovanili, al secondo posto il settore agricolo. Gli addetti nelle cooperative giovanili al primo semestre 2026 sono 362, in crescita di +99 unità rispetto a fine 2025.
I risultati dell’indagine
L’indagine, somministrata tra giugno e luglio 2026, ha coinvolto l’universo delle cooperative attive nella città metropolitana di Torino indagando il clima di fiducia, il tema della ricerca e del reperimento delle risorse umane e le prospettive future.
Trend del fatturato 2025
In termini economici si assiste a una ripresa delle cooperative: quasi un’impresa su due (il 49,8%) ha dichiarato un fatturato stabile nel 2025, percentuale nettamente superiore a quella registrata nel 2024 (il 37,8%). Rimane consistente la quota di chi ha affermato un aumento dei ricavi (il 30,9%), a fronte del 19,3% che ha visto una riduzione: il saldo tra dichiarazioni di aumento e di diminuzione si conferma pertanto positivo (+11,6%), sebbene leggermente inferiore a quello dell’anno precedente (+13,4%).
Nei primi sei mesi del 2026 si rafforza la quota delle imprese che si esprime per una stabilità del proprio giro d’affari (il 61,4%).
Occupazione
Nel 2025 continua a prevalere in tutti i settori la stazionarietà dell’occupazione tra le cooperative della città metropolitana di Torino (60,9%). Anche nei primi sei mesi del 2026 ben il 72% delle cooperative ha dichiarato una stabilità a livello occupazionale.
In generale i dati sugli addetti nel mondo della cooperazione confermano la forte presenza femminile e l’importanza della componente giovanile: nel 2025 l’85,2% delle imprese ha nell’organico almeno una donna, per un totale di 4.786 unità (quasi il 58% della forza lavoro delle rispondenti) e il 70,9% ha almeno un addetto sotto i 35 anni (quasi il 25% degli addetti complessivi).
Previsioni 2026 e prospettive future
Sei cooperative su dieci (il 60,4%), di tutti i settori, si dichiarano ottimiste rispetto al futuro: se nel complesso il dato è positivo, risulta però in lieve calo rispetto a quello del 2025 (il 63,2%). Rispetto alle prospettive future (tenendo conto della situazione economica aziendale) oltre sei cooperative su dieci (il 63,8%) prevedono il consolidamento dell’attività imprenditoriale.
Tra i fattori esterni che potrebbero influenzare nei prossimi due anni le strategie delle cooperative, emerge un impatto significativo dell’aumento dei costi energetici (il 48,9% delle rispondenti), seguito da quello delle materie prime (il 42,1%). Per far fronte alla situazione congiunturale, le azioni maggiormente intraprese riguardano la diversificazione dei servizi/prodotti aziendali.
Criteri ESG
L’ultimo approfondimento ha riguardato, per la terza edizione consecutiva, le azioni messe in atto dalle imprese per rispondere ai criteri dell’ESG (Environment, Social, Governance). Il 90,1% delle cooperative ha dichiarato di aver già adottato (o prevede di farlo nel prossimo biennio) almeno un’azione nei vari ambiti, valore in crescita rispetto alla passata edizione (l’87,7%). Se si guardano i tre ambiti distinti, il “Social” è quello in cui le cooperative hanno più di frequente messo in atto almeno un’azione con l’88,2% delle adesioni (era l’86,1%); segue l’Environment (il 73,1%; era il 71,2%) e la Governance (il 66,7%; era il 62,6%).